La Nuova Sardegna

Vaccinati, niente quarantena super green pass quasi ovunque

Vaccinati, niente quarantena super green pass quasi ovunque

Ma nel decreto del Governo non c’è l’obbligo esteso a tutti i lavoratori Regole in vigore dal 10 gennaio. Capienze ridotte in stadi (50%) e palazzetti (35)

3 MINUTI DI LETTURA





ROMA. Quarantena azzerata ai vaccinati da meno di quattro mesi e a quelli con dose booster, ma anche estensione del Super Green pass nell'ambito del trasporto pubblico locale, per fiere e impianti sciistici, per alberghi e strutture ricettive, feste conseguenti alle cerimonie civili o religiose, sagre, fiere, centri congressi e servizi di ristorazione all'aperto e per centri culturali e centri sociali ricreativi. In stadi e palazzetti le capienze saranno consentite al massimo al 50% per gli impianti all'aperto e al 35% per gli impianti al chiuso.

Tra nuove strette e qualche allentamento, il Governo ha varato l'ultimo decreto anti-Covid di questo secondo anno di pandemia, che si chiude con numeri record sui contagi di questa quarta ondata (nelle ultime 24 ore sono stati quasi 100mila). Non passa però il fronte di chi chiedeva di estendere l'obbligo del Super Green pass a tutte le categorie di lavoratori, nonostante la sponda delle Regioni. E non prevale la linea rigorista di chi come il ministro della Salute, Roberto Speranza, sulla scorta dei pareri del Cts e pur d'accordo sulle modifiche alle regole sull'autoisolamento, chiedeva norme non troppo blande.

Sia in cabina di regia che in Cdm il confronto è stato serrato: Pd e Forza Italia hanno subìto lo stop della Lega e di M5s sul varo dell'obbligo del certificato verde rafforzato per tutti i lavoratori. Il Pd ha rilanciato l'obbligo per i vaccini e detto sì alle estensioni dell'uso del pass. Il lasciapassare in versione super (da febbraio solo per chi è immunizzato con ultima dose da non oltre 6 mesi o guarito dal Covid) diventa obbligatorio anche per i viaggi a lunga percorrenza, per la partecipazione alle fiere o negli impianti da sci, anche se ci saranno approfondimenti su questo tema. Cambiano anche le regole per la quarantena, con tre diverse categorie: lo scopo è evitare la paralisi del Paese, che con un alto numero di persone in quarantena, perché contagiati o venuti a contatto con un infettato, rischia di finire in una sorta di mini-lockdown. Le quarantene non saranno più previste per i vaccinati con booster o con due dosi da meno di quattro mesi che vengano a contatto con una persona poi risultata positiva al Covid, se asintomatici. In questi casi sarà prevista una forma di autosorveglianza, con l’obbligo di indossare le mascherine Ffp2 e di eseguire, al quinto giorno dal contatto con il caso positivo, un tampone con esito negativo. Per chi ha eseguito l'ultima vaccinazione da più di quattro mesi - quindi con minore copertura dal contagio - l'autoisolamento scenderebbe da 7 a 5 giorni, con test negativo. Nessuna modifica per chi non è vaccinato: la quarantena resta a 10 giorni. Misure diverse da quelle su cui si era orientato il parere del Comitato tecnico scientifico: dopo un incontro durato diverse ore gli scienziati avevano convenuto di azzerare la quarantena, in questi casi, soltanto ai vaccinati impiegati nei servizi essenziali - purché indossassero obbligatoriamente la mascherina Ffp2 per circa una settimana - e di ridurla a cinque giorni ai vaccinati con booster. In cabina di regia però il Governo ha invece accolto tout court la richiesta delle Regioni, che chiedevano appunto l'eliminazione dell'autoisolamento agli immunizzati. Slitta invece al prossimo Cdm l'ipotesi dell'estensione del Super pass a tutti i lavoratori, un provvedimento da sempre sostenuto dal ministro per la funzione pubblica Brunetta, ora anche dal ministro del Lavoro Orlando, dal ministro della Famiglia, Bonetti e dagli stessi governatori. A sollevare dubbi su questa misura, già in cabina di regia, sono stati Lega e 5Stelle. Il ministro Giorgetti - pur non escludendo che se ne possa discutere in un prossimo Cdm - avrebbe sottolineato la necessità di portare avanti anche una presa di responsabilità da parte dello Stato: se si volesse estendere l'obbligo del super pass ai luoghi di lavoro che di fatto diventerebbe un “obbligo vaccinale” per i lavoratori, il ragionamento, lo Stato dovrebbe assumersi la responsabilità di eventuali conseguenze da vaccino ed elencare i fragili esentati. Perplessità, con motivazioni opposte a quelle del Carroccio, anche dal M5s.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative