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Botto di fine anno: 2.100 casi in 48 ore

Botto di fine anno: 2.100 casi in 48 ore

Contagi record in Sardegna, resta sotto controllo la pressione sugli ospedali Appello dell’Ats alla responsabilità individuale: «Attenzione ai più fragili»

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CAGLIARI. Era un rischio ampiamente annunciato anche se, forse, non di queste dimensioni. Il 2021 se ne va regalandoci il poco invidiabile record di nuovi positivi al Covid-19, in tutte le sue varianti. Tra venerdì e sabato il virus ha colpito duro. 2100 persone si aggiungono alla lista dei positivi e il sospetto e che la cifra sia sottostimata perchè anche l’Ats ammette di essere in difficoltà nei tracciamenti dei casi sospetti e perchè gli ultimi due bollettini arrivano a cavallo del Capodanno con molti dati ancora parziali. La sensazione è che il trend sia destinato a confermarsi in salita anche nei prossimi giorni, in linea con quello delle altre regioni italiane e con le previsioni degli esperti. Le festività di fine anno rischiano, insomma, di costarci molto care anche se all’aumento della circolazione del virus non corrispone, per il momento, un incremento della pressione sugli ospedali. Il bollettino di ieri parla di 891 ulteriori positivi al Covid sulla base di 21.267 tamponi tra molecolari e antigenici con un tasso di positività che si mantiene di poco superiore a 4%. Si registra il decesso di una donna di 88 anni, residente nella provincia di Oristano. In leggera flessione i ricoveri: i pazienti nei reparti di terapia intensiva scendono a 15 (1 in meno rispetto a venerdì), mentre quelli in area medica calano a 142 (4 in meno). Aumentano i casi di isolamento domiciliare: 8505, 675 in più dell'ultima rilevazione. Venerdì i nuovi contagi erano stati ben 1.209 con il decesso di 2 pazienti: un uomo di 83 anni, residente nella Città Metropolitana di Cagliari, e un residente nella provincia di Nuoro.

Tracciamento in forse. I dati così’ alti sui contagi hanno spinto i vertici dell’Ats a raccomandare alcune semplici regole comportamentali «vista – si legge in una nota – la difficoltà a gestire e prendere in carico, nei tempi previsti, le numerosissime segnalazioni di casi sospetti o di casi confermati» anche con il solo test rapido antigenico. In caso di comparsa di sintomi sospetti – suggerisce l’Ats – «bisogna evitare la corsa al test rapido, ma adottare immediatamente comportamenti individuali di distanziamento mascherine FFp2, autoisolamento fiduciario, evitando di avere contatti, soprattutto con persone fragili e di partecipare ad eventi o attività lavorative prima della conferma diagnostica; informare il proprio medico curante che, qualora i sintomi fossero di un certo rilievo, attiverà le Usca per l'assistenza domiciliare. Qualora il sospetto fosse confermato, anche solo con un test antigenico presso farmacia e laboratorio privato, comportarsi immediatamente come caso Covid, senza aspettare la conferma con tampone molecolare che non potrebbe, in questo periodo, essere garantito in tempi rapidi, con isolamento domiciliare. I contatti del caso positivo, anche solo con antigenico, debitamente avvisati devono adottare misure di quarantena fiduciaria, anche prima che la stessa sia disposta ufficialmente dalla Ats, evitando di ricorrere immediatamente al test antigenico, soprattutto se sintomatici, prima di 5/6 giorni dalla date dell'ultimo contatto con il positivo, comunicando immediatamente al proprio medico solo qualora dovessero comparire sintomi riconducibili alla infezione».

«I vaccinati con ciclo completo (tre dosi o due da meno di 180 giorni) non sono obbligati alla quarantena, ma devono adottare misure di autosorveglianza, utilizzando sempre i dispositivi adeguati (mascherine FFp2 e distanziamento sociale) quando in contatto con altre persone per motivi di lavoro, evitando comunque rapporti con soggetti fragili o occasioni conviviali. Verranno inviate informazioni via sms a tutti i positivi in attesa del tracciamento. Bisogna infine evitare – si legge ancora nella nota – di sovraccaricare le linee telefoniche e le caselle email dei Sisp, perchè quando il tampone è stato effettuato presso una farmacia autorizzata, la segnalazione viene registrata sulla piattaforma regionale, così come per le segnalazioni dei medici curanti. Nello scusarci per le eccessive attese indipendenti dalle nostre volontà si invitano tutti i cittadini alla massima collaborazione e pazienza. Eventuali criticità devono essere inviate agli uffici Urp che provvederanno a girare le segnalazioni».

Vaccini a quota 3 milioni. A poco più di un anno dall'avvio della campagna vaccinale la Sardegna raggiunge quota 3.023.332 di somministrazioni totali, mentre i sardi vaccinati sono 1.269.752 (1.219.554 con doppia dose e 50.198 monodose), pari al 79,4% della popolazione complessiva (circa 1,6 milioni).

Nella sola giornata di venerdì sono state somministrate complessivamente circa 17mila dosi delle quali 15mila terze dosi e 1100 prime inoculazioni (soprattutto giovanissimi). Restano, però, ancora senza alcuna dosa 243.687 persone di cui 74.776 bambini tra i 5 e gli 11 anni.

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