«Scuole riaperte il 10 e screening generale coi laboratori militari»
No all’ipotesi di Dad dal Coordinamento consigli d’istituto «Non si possono bloccare a casa migliaia di alunni»
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CAGLIARI. No alla proposta di chiusura indiscriminata delle scuole e sì a un intervento di screening generale con l’aiuto dei laboratori militari di diagnostica molecolare. E’ la posizione del Coordinamento dei presidenti dei consigli di istituto, che in Sardegna è guidato da Giuseppe Pino Aquila, espressa in un comunicato diffuso ieri: «Assistiamo, preoccupati ma non indifferenti, ai vari tentativi proposti dai competenti organi sanitari e politici, per arginare la pandemia in atto - è scritto - vogliamo pensare si tratti di proposte dettate da uno stato temporaneo di stress emotivo e da una mancata visione di politiche a lungo termine». Prosegue la nota: «L’ultimo tentativo di arginare la contagiosità della variante denominata Omicron, propone la chiusura indiscriminata degli istituti scolastici di ogni ordine e grado nell’intero territorio meridionale dell’isola. Proposta ragionevole se, a questa, venisse integrato un provvedimento che realmente potesse circoscrivere la circolazione del virus, chiedendo a tutti – non solo e sempre alla scuola – quello sforzo necessario e collettivo utile a fronteggiare i numeri fortemente in crescita». Netta l’opposizione alla proposta di provvedimento: «Non crediamo - va avanti il comunicato - che chiudere indistintamente centinaia di istituti scolastici, per bloccare a casa decine di migliaia di studentesse e di studenti, di alunne e di alunni molti dei quali in tenera età e di conseguenza dipendenti dai genitori in tutto sia una soluzione proponibile ed accettabile. Chiudendo le porte delle scuole, si aprirebbero immediatamente le finestre di altri luoghi in cui questa popolazione può, e in certi casi deve, essere accolta, o troverà i propri spazi per ritrovare la socialità negata». Il Coordinamento pensa «per esempio agli alunni delle scuole dell’infanzia e delle primarie, di certo non hanno quel grado di autonomia per poter stare soli a casa a seguire le lezioni in DDI. La presenza di un adulto è fondamentale sotto tutti gli aspetti, non ultimo quello di rilevanza giuridica, in quanto i minori di 14 anni non possono stare a casa da soli». Per il Coordinamento «lo smart working non è sempre praticabile, l’assistenza dei nonni (se presenti) è da scongiurare, l’utilizzo di ludoteche o strutture similari, andrebbe a collidere con il principio del provvedimento proposto». Durissimo il giudizio sulla proposta: «Ancora una volta assistiamo ad un tentativo che tende a sacrificare la scuola, condizionando fortemente la didattica e il benessere psicologico e fisico delle studentesse e degli studenti». La strada dev’essere un’altra: «Il governo centrale ha stanziato 9 milioni di euro per il controllo e l’individuazione del virus e della sua variante Omicron, assicurando il supporto del Ministero della Difesa per lo svolgimento di tale attività attraverso i laboratori militari della rete di diagnostica molecolare distribuiti sul territorio nazionale, per incrementare le capacità diagnostiche e garantire il corretto espletamento delle attività». La proposta è chiara: «Il Coordinamento chiede di utilizzare questo strumento per effettuare uno screening di massa di tutto il comparto scuola. Anziché proporre una chiusura totale ingiusta, inutile e dannosa il Coordinamento propone di procrastinare il rientro a scuola dal 7 al 10 gennaio iniziando dai territori maggiormente esposti per proseguire il tracciamento su tutto il territorio regionale, utilizzando questi giorni per testare tutta la popolazione scolastica».
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