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Lunghe file e proteste nella corsa ai tamponi

Lunghe file e proteste nella corsa ai tamponi

Farmacie e drive-in presi d’assalto da chi ha il sospetto di aver contratto il virus Sale ancora il tasso di positività. Sempre più difficile garantire il tracciamento

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SASSARI. Era inevitabile. Le feste sotto l’albero e il cenone di capodanno presentano il conto anche sul fronte dei contagi. Smaltiti i cin cin e la sbornia da abbracci (ne avevamo bisogno!) abbiamo tutti scoperto di avere un fratello, un cugino, un amico positivo o, quantomeno, entrato in contatto con il virus. Come comportarsi? L’Ats da giorni raccomanda di non farsi prendere dall’ansia e di evitare di intasare il cellulare del medico di famiglia e, a maggior ragione, il pronto soccorso degli ospedali, le guardie mediche e le farmacie. Chi ha un po’ di mal di gola non è detto che abbia contratto il Covid e chi a qualche colpo di tosse somma altri sintomi “sospetti” deve monitorare la situazione e informare il medico curante solo qualora i sintomi fossero di un certo rilievo. Sarà poi il medico ad attivare le Usca per l'assistenza domiciliare e a richiedere il tampone molecolare. Ovviamente vanno osservati fin da subito i comportamenti individuali di distanziamento con l’uso delle mascherine Ffp2 e l’autoisolamento fiduciario. Ma niente panico, soprattutto per chi ha completato il ciclo vaccinale con la terza dose.

Corsa ai tamponi. Appelli al buon senso che, un po’ in tutta l’isola, lasciano il tempo che trovano. Da Sassari a Olbia, da Nuoro a Oristano fino a Cagliari i “drive in” e le farmacie sono presi d’assalto da chi ha il sospetto di essere positivo. Nel capoluogo barbaricino, nella sola giornata di ieri, più di 3000 persone si sono messe in fila nel drive in di via Einaudi. La lunga coda di auto ha mandato il tilt il traffico all’ingresso della città. La circolazione è rimasta paralizzata per buona parte della mattinata e gli ingorghi si sono moltiplicati fino a coinvolgere mezza città, tra il centro storico e la nuova zona commerciale. Problemi perfino per l’accesso all’ospedale San Francesco con ambulanze e mezzi per il trasporto dei disabili costretti a farsi largo con mille difficoltà e con inevitabili ritardi. Problemi simili anche a Olbia con file chilometriche davanti al “punto tamponi” fin dal primo mattino e tante proteste. Gli agenti della polizia municipale hanno dovuto fare gli straordinari e, in più di un’occasione, calmare gli animi dei più esagitati. Centinaia le persone in fila davanti al gazebo allestito in via del Quarzo, a poca distanza dall’ospedale. E moltissime le proteste. Situazione identica a Sassari con l’aggravante che molte farmacie hanno esaurito i tamponi e le file, in quelle che hanno ancora disponibilità di kit sempre più lunghe.

Il bollettino. I dati di domenica raccontano di contagi in calo nell’isola ma anche di un numero tamponi che risente della giornata festiva. L’ultimo bollettino segnala 543 nuovi casi di positività (erano 675 nella precedente rilevazione), sulla base di 2.420 persone testate. In totale, fra molecolari e antigenici, sono stati processati 6.637 tamponi per un tasso di positività che risale all'8,1%. I pazienti ricoverati nei reparti di terapia intensiva sono 18 (+ 1 rispetto all’altro ieri), quelli in area medica sono 174 (+ 15). Le persone in isolamento domiciliare sono ufficialmente 9.444 (+ 328). Da registrare infine il decesso di una donna di 73 anni, residente in provincia di Nuoro.

Arriva l’influenza. Intanto, giusto per non farci mancare nulla, da qualche giorno si sta facendo sentire anche il virus dell’influenza. L'Istituto superiore di sanità (Iss) ha diffuso il rapporto Influnet sull'andamento dei contagi e l’Isola è tra le regioni più colpite. Dal report emerge che la fascia d'età più “fragile” è quella tra i 5 e i 14 anni (1,72%) e a seguire quella tra i 15 e i 64 (0,69%). Nelle fasce 0-4 anni e over 65 si episodi influenzali sono numericamente insignificanti. In campo nazionale il livello di incidenza delle sindromi influenzali è sopra la soglia basale, oltre che in Sardegna, anche in Piemonte, Lombardia, Liguria, Emilia-Romagna, Toscana, Umbria, Marche, Lazio, Abruzzo, Puglia e Sicilia. L'Iss segnala, inoltre, che l'incidenza osservata in alcune regioni è fortemente influenzata dal ristretto numero di medici e pediatri che hanno inviato, al momento, i loro dati. (a.l)

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