Mura: «Chi doveva fare si è voltato dall’altra parte»
di Roberto Petretto
La presidente della commissione Lavoro: «Ministro disponibile a una soluzione» La viceministra Todde: «Orlando convochi il tavolo. Impegno sugli emendamenti»
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SASSARI. Il ministero del Lavoro è disponibile a mettere in campo tutte le soluzioni possibili per sostenere ancora i lavoratori di Air Italy, ma i ministeri dei Trasporti e dello Sviluppo economico devono delineare un quadro, una prospettiva, un futuro per Air Italy. E insieme a loro lo devono fare anche le regioni Sardegna e Lombardia. Nel giorno in cui il “disastro Air Italy” assume il concreto spessore delle lettere di licenziamento e provoca una canea di reazioni (anche da parte di chi in questi mesi era stato in silenzio) emerge in tutta la sua gravità la mancanza di prospettive e alternative.
«Il ministero del Lavoro è pronto a mettere in campo le misure che servono - dice Romina Mura, presidente della commissione lavoro della Camera dei deputati -, ma devono essere funzionali a un progetto industriale che deve venire dai ministri Giorgetti e Giovannini e dalle regioni Sardegna e Lombardia».
Dalla viceministra del Mise, Alessandra Todde, arriva subito la risposta: «Sono dispiaciuta e delusa che gli azionisti abbiano deciso di procedere unilateralmente. Ho richiesto al ministero del Lavoro la convocazione del tavolo che era già prevista per i primi i giorni di gennaio e proseguirò l’impegno sugli emendamenti come condiviso all’ultimo incontro con i sindacati».
A chi spetta, dunque, la prossima iniziativa? Romina Mura ricorda alcuni passaggi che sono stati compiuti nell’ultimo anno: «A giugno con Andrea Orlando ci siamo letteralmente inventati altri 6 mesi di cassa integrazione per dare ai ministeri, alle Regioni e alla proprietà di provare un percorso. E invece non è successo niente, chi doveva fare qualcosa si è voltato dall’altra parte. Il presidente avrebbe potuto alzare la voce con la proprietà e il governo. Cosa che non è successa. In pratica sono stati sei mesi buttati e ora la situazione si complica. Ma se si vuole si può ancora fare qualcosa».
«Tutto quello che ancora si può fare va tentato e – aggiunge la parlamentare dem - mi aspetto che lo si faccia. Dopo mesi di impegno e di sollecitazioni, dopo aver conquistato i sei mesi di cig per i lavoratori Air Italy e non aver ricevuto risposte, sento un grande sconforto. Ma lotterò fino all’ultimo minuto».
Recentemente il Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione, ha finanziato con 4,5 milioni la vertenza Air Italy e 1,7 milioni per il Porto Canale. Si tratta del fondo complementare all'ammortizzatore nazionale. I beneficiari per Air Italy sono i 611 lavoratori di base in Sardegna. «Ci sono risorse europee, ma serve un progetto», ammonisce ancora Romina Mura.
Il Senato ha avuto l’opportunità di approvare un emendamento che estendesse ulteriormente la cassa integrazione per i lavoratori di Air Italy: «L’emendamento non è passato perché non c'erano condizioni di sistema - spiega la presidente della Commissione lavoro -, non c'era più azienda disposta a sedersi a un tavolo. Con queste condizioni non puoi fare un percorso di sostegno a reddito».
Ora arrivano i licenziamenti «che avranno un impatto maggiore in Sardegna. I lavoratori sardi avranno un’enorme difficoltà. Ora più che mai serve una fondamentale presa di posizione del presidente della Regione. Le lettere sono una sorta di ghigliottina, siamo arrivati fuori tempo massimo, ma continuiamo a cercare soluzioni».
Romina Mura in questi mesi è stato sempre affiancata nell’impegno per Air Italy dall’ex ministro e ex capogruppo del Pd alla Camera, Graziano Delrio: «In questa vicenda mi pare si possano individuare tre passaggi fondamentali - dice Delrio -. Innanzitutto è stato dimenticato il piano industriale che avrebbe potuto dare gambe più solide all’impresa Air Italy. In secondo luogo la rapidità con cui si è deciso di dare corso alla procedura di liquidazione è stato un errore. Infine sarebbe stato necessario aprire un tavolo nazionale sul trasporto aereo. Air Italy ma anche Alitalia. Invece questo non è stato fatto». Delrio promette però che la battaglia non è ancora finita: «Guardiamo avanti, anche in questo ore c’è un impegno concreto, mio e di tutti i parlamentari sardi del Pd, per trovare delle soluzioni, per fare in modo che ci siano impegni che possono dare una speranza ai lavoratori di Air Italy».
«Il ministero del Lavoro è pronto a mettere in campo le misure che servono - dice Romina Mura, presidente della commissione lavoro della Camera dei deputati -, ma devono essere funzionali a un progetto industriale che deve venire dai ministri Giorgetti e Giovannini e dalle regioni Sardegna e Lombardia».
Dalla viceministra del Mise, Alessandra Todde, arriva subito la risposta: «Sono dispiaciuta e delusa che gli azionisti abbiano deciso di procedere unilateralmente. Ho richiesto al ministero del Lavoro la convocazione del tavolo che era già prevista per i primi i giorni di gennaio e proseguirò l’impegno sugli emendamenti come condiviso all’ultimo incontro con i sindacati».
A chi spetta, dunque, la prossima iniziativa? Romina Mura ricorda alcuni passaggi che sono stati compiuti nell’ultimo anno: «A giugno con Andrea Orlando ci siamo letteralmente inventati altri 6 mesi di cassa integrazione per dare ai ministeri, alle Regioni e alla proprietà di provare un percorso. E invece non è successo niente, chi doveva fare qualcosa si è voltato dall’altra parte. Il presidente avrebbe potuto alzare la voce con la proprietà e il governo. Cosa che non è successa. In pratica sono stati sei mesi buttati e ora la situazione si complica. Ma se si vuole si può ancora fare qualcosa».
«Tutto quello che ancora si può fare va tentato e – aggiunge la parlamentare dem - mi aspetto che lo si faccia. Dopo mesi di impegno e di sollecitazioni, dopo aver conquistato i sei mesi di cig per i lavoratori Air Italy e non aver ricevuto risposte, sento un grande sconforto. Ma lotterò fino all’ultimo minuto».
Recentemente il Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione, ha finanziato con 4,5 milioni la vertenza Air Italy e 1,7 milioni per il Porto Canale. Si tratta del fondo complementare all'ammortizzatore nazionale. I beneficiari per Air Italy sono i 611 lavoratori di base in Sardegna. «Ci sono risorse europee, ma serve un progetto», ammonisce ancora Romina Mura.
Il Senato ha avuto l’opportunità di approvare un emendamento che estendesse ulteriormente la cassa integrazione per i lavoratori di Air Italy: «L’emendamento non è passato perché non c'erano condizioni di sistema - spiega la presidente della Commissione lavoro -, non c'era più azienda disposta a sedersi a un tavolo. Con queste condizioni non puoi fare un percorso di sostegno a reddito».
Ora arrivano i licenziamenti «che avranno un impatto maggiore in Sardegna. I lavoratori sardi avranno un’enorme difficoltà. Ora più che mai serve una fondamentale presa di posizione del presidente della Regione. Le lettere sono una sorta di ghigliottina, siamo arrivati fuori tempo massimo, ma continuiamo a cercare soluzioni».
Romina Mura in questi mesi è stato sempre affiancata nell’impegno per Air Italy dall’ex ministro e ex capogruppo del Pd alla Camera, Graziano Delrio: «In questa vicenda mi pare si possano individuare tre passaggi fondamentali - dice Delrio -. Innanzitutto è stato dimenticato il piano industriale che avrebbe potuto dare gambe più solide all’impresa Air Italy. In secondo luogo la rapidità con cui si è deciso di dare corso alla procedura di liquidazione è stato un errore. Infine sarebbe stato necessario aprire un tavolo nazionale sul trasporto aereo. Air Italy ma anche Alitalia. Invece questo non è stato fatto». Delrio promette però che la battaglia non è ancora finita: «Guardiamo avanti, anche in questo ore c’è un impegno concreto, mio e di tutti i parlamentari sardi del Pd, per trovare delle soluzioni, per fare in modo che ci siano impegni che possono dare una speranza ai lavoratori di Air Italy».
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