Vaccini avanti tutta: 15 milioni a gennaio
Il generale Figliuolo fissa i nuovi obiettivi e assicura la disponibilità delle dosi
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ROMA. Gestire il sovraccarico di richieste per tamponi e somministrazione di vaccino in vista del picco della quarta ondata. Il Governo e le Regioni si preparano ad affrontare un gennaio difficile, per liberare nelle prossime settimane il Paese dalla morsa di Omicron. Dopo l'accordo con i rappresentanti di categoria dei farmacisti sul prezzo calmierato delle mascherine Ffp2 - fissato a 75 centesimi - il commissario per l'Emergenza, Francesco Figliuolo, fissa il target di somministrazioni del siero per il mese di gennaio: «alla luce dei risultati positivi fatti registrare dalle Regioni e Province autonome nel periodo delle festività natalizie e di fine anno, con punte di quasi 650 mila somministrazioni giornaliere, si potranno raggiungere - annuncia il generale - i 15 milioni di somministrazioni in questo mese». Un numero più alto rispetto a quello del dicembre appena passato, in cui il numero di inoculazioni effettuate è stato di 14,5 milioni. Nessun problema, assicura Figliuolo, anche sugli approvvigionamenti: «il fabbisogno di vaccini per il mese di gennaio verrà assicurato dalle dosi di Pfizer e Moderna nella disponibilità della struttura commissariale. Nel complesso, i quantitativi sono in grado di esprimere una potenzialità di 26 milioni di somministrazioni».
Potrebbe dunque slittare a febbraio l'arrivo di Novavax, il cosiddetto vaccino che piace ai no vax, in quanto sfrutta la tecnica delle proteine ricombinanti, in uso da tempo contro malattie come pertosse, epatite, meningite, herpes zoster e altre infezioni di carattere virale (diverso dalla tecnologia a Rna utilizzata da Pfizer e Moderna). Ma se continuano a volare le cifre sulle inoculazioni di booster, con una risalita dei numeri sulle prime dosi (in 24 ore rispettivamente 266.181 e 35.421, nonostante fosse domenica di inizio anno), prosegue anche la sofferenza delle strutture destinate ad accogliere i cittadini per iniezioni e non solo, sempre più divise tra effettuazione di tamponi e somministrazioni del siero. E ovunque vengono denunciate lunghe file e tempi di attesa interminabili.
Potrebbe dunque slittare a febbraio l'arrivo di Novavax, il cosiddetto vaccino che piace ai no vax, in quanto sfrutta la tecnica delle proteine ricombinanti, in uso da tempo contro malattie come pertosse, epatite, meningite, herpes zoster e altre infezioni di carattere virale (diverso dalla tecnologia a Rna utilizzata da Pfizer e Moderna). Ma se continuano a volare le cifre sulle inoculazioni di booster, con una risalita dei numeri sulle prime dosi (in 24 ore rispettivamente 266.181 e 35.421, nonostante fosse domenica di inizio anno), prosegue anche la sofferenza delle strutture destinate ad accogliere i cittadini per iniezioni e non solo, sempre più divise tra effettuazione di tamponi e somministrazioni del siero. E ovunque vengono denunciate lunghe file e tempi di attesa interminabili.
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