Ecosistemi, ammessi 14 progetti sardi
Cinque sono proposti dall’ateneo di Sassari. Via alle domande di finanziamento
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SASSARI. Si è conclusa la prima fase della manifestazione d'interesse per la candidatura di progetti che puntano a creare ecosistemi dell'innovazione nel Mezzogiorno. Nelle intenzioni si dovrebbero realizzare «luoghi di contaminazione e collaborazione tra università, centri di ricerca, settore privato, società civile e istituzioni rivolti allo sviluppo di idee e soluzioni innovative».
Sono state 270 le idee progettuali presentate entro la scadenza prevista del 12 novembre 2021. Di queste, la Commissione di valutazione ne ha giudicato 171 idonee ad accedere alla seconda fase della procedura negoziale. Tra i progetti ammessi alla seconda fase ce ne sono anche 14 provenienti dalla Sardegna, sulle 19 presentate. Un dato che segnala la bontà delle idee arrivate dall’isola.
Cinque di queste proposte sono arrivate dall’Università di Sassari. Si tratta dell’ecosistema AgriFutura da realizzare a Arborea (dipartimento di Agraria); Piattaforma tecnologica europea da realizzare a Olbia; Culturale heritage da realizzare a Bosa; Centro di ricerca, trasferimento tecnologico e alta formazione per il design nella sede dell’ex cotonificio di Alghero; riqualificazione delle ex Concerie Costa e dell’ex mercato ortofrutticolo all’ingrosso tramite la localizzazione del polo tecnologico di ateneo da realizzare a Sassari. Ora i soggetti che hanno proposto le idee giudicate idonee potranno partecipare alla procedura negoziale presentando la domanda di ammissione al finanziamento entro le ore 12 del 25 febbraio. Il bando è finanziato dal Fondo complementare al Pnrr con 350 milioni di euro (suddivisi in 70 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2022 al 2026), interamente riservati a contesti urbani marginalizzati delle regioni meridionali.
Il ministero del Sud intende «promuovere progetti che tengano insieme il valore innovativo e la riqualificazione e rifunzionalizzazione dei siti nei quali saranno realizzati. Ex aree industriali, edifici storici, fabbricati senza una specifica funzione potranno trasformarsi in luoghi di ricerca e sperimentazione dove impresa, università e amministrazioni lavorano insieme». Sono stati ammessi a partecipare al bando organismi di ricerca (università, enti) in collaborazione tra loro, con enti locali, imprese e altri soggetti pubblici o privati. La durata massima dei progetti non può superare i 36 mesi e l'ammontare dell'investimento può variare tra i 10 milioni e i 90 milioni di euro, che potranno essere coperti anche totalmente dal finanziamento statale.
Sono state 270 le idee progettuali presentate entro la scadenza prevista del 12 novembre 2021. Di queste, la Commissione di valutazione ne ha giudicato 171 idonee ad accedere alla seconda fase della procedura negoziale. Tra i progetti ammessi alla seconda fase ce ne sono anche 14 provenienti dalla Sardegna, sulle 19 presentate. Un dato che segnala la bontà delle idee arrivate dall’isola.
Cinque di queste proposte sono arrivate dall’Università di Sassari. Si tratta dell’ecosistema AgriFutura da realizzare a Arborea (dipartimento di Agraria); Piattaforma tecnologica europea da realizzare a Olbia; Culturale heritage da realizzare a Bosa; Centro di ricerca, trasferimento tecnologico e alta formazione per il design nella sede dell’ex cotonificio di Alghero; riqualificazione delle ex Concerie Costa e dell’ex mercato ortofrutticolo all’ingrosso tramite la localizzazione del polo tecnologico di ateneo da realizzare a Sassari. Ora i soggetti che hanno proposto le idee giudicate idonee potranno partecipare alla procedura negoziale presentando la domanda di ammissione al finanziamento entro le ore 12 del 25 febbraio. Il bando è finanziato dal Fondo complementare al Pnrr con 350 milioni di euro (suddivisi in 70 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2022 al 2026), interamente riservati a contesti urbani marginalizzati delle regioni meridionali.
Il ministero del Sud intende «promuovere progetti che tengano insieme il valore innovativo e la riqualificazione e rifunzionalizzazione dei siti nei quali saranno realizzati. Ex aree industriali, edifici storici, fabbricati senza una specifica funzione potranno trasformarsi in luoghi di ricerca e sperimentazione dove impresa, università e amministrazioni lavorano insieme». Sono stati ammessi a partecipare al bando organismi di ricerca (università, enti) in collaborazione tra loro, con enti locali, imprese e altri soggetti pubblici o privati. La durata massima dei progetti non può superare i 36 mesi e l'ammontare dell'investimento può variare tra i 10 milioni e i 90 milioni di euro, che potranno essere coperti anche totalmente dal finanziamento statale.
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