Air Italy, Nizzi si appella a Draghi: «Prema su Karim e Qatar»
di Dario Budroni
Il sindaco di Olbia scrive al premier: ci aiuti a trovare una soluzione condivisa
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OLBIA. La storia va in fumo e la città si ritrova con un vasto esercito di licenziati. Le lettere inviate due giorni fa da quel che resta della compagnia aerea olbiese mettono la parola fine a quasi sessanta anni di competenze e posti di lavoro. Il sindaco di Olbia, città in cui tutto era cominciato, ora prende carta e penna e scrive direttamente al presidente del Consiglio. Settimo Nizzi si appella a Mario Draghi e gli chiede di prendere lui stesso le redini della vicenda Air Italy, senza delegare le future azioni ai ministri o ai sottosegretari. Nello specifico, Nizzi chiede a Draghi di puntare in alto e di provare a dialogare sia con il principe Karim Aga Khan che con l’emiro del Qatar. «La prego di fare quanto è nelle sue possibilità – scrive il sindaco –, di essere attore principale in questa drammatica vicenda, non demandando a ministri e sottosegretari, ma intraprendendo personalmente azioni dirette a convocare i vertici della famiglia di sua altezza reale Karim Aga Khan e dell’emiro del Qatar per cercare una soluzione condivisa».
La lettera. Settimo Nizzi ha deciso di scrivere a Mario Draghi dopo l’invio delle lettere di licenziamento ai 1.322 lavoratori di Air Italy, 600 dei quali di base in Sardegna e a Olbia in particolare. Licenziamenti arrivati al termine del periodo di cassa integrazione, scaduta il 31 dicembre, e dopo che la proprietà (Akfed e Qatar airways) si era opposta a qualunque ipotesi di proroga degli ammortizzatori e di stop ai licenziamenti. Giorni chiusi con un nulla di fatto, quelli di dicembre, durante i quali la politica era stata anche accusata di aver gestito la vertenza in maniera differente rispetto a quella di Alitalia e di non essere stata in grado neanche di prevedere nuovi strumenti mirati o di agevolare in qualche modo la proroga della cassa integrazione. «La grave situazione che si è venuta a creare con la mancata approvazione dell’emendamento pro Air Italy e l’immediato invio ai lavoratori delle lettere di licenziamento, ha gettato nello sconforto la nostra comunità e le famiglie dei lavoratori interessati – scrive Nizzi a Draghi –. Già altri lavoratori in Europa sono stati salvati grazie all’azione dei propri Governi con il finanziamento della cassa integrazione speciale. Vorremmo che lo stesso accadesse per i nostri concittadini e che, usufruendo del finanziamento richiesto, si possa avere il tempo necessario per consentire alle istituzioni, alla proprietà, alle regioni Sardegna e Lombardia, dove risiede la stragrande maggioranza dei dipendenti, di trovare le soluzioni che consentano di superare la crisi aziendale e di non rinunciare alle eccellenze, da questi rappresentate, nel mondo lavorativo del trasporto aereo». Infine, Nizzi sottolinea il livello delle competenze dei lavoratori Air Italy: «In 60 anni di gestione del vettore aereo sardo, dipendenti qualificati, come piloti, assistenti di volo, tecnici della manutenzione, personale di terra, hanno sempre svolto un ruolo fondamentale nel trasporto pubblico. Oggi sono privati di qualsiasi prospettiva per il futuro. Per Olbia e la Sardegna il perdurare dell’attuale situazione sarebbe insostenibile, non solo dal punto di vista economico, ma anche dal punto di vista sociale con gravi ricadute nel territorio».
L’assemblea. Appena travolti dalle lettere di licenziamento, i lavoratori della ex Alisarda e Meridiana, fondata a Olbia nel lontano 1963 dal principe Karim Aga Khan e infine messa in liquidazione nel febbraio del 2020, si riuniranno oggi in una assemblea generale. Convocato da Ap, Cobas, Usb e Anpav, l’incontro è in programma alle 10 nel parcheggio della palazzina della compagnia aerea, nell’aeroporto Olbia Costa Smeralda. «Lì faremo il punto e risponderemo ai quesiti che comprensibilmente molti stanno formulando in queste ore e decideremo insieme le attività da intraprendere nell’immediato e nel medio termine» spiegano i promotori.
La lettera. Settimo Nizzi ha deciso di scrivere a Mario Draghi dopo l’invio delle lettere di licenziamento ai 1.322 lavoratori di Air Italy, 600 dei quali di base in Sardegna e a Olbia in particolare. Licenziamenti arrivati al termine del periodo di cassa integrazione, scaduta il 31 dicembre, e dopo che la proprietà (Akfed e Qatar airways) si era opposta a qualunque ipotesi di proroga degli ammortizzatori e di stop ai licenziamenti. Giorni chiusi con un nulla di fatto, quelli di dicembre, durante i quali la politica era stata anche accusata di aver gestito la vertenza in maniera differente rispetto a quella di Alitalia e di non essere stata in grado neanche di prevedere nuovi strumenti mirati o di agevolare in qualche modo la proroga della cassa integrazione. «La grave situazione che si è venuta a creare con la mancata approvazione dell’emendamento pro Air Italy e l’immediato invio ai lavoratori delle lettere di licenziamento, ha gettato nello sconforto la nostra comunità e le famiglie dei lavoratori interessati – scrive Nizzi a Draghi –. Già altri lavoratori in Europa sono stati salvati grazie all’azione dei propri Governi con il finanziamento della cassa integrazione speciale. Vorremmo che lo stesso accadesse per i nostri concittadini e che, usufruendo del finanziamento richiesto, si possa avere il tempo necessario per consentire alle istituzioni, alla proprietà, alle regioni Sardegna e Lombardia, dove risiede la stragrande maggioranza dei dipendenti, di trovare le soluzioni che consentano di superare la crisi aziendale e di non rinunciare alle eccellenze, da questi rappresentate, nel mondo lavorativo del trasporto aereo». Infine, Nizzi sottolinea il livello delle competenze dei lavoratori Air Italy: «In 60 anni di gestione del vettore aereo sardo, dipendenti qualificati, come piloti, assistenti di volo, tecnici della manutenzione, personale di terra, hanno sempre svolto un ruolo fondamentale nel trasporto pubblico. Oggi sono privati di qualsiasi prospettiva per il futuro. Per Olbia e la Sardegna il perdurare dell’attuale situazione sarebbe insostenibile, non solo dal punto di vista economico, ma anche dal punto di vista sociale con gravi ricadute nel territorio».
L’assemblea. Appena travolti dalle lettere di licenziamento, i lavoratori della ex Alisarda e Meridiana, fondata a Olbia nel lontano 1963 dal principe Karim Aga Khan e infine messa in liquidazione nel febbraio del 2020, si riuniranno oggi in una assemblea generale. Convocato da Ap, Cobas, Usb e Anpav, l’incontro è in programma alle 10 nel parcheggio della palazzina della compagnia aerea, nell’aeroporto Olbia Costa Smeralda. «Lì faremo il punto e risponderemo ai quesiti che comprensibilmente molti stanno formulando in queste ore e decideremo insieme le attività da intraprendere nell’immediato e nel medio termine» spiegano i promotori.
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