Pecorino etico solidale, boom nell'isola
Coldiretti: da due mesi il Biraghi prodotto col latte della Coop Pastori di Dorgali è il grattugiato più distribuito in Sardegna
SASSSARI. Era il mese di marzo del 2017 quando Coldiretti Sardegna e il caseificio piemontese Biraghi sottoscrivevano un inedito accordo di filiera che dava vita al Pecorino etico solidale, perché con quell’operazione al pastore che fornisce il latte per il grattugiato viene garantito un compenso (cosa non scontata viste le bizze dei mercati), e che ripaga i costi di produzione. È una miscela composta dal 70% di pecorino prodotto dalla Cooperativa Pastori di Dorgali con il latte munto nello stesso territorio dai soci e dal 30% di vaccino Biraghi 100% made in Italy.
Che la scommessa sia stata vinta era cosa già nota: il compenso non è andato mai sotto l’euro al litro neppure quando il latte era pagato a 60 centesimi e il progetto stava ancora partendo; e già dal suo ingresso nel mercato italiano per il Pecorino etico solidale le vendite sono andate subito bene e in crescendo (e da qualche tempo c’è stato anche l’ingresso nella Gdo europea). La sorpresa ulteriore è che da due mesi è divenuto anche il pecorino grattugiato più presente in Sardegna, con una distribuzione ponderata (indica la presenza nei punti vendita che vendono più formaggio grattugiato) che a novembre ha raggiunto il 71% (+7% rispetto allo stesso mese 2020). Il primo grattugiato concorrente ha una distribuzione ponderata inferiore del 5%, è al 66% (con un trend negativo rispetto a novembre del 2020).
A novembre 2021 (ultimo dato disponibile) le vendite del pecorino etico solidale sono cresciute del 44,52% rispetto allo stesso mese del 2020. A marzo invece si è registrato il record assoluto di crescita di vendite in percentuale rispetto allo stesso mese dell’anno prima con + 263%, sfruttando la crescita di gradimento dei formaggi stagionati legata al periodo del lockdown. Mancano i dati di dicembre, ma nel 2021 si è già stabilito in 11 mesi anche il record assoluto di vendite con 1850 quintali (1.485 quintali in tutto il 2020) con una media di 167 quintali al mese. Rispetto ai primi 11 mesi del 2020 nel 2021 si è venduto il 46% di quintali in più.
«Sono dati che a distanza di ormai cinque anni devono far riflettere tutti i protagonisti delle filiere agricole, dal produttore alla distribuzione – dice il presidente di Coldiretti Sardegna Battista Cualbu – Dimostra che gli accordi seri, virtuosi e trasparenti che coinvolgono e danno pari dignità a tutti gli attori della filiera funzionano e danno soddisfazione economica a tutti». «Oltre a garantire una remunerazione equa al pastore – dice Leonardo Salis, presidente della Pastori Dorgali – l’accordo consente anche alla cooperativa di programmare conoscendo da inizio annata i quantitativi di pecorino da destinare a questo canale ed il costo. Biraghi è un partner serio che rispetta gli accordi (ed in ormai 5 anni ci sono stati anche momenti anche molto difficili per il mercato del pecorino): ritira il prodotto nei tempi accordati e li paga puntuale al prezzo stabilito. Spesso anzi abbiamo il problema inverso di ricevere ordini maggiori rispetto a quelli stabiliti». (a.palmas)
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