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La fidanzata virtuale: Maja indagata per truffa si trincera nel silenzio

Valeria Satta e Roberto Cazzaniga
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Valeria Satta e Roberto Cazzaniga

Inchiesta a Monza sul caso sollevato dalle Iene della donna di Capoterra e del pallavolista. I difensori: «Aspettiamo gli atti, ma al momento giusto ne vedremo delle belle»

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CAPOTERRA. «Valeria Satta indagata per truffa? Non lo sappiamo, lo scrive il Corriere della Sera. Ma forse in questa vicenda servirebbe più prudenza, perché quando le cose si sapranno ne vedremo delle belle»: a parlare è Elisabetta Mura, l’avvocata che difende insieme alla collega Romina Usai la donna accusata dal pallavolista 43enne Roberto Cazzaniga di aver interpretato telefonicamente il ruolo della top model brasiliana Alessandra Ambrosio per spillargli 700 mila euro nell’arco di un rapporto virtuale durato quattordici anni. Era scontato che la vicenda portata alla luce dal programma televisivo Le Iene sfociasse in un’inchiesta giudiziaria, la notizia uscita ieri sul quotidiano milanese è la conferma che ancora mancava: è stato il pm della Procura di Monza Stefania Di Tullio ad aprire un fascicolo su ipotesi di truffa, un’indagine a livello di atti preliminari partita dalla denuncia di Cazzaniga - che risiede nella città lombarda - e basata al momento sull’esame del pallavolista da parte della Guardia di Finanza avvenuto poco prima di Natale, sui tabulati del suo conto corrente in cui risultano uscite costanti a favore della sedicente Maja (Valeria Satta) e sui servizi firmati dall’inviato Ismaele La Vardera in cui la donna, che vive a Frutti d’oro uno, frazione di Capoterra, sembra ammettere almeno in parte la truffa. Un elemento sul quale le due legali che difendono Valeria Satta invitano alla massima prudenza: «La nostra attività difensiva sarà chiara quando avremo a disposizione tutti gli atti d’indagine - avverte l’avvocata Mura - perché finora c’è soltanto il racconto di una persona. Quando la Procura ci chiamerà, se ci chiamerà, sapremo come rispondere».

Per ora Valeria Satta vive «tumulata nella sua casa di Frutti d’oro», come ha confermato l’avvocata. E anche ieri mattina si è ben guardata dal rispondere alle inevitabili chiamate dei cronisti: «Non parlerà più - hanno chiarito le avvocate Mura e Usai - se ci sarà qualcosa da comunicare lo faremo noi».

Non c’è rischio di prescrizione, i presunti fatti di truffa sono concatenati e i termini decorrono dall’ultimo accertato, se sarà accertato. Certo non mancheranno le contestazioni, perché nella sua denuncia e nell’interrogatorio sostenuto a Monza Cazzaniga ha parlato di piccole e grandi somme inviate a Maja, la fantomatica fidanzata remota interpretata da Valeria Satta, che lamentava necessità economiche legate a problemi di salute. La top model non si faceva vedere, negava con pretesti ogni ipotesi di incontro, però non disdegnava di incassare gli aiuti dell’innamoratissimo giocatore di volley. La difesa però potrebbe puntare proprio sulla commovente confessione pubblica di Cazzaniga, quando ha spiegato che quel rapporto telefonico quotidiano era per lui indispensabile («facevamo sesso virtuale») malgrado alle parole seguissero solo promesse e richieste di denaro. Se Cazzaniga è capace di intendere e di volere, è credibile che dopo 14 anni di nulla sperasse che Maja, nelle fattezze fotografiche di Alessandra Ambrosio, si tramutasse in una presenza fisica? Oppure il pallavolista aveva ormai accettato l’incredibile fidanzamento a distanza, accontentandosi di quello che arrivava per telefono?

L’inchiesta della Procura di Monza dovrà stabilire proprio questo: al di là degli aspetti umani, la condotta di Valeria Satta e di eventuali complici rientra nel perimetro giuridico della truffa? (m.l)

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