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Per elettricità e gas aumenti fino al 200% Imprese in difficoltà

Per elettricità e gas aumenti fino al 200% Imprese in difficoltà

La presidente Lai: «Previsti milioni di euro di costi in più» Quelle di piccole dimensioni e le alimentari le più colpite

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SASSARI. Gli aumenti di energia elettrica e gas fanno temere per il futuro di tante aziende: si parla di rialzi che in alcuni casi nel 2022 potrebbero superare il 200%. Maria Amelia Lai, presidente di Confartigianato Imprese Sardegna, si dice «seriamente preoccupata» per l’entrata in vigore delle nuove tariffe elettriche «che potrebbero seriamente danneggiare un sistema produttivo che, lentamente e a fatica, tenta di rialzarsi dalla crisi». «Le nostre imprese, le nostre officine, i nostri cantieri e i nostri laboratori iniziano a rinunciare a prendere nuovi ordini, nonostante la fortissima richiesta di beni e servizi – spiega – perché gli aumenti dei costi delle materie prime, tra le quali spiccano elettricità e gas, sono impossibili da trasferire sulla committenza. Una parte delle imprese rischia addirittura di non riaprire dopo le festività natalizie».

Nell’ottobre 2021 il salto tariffario per l’energia elettrica rispetto al mese precedente è stato del 37%, a novembre di un altro 3,9%, a dicembre di almeno il 28%. «Aumenti che hanno messo in seria difficoltà soprattutto chi ha contrattualizzato tariffe indicizzate per le sue forniture, e che mai avrebbe pensato di trovarsi in una situazione di questo genere – sottolinea la Lai -. Una situazione che, stando agli indicatori, nel primo trimestre 2022 sarà certamente ancora più pesante dell’ultimo del 2021. Si spera poi in un calo tariffario nel secondo trimestre visto che le previsioni indicano per il gas naturale una riduzione dei costi, previsione però tutta da dimostrare e, soprattutto da quantificare in termini reali».

In particolare difficoltà le imprese di piccole dimensioni e quelle dell’alimentare. Il segretario regionale di Confartigianato, Daniele Serra: «Sono impressionanti i dati del consorzio Caem dopo alcune simulazioni sugli aumenti nel 2022, sulla base dell’attuale andamento del prezzo della borsa elettrica sia sul gas che sull’energia». Un molino che utilizza 1,5 milioni di kwh/anno, subirà un aumento del 220% (da 131 a 420 mila euro); un caseificio, con un utilizzo di 600mila kwh/anno, del 146% (da 80mila a 199mila euro); un salumificio, con 332mila kwh/anno, del 145,20% (da 45 a 110mila euro); un panificio, con un consumo di 150mila kwh, del 145% (da 21mila a oltre 51mila); un parrucchiere, con 6.700 kWh/anno, del 98%, da 1.200 euro a 2.500. «Ecco perché – dice Serra – ci aspettiamo un intervento del Governo che vada ben oltre i 3,8 miliardi messi a disposizione». E per Lai e Serra «tutti i soggetti pubblici, per quanto in loro potere, devono intervenire con formule di abbattimento dei costi energetici in questo primo trimestre». (a.palmas)



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