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Feliziani: pronti a collaborare Biancareddu: test a campione

Feliziani: pronti a collaborare Biancareddu: test a campione

Il direttore dell’Ufficio scolastico: «È una iniziativa sensata per prevenire i focolai l’organizzazione spetta alla macchina sanitaria e sinora non sappiamo niente»

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SASSARI. Pronti a collaborare per favorire la campagna di screening tra gli studenti, comunicando alle famiglie l’iniziativa con circolari, mail e informazioni sulle pagine web, promuovendo l’invito a partecipare per favorire un rientro a scuola nelle migliori condizioni di sicurezza possibili. «Perché – spiega Francesco Feliziani, direttore dell’Ufficio scolastico regionale – la decisione di posticipare la ripartenza delle lezioni per organizzare lo screening, appare sensata. Ho avuto un confronto sul provvedimento con l’assessore alla Sanità Mario Nieddu e ho ribadito che da parte nostra c’è la massima volontà di collaborare per la parte che ci compete. È chiaro che l’organizzazione degli screening dipende dalle strutture sanitarie, sia dal punto di vista logistico che da quello del reperimento dei test. Mi auguro che le iniziative vadano in porto ma al momento non ho ricevuto alcuna indicazione. Il tempo a disposizione è poco, ma volendo tutto si può fare». E andrebbe fatto, ribadisce Feliziani, per evitare di «riaprire le scuole per poi chiuderle due giorni dopo a causa dei contagi che come sappiamo sono in aumento tra bambini e ragazzi in età scolare. Accertare la positività di uno studente oggi significa evitare di farlo entrare in contatto con il gruppo classe dal quale è rimasto distante nella pausa delle Festività, significa dunque bloccare sul nascere eventuali focolai. L’alternativa era rientrare domani (oggi per chi legge ndr) mettendo in conto tutti i rischi, ma è preferibile prevenire per limitare i danni. Poi, naturalmente, siamo pronti a intervenire sulla base della situazione contingente: in tutti i casi in cui sarà necessario attiveremo la didattica a distanza, che è l’ultima ratio ma comunque un sistema che ci trova preparati grazie “all’allenamento” di questi due anni».

È d’accordo con Feliziani l’assessore regionale all’Istruzione Andrea Biancareddu, da sempre “nemico” della Dad perché «discriminatoria e altamente penalizzante dal punto di vista didattico e della socialità per i ragazzi. Ma la situazione in cui ci troviamo oggi è molto diversa rispetto a quella di un anno fa, quando il numero di contagi quotidiano era nettamente inferiore e la maggior parte delle scuole erano aperte a distanza. Se dal punto di vista sanitario l’altissima percentuale di vaccinati limita i ricoveri, la variante Omicron amplifica la possibilità di infettarsi. E le scuole, nonostante la grande attenzione e responsabilità dimostrata sinora, sono luoghi a rischio. Per questo ho condiviso la decisione di posticipare il rientro in aula ma in questi due giorni deve essere fatto lo screening tra gli studenti, dove sarà possibile». L’assessore non nasconde due gravi limiti: la scarsità di tempo e di tamponi. «Nel sud dell’isola si sono organizzati prima e hanno acquistato un buon numero di test, così hanno fatto anche molti piccoli e medi Comuni. Nei grossi centri la situazione è più complessa: si farà quel che si può. In ogni caso, dai test effettuati verrà fuori una fotografia dell’esistente. Se i numeri dei positivi dovessero essere significativi – come immagino – si può ipotizzare di rinviare ulteriormente il rientro in aula per organizzare con più calma campagne di screening accurate anche nelle grandi città rimaste escluse». (silvia sanna)

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