La Nuova Sardegna

Il bilancio dell'Areus: frenata nelle richieste di aiuto. Luglio e agosto i mesi più “caldi”

di Roberto Petretto
Il bilancio dell'Areus: frenata nelle richieste di aiuto. Luglio e agosto i mesi più “caldi”

Un milione e 700 mila le telefonate ai centralini del 118: a Cagliari e Sassari il 60% dei ricoveri. Sempre più indispensabili gli elicotteri dell’elisoccorso che si sono alzati in volo 1.626 volte

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SASSARI. Un milione e 700mila telefonate alla centrale operativa del 118: è il volume di traffico registrato dall’Areus, l’Azienda regionale emergenza urgenza, nel corso del 2020. Il dato è contenuto nella relazione al bilancio 2020 approvata nei giorni scorsi dalla commissaria Simonetta Bettelini. Un dato che, nonostante la pandemia, è in calo rispetto all’anno precedente di oltre 132mila chiamate. Più di un milione di telefonate al 118 ha riguardato la centrale operativa di Cagliari, il resto è stata indirizzata verso quella di Sassari.

Cosa ha prodotto questa mole di chiamate al numero di soccorso? Quasi 34mila interventi con ambulanza medicalizzata, 3.278 con ambulanza infermieristica. Nella stragrande maggioranza dei casi si è trattato però di soccorsi Bls (Basic Life Support) ovvero interventi di primo soccorso: quasi 122mila ripartiti tra zona di Cagliari (70mila) e zona di Sassari 52mila).

Spesso decisivo, nei casi più gravi o localizzati in zone difficilmente accessibili, l’intervento dell’elicottero: nel 2020 è stato impiegato 1.626 volte (200 in meno rispetto all’anno precedente).

Il tempo medio di intervento è stato più breve a Sassari rispetto a Cagliari (probabilmente anche per questioni legate alla viabilità, almeno per ciò che riguarda le ambulanze): 32 minuti e 37 secondi per una medicalizzata, 24 per una infermieristica e 32 per un elicottero nel sud dell’isola; 23 minuti e 46 per la medicalizzata, 16 minuti e 58 per l’infermieristica e 30 minuti e 05 per l’elicottero nel nord.

La maggior parte degli interventi di soccorso è stato fatto per dei casi da codice giallo: poco meno di 72mila. Ci sono stati anche 19mila codici rossi e 34mila codici verdi.

Il mese più impegnativo per l’elisoccorso dell’apparato dell’emergenza-urgenza in Sardegna nel 2020 è stato agosto con oltre 200 “attivazioni”. Un trend confermato anche dai dati mensili dei codici colore: il rosso, quello che segnala i casi più gravi, ha avuto ugualmente il picco ad agosto. Su questi numeri pesa ovviamente il maggiore carico di popolazione che grava sulla Sardegna nel periodo clou dell’estate: «Nel 2021 sono stati registrati arrivi per oltre tre milioni di persone, di cui il 71 per cento concentrato nei mesi da giugno a settembre - si legge nella relazione dell’Areus -. La permanenza media dei turisti in regione è stata di 4,6 giorni. Il fenomeno del turismo comporta quindi per il sistema di emergenza-urgenza un potenziamento dell’assetto territoriale dal primo giugno al 30 settembre, nei territori con maggiore flusso turistico, dove la popolazione residente talvolta raddoppia per alcune settimane».

Anche dall’analisi dei dati degli interventi dell’elisoccorso «emerge che nel periodo estivo, in particolare tra luglio e settembre, si manifesta circa il 40 per cento degli interventi di tipo primario».

Per questo, anche nel 2021 è stato confermato l’incremento di alcune postazioni aggiuntive e di mezzi di soccorso infermieristico.

La maggior parte dei pazienti che hanno bisogno del soccorso di emergenza finisce all’Azienda ospedaliera Brotzu di Cagliari (il 30,6 per cento), ma subito dopo c’è l’Aou di Sassari con il 27,3 per cento.

C’è poi il San Francesco di Nuoro (13,19, il Giovanni Paolo II di Olbia (12,5). Il Sirai di Carbonia, il San Martino di Oristano e il nostra Signora della Mercede di Lanusei hanno percentuali che vanno dal 2,3 al 2,5 per cento. Percentuali ancora minori per l’Aou, il Marino e il Santissima Trinità di Cagliari.Dal punto di vista contabile nel 2020 l’Areus ha chiuso l’esercizio con un utile di quasi 600mila euro.

I problemi non sono mancati: «Il bilancio dell’Areus - come lamenta la relazione finale al Bilancio del 2020 - e di tutte le Aziende sanitarie della Sardegna ha subito uno slittamento importante dei termini di approvazione, a causa prevalentemente della mancata approvazione della legge Finanziaria regionale, con conseguente slittamento dell’attribuzione dei fondi in via definitiva e del ritardo nella definizione e conseguente assegnazione dei fondi Por fino alla fine del mese di dicembre del 2021».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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