La Nuova Sardegna

I destini del mondo decisi a tavola: la Francia brevetta la gastrodiplomazia

di Luisa Satta
I destini del mondo decisi a tavola: la Francia brevetta la gastrodiplomazia

Anche nelle prestigiose aule di Sciences Po, fucina della classe dirigente francese, sbarcano i corsi di «gastrodiplomazia», in particolare un master battezzato «Bere, mangiare, vivere - BMV»...

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Anche nelle prestigiose aule di Sciences Po, fucina della classe dirigente francese, sbarcano i corsi di «gastrodiplomazia», in particolare un master battezzato «Bere, mangiare, vivere - BMV» inaugurato alcune settimane fa nella facoltà di Lille (nord del paese) con l'intento dichiarato di «alimentare il soft power francese». Ovvero, propagandare i piaceri della tavola, le ricette e i prodotti del territorio, i vini, gli chef d’eccezione,

insomma, uno stile di vita facilmente riconoscibile (e invidiabile) in tutto il mondo.

La gastrodiplomazia è uno strumento di cui si è parlato spesso anche in Italia – paese che come i cugini d’Oltralpe ha tutte le carte in regola per usare la sua cucina come strumento d’influenza culturale, se non politica – ed è insegnata in diverse università del mondo. Viene ormai ritenuta un luogo in cui si sviluppa la possibilità di sviluppare in modo non tradizionale le relazioni internazionali fra i paesi. La tradizione «gallica» della tavola, la cultura gastronomica della Francia e la sua «arte di vivere» trovano spazio nel master «BMV» in una delle università più celebrate di un paese che ha fatto inserire il suo «savoir-faire» in cucina nel patrimonio culturale dell'umanità all'Unesco.

Il master è stato inaugurato all'inizio dell'anno scolastico, i primi studenti iscritti sono stati una quindicina. Tema: «le relazioni internazionali attraverso la lente dell'alimentazione». Fra le materie insegnate, Storia dell'agricoltura, Aiuti alimentari, Sfide ecologiche, ma anche temi più prosaici come “Mercato della consegna a domicilio”.

Non solo, nel corso trovano posto anche le problematiche legate alle molestie sessuali nelle cucine, un tema scabroso emerso prepotentemente in Francia dopo le denunce nei confronti di diversi

chef per comportamenti «sessisti». I corsi veri e propri di «gastrodiplomazia» sono stati definiti dal governo francese uno «strumento di primo livello per far risplendere la Francia nel mondo». D’altra parte, è risaputo che a tavola spesso si concludono gli affari migliori, a patto che il menù non risulti indigesto.

L'anno 2021 era stato dedicato dal governo alla gastronomia francese, anche per aiutare e sostenere i

ristoranti colpiti dalle conseguenze della pandemia.

«BMV – ha detto in un'intervista concessa a Le Monde nel mese di dicembre il “maestro di conferenze” in Gastrodiplomazia a Lille, Benoit Lengaigne – non è né la guida Michelin né un gruppo di studio di allievi eccitati. Per studenti di 20 anni si tratta di uno dei modi migliori per accendere il loro interesse, affinché abbiano voglia di cambiare o salvare il mondo grazie al loro futuro mestiere».

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