La missione impossibile dello screening nelle scuole
di Roberto Petretto
Per le Asl tempi strettissimi: si rischia di tornare in aula con studenti positivi
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SASSARI. Una vera “missione impossibile” quella che il presidente della Regione, Christian Solinas, ha affidato mercoledì notte ai neo nominati direttori delle Asl sarde: mettere in piedi nel giro di poche ore «una campagna di screening mirato alla popolazione studentesca, mediante adeguati test ad alta specificità e sensibilità». Per quando la vuole, presidente?», verrebbe da chiedere. L’ordinanza stabilisce che la campagna è «da realizzarsi nei giorni precedenti la regolare ripresa delle attività didattiche». Quindi prima di lunedì 10. Roba che neanche Tom Cruise al massimo della forma riuscirebbe a fare. E infatti difficile pensare che da qui a lunedì si possa realizzare uno screening sugli studenti sardi, una popolazione di 192mila persone. Il rischio è che, al rientro dalle vacanze, già nei primi giorni entrino in aula (senza essere testati) degli studenti positivi. «Stiamo lavorando all’organizzazione», dice, laconico, l’assessore alla Sanità, Mario Nieddu.
L’ordinanza è abbastanza tassativa, ma darle applicazione non è facile. Il direttore generale dell’Asl di Cagliari, Marcello Tidore, rimanda a oggi per maggiori dettagli: «Stiamo definendo alcuni aspetti organizzativi. Attendiamo l’esito dell'unità di crisi convocata per domani (oggi per chi legge, ndr)».
«Ci stiamo riorganizzando - dice invece Antonio Maria Soru, responsabile della Cor.Sa, la Centrale operativa regionale che rappresenta lo “strumento di coordinamento tecnico e di mappatura costante delle risorse della rete assistenziale regionale per contrastare la diffusione del Covid” - Dobbiamo valutare gli aspetti logistici e il coinvolgimento del personale, in particolare quello dei dipartimenti di prevenzione».
Tempi? «Cercheremo di ottemperare al più presto all’ordinanza del presidente -. In qualche Comune, grazie alla disponibilità dei sindaci, sarà possibile iniziare l’attività di screening degli studenti prima del ritorno in classe. Poi cercheremo di allargare tutta l'attività necessaria, dopo una rivisitazione degli aspetti organizzativa».
Tutto questo mentre la pandemia macina ogni giorno record di contagi, gli ospedali sono di nuovo sotto pressione e prosegue la campagna vaccinale: «C’è una forte pressione su tutto il sistema - dice ancora Soru -, sono numeri difficili da governare e gestire. in pochi giorni abbiamo visto quasi triplicare i numeri dei positivi. Siamo arrivati a fare anche 40mila tamponi, inoltre tutti sono impegnati anche nella attività di vaccinazione».
Il responsabile della Cor.Sa non si sbilancia quando gli si chiede se non sarebbe stato più opportuno rinviare di un’altra settimana la riapertura delle scuole: «Si tratta di decisioni che spettano al Governo, al ministero, anche se le Regioni possono prendere decisioni più restrittive in caso di necessità».
La sanità regionale chiederà aiuto alla sanità con le stellette: «Speriamo che i team dell'esercito che si erano resi disponibili grazie all’intervento del commissario Figliuolo possano dare una mano. Abbiamo sentito i comandanti che hanno fatto delle proposte. Stiamo valutando. Contiamo ovviamente sull'Anci e sulla disponibilità dei sindaci».
Soru rinnova l’invito ai cittadini: «Sono indispensabili atti di responsabilità individuale. Non abbiamo ancora visto gli effetti del Capodanno».
Chi invece i dubbi sulla fattibilità di quanto previsto dall’ordinanza li esprime nettamente è il Coordinamento dei presidenti di Consiglio di circolo e di istituto: «L’ordinanza accoglie, anche se solo in parte, le proposte da noi formulate. Auspichiamo che l’Ats (che in realtà non esiste più, ndr), nonostante le difficoltà dichiarate, sia in grado di poter svolgere lo screening a tutta la popolazione scolastica e che quindi i due giorni di chiusura siano effettivamente utilizzati per le finalità deliberate e non per allungare di due giorni le vacanze natalizie». Il coordinamento si augura «che non vengano scaricate sui sindaci e sui dirigenti scolastici le eventuali problematiche che dovessero presentarsi. Questo coordinamento darà la massima collaborazione ove necessaria per rendere quanto più agevole possibile l'attività di screening».
L’ordinanza è abbastanza tassativa, ma darle applicazione non è facile. Il direttore generale dell’Asl di Cagliari, Marcello Tidore, rimanda a oggi per maggiori dettagli: «Stiamo definendo alcuni aspetti organizzativi. Attendiamo l’esito dell'unità di crisi convocata per domani (oggi per chi legge, ndr)».
«Ci stiamo riorganizzando - dice invece Antonio Maria Soru, responsabile della Cor.Sa, la Centrale operativa regionale che rappresenta lo “strumento di coordinamento tecnico e di mappatura costante delle risorse della rete assistenziale regionale per contrastare la diffusione del Covid” - Dobbiamo valutare gli aspetti logistici e il coinvolgimento del personale, in particolare quello dei dipartimenti di prevenzione».
Tempi? «Cercheremo di ottemperare al più presto all’ordinanza del presidente -. In qualche Comune, grazie alla disponibilità dei sindaci, sarà possibile iniziare l’attività di screening degli studenti prima del ritorno in classe. Poi cercheremo di allargare tutta l'attività necessaria, dopo una rivisitazione degli aspetti organizzativa».
Tutto questo mentre la pandemia macina ogni giorno record di contagi, gli ospedali sono di nuovo sotto pressione e prosegue la campagna vaccinale: «C’è una forte pressione su tutto il sistema - dice ancora Soru -, sono numeri difficili da governare e gestire. in pochi giorni abbiamo visto quasi triplicare i numeri dei positivi. Siamo arrivati a fare anche 40mila tamponi, inoltre tutti sono impegnati anche nella attività di vaccinazione».
Il responsabile della Cor.Sa non si sbilancia quando gli si chiede se non sarebbe stato più opportuno rinviare di un’altra settimana la riapertura delle scuole: «Si tratta di decisioni che spettano al Governo, al ministero, anche se le Regioni possono prendere decisioni più restrittive in caso di necessità».
La sanità regionale chiederà aiuto alla sanità con le stellette: «Speriamo che i team dell'esercito che si erano resi disponibili grazie all’intervento del commissario Figliuolo possano dare una mano. Abbiamo sentito i comandanti che hanno fatto delle proposte. Stiamo valutando. Contiamo ovviamente sull'Anci e sulla disponibilità dei sindaci».
Soru rinnova l’invito ai cittadini: «Sono indispensabili atti di responsabilità individuale. Non abbiamo ancora visto gli effetti del Capodanno».
Chi invece i dubbi sulla fattibilità di quanto previsto dall’ordinanza li esprime nettamente è il Coordinamento dei presidenti di Consiglio di circolo e di istituto: «L’ordinanza accoglie, anche se solo in parte, le proposte da noi formulate. Auspichiamo che l’Ats (che in realtà non esiste più, ndr), nonostante le difficoltà dichiarate, sia in grado di poter svolgere lo screening a tutta la popolazione scolastica e che quindi i due giorni di chiusura siano effettivamente utilizzati per le finalità deliberate e non per allungare di due giorni le vacanze natalizie». Il coordinamento si augura «che non vengano scaricate sui sindaci e sui dirigenti scolastici le eventuali problematiche che dovessero presentarsi. Questo coordinamento darà la massima collaborazione ove necessaria per rendere quanto più agevole possibile l'attività di screening».
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