Braccio di ferro col governo
I sindacati e il nodo quarantene: «Estendiamo l’indennità malattia»
ROMA. Con il ritorno al lavoro dei contatti stretti delle persone positive al Covid e la riapertura delle scuole si rischia una ulteriore esplosione di contagi: l'allarme arriva da Cgil, Cisl e Uil...
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ROMA. Con il ritorno al lavoro dei contatti stretti delle persone positive al Covid e la riapertura delle scuole si rischia una ulteriore esplosione di contagi: l'allarme arriva da Cgil, Cisl e Uil che chiedono al Governo di ripristinare le tutele previste fino al 2021 per i lavoratori a partire dalla cassa integrazione Covid e dall'equiparazione della quarantena per contatto alla malattia. Il tema è delicato soprattutto per quanto riguarda le coperture finanziarie dato che, a fronte di 200mila contagi al giorno, le persone che dovrebbero restare a casa per un contatto stretto avuto durante le feste potrebbero essere centinaia di migliaia. E garantire un'indennità di malattia anche a queste persone (oltre che ai positivi) potrebbe portare a un esborso significativo.
Secondo le nuove regole le persone vaccinate con tre dosi o con due da meno di 120 giorni possono uscire con la mascherina Ffp2 e quindi anche lavorare ma, a causa dell'alta contagiosità della variante Omicron, questo potrebbe significare ampliare la diffusione del virus. Al momento si sta ragionando su una copertura per i lavoratori fragili che dovessero avere un contatto ma i sindacati chiedono che la tutela sia estesa a tutti i lavoratori così come è stato fino alla fine del 2021.
«Dal 2022 non c'è la cassa integrazione Covid – avverte la segretaria confederale della Cgil, Rossana Dettori – non ci sono i congedi e non c'è la malattia in caso di contatto stretto. Si rischia che la gente vada al lavoro senza neanche avvertire del contatto per non perdere lo stipendio. Rischiamo l'esplosione dei contagi. Chiediamo l'aggiornamento dei protocolli sulla sicurezza e che si applichino in modo stringente sul lavoro le misure fondamentali come il distanziamento, la sanificazione e le mascherine».
Secondo le nuove regole le persone vaccinate con tre dosi o con due da meno di 120 giorni possono uscire con la mascherina Ffp2 e quindi anche lavorare ma, a causa dell'alta contagiosità della variante Omicron, questo potrebbe significare ampliare la diffusione del virus. Al momento si sta ragionando su una copertura per i lavoratori fragili che dovessero avere un contatto ma i sindacati chiedono che la tutela sia estesa a tutti i lavoratori così come è stato fino alla fine del 2021.
«Dal 2022 non c'è la cassa integrazione Covid – avverte la segretaria confederale della Cgil, Rossana Dettori – non ci sono i congedi e non c'è la malattia in caso di contatto stretto. Si rischia che la gente vada al lavoro senza neanche avvertire del contatto per non perdere lo stipendio. Rischiamo l'esplosione dei contagi. Chiediamo l'aggiornamento dei protocolli sulla sicurezza e che si applichino in modo stringente sul lavoro le misure fondamentali come il distanziamento, la sanificazione e le mascherine».
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