Mai così tanti casi nell’isola Altre 4 regioni in “giallo”
La pandemia corre veloce in tutto il Paese. Reparti ospedalieri in affanno
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SASSARI. Mai così tanti casi in una sola giornata. Nelle ultime 24 ore il Sardegna si è toccato il picco di 1.562 positivi al Covid sulla base di poco più di 10mila tamponi. Un aumento, rispetto a mercoledì, di 266 casi che conferma la rapida diffusione della variante Omicron e, forse, il calo di attenzioni nelle festività appena trascorse. Tutti gli indicatori sono in peggioramento. Il bollettino di ieri registra tre nuovi decessi (un uomo di 51 anni residente nella provincia del Sud Sardegna, un 58enne della provincia di oristano e un 98enne di Seneghe) e un tasso di positività che schizza al 15,3 per cento contro il 6,4 dell'ultimo rilevamento. Invariato il numero dei pazienti ricoverati nei reparti di terapia intensiva, in tutto 22, cresce invece di 7 quello in area medica, per un totale di 180 posti letto occupati da positivi. Sale a 13.533 (+1.369) il numero delle persone in isolamento domiciliare.
Pronto soccorso in sofferenza. La situazione negli ospedali allarma anche l’assessore regionale alla Sanità Mario Nieddu: «Nei pronto soccorso – ha detto – è sicuramente aumentata la sofferenza a causa del numero giornaliero di richieste legate alla maggiore virulenza di questa variante. La sintomatologia da Covid si somma al resto dei problemi che portano gli utenti a rivolgersi ai centri di prima emergenza e questo aumenta le sofferenze di questi giorni. D’altronde – ha concluso – il numero delle forze in campo non può essere aumentato. Cerchiamo di reggere grazie alla grande abnegazione del personale sanitario. Speriamo, a breve, in un’inversione di tendenza del virus. Con la scomparsa dell’Ats non cambia l ’organizzazione: la cabina di regia è sempre centralizzata nel Cor.Sa».
I dati nazionali. La corsa del virus continua, inarrestabile, un tutta Italia con un nuovo balzo dell'indice di trasmissibilità Rt, che sale a 1,43 da 1,18, mentre l'incidenza raggiunge un valore più che doppio rispetto a 7 giorni fa passando da 783 a 1669 casi per 100mila abitanti. Il quadro fotografato dal monitoraggio settimanale dell’Istituto superiore di sanità si complica e aumenta il carico sugli ospedali, mentre le Regioni in fascia gialla salgono a 15 con 4 nuovi ingressi: sono Toscana, Emilia Romagna, Abruzzo e Valle d'Aosta. Un'emergenza confermata anche dai numeri di ieri, che segnalano 108.304 nuovi positivi e 223 vittime. «L'aumento dei casi preoccupa, ma l'attenzione più grande dobbiamo metterla sui nostri ospedali, sull'occupazione dei posti letto in area medica e in terapia intensiva», ha detto il ministro della Salute, Speranza. I contagi, secondo i dati del bollettino giornaliero del ministero, sono calati rispetto ai 219.441 dell’altro ieri per effetto del diminuito numero di tamponi processati nella giornata di festività del 6 gennaio, mentre le vittime sono aumentate da 198 a 223 in 24 ore. Quanto alle ospedalizzazioni, sono 1.499 i pazienti in terapia intensiva, 32 in più in 24 ore, ed i ricoverati nei reparti ordinari sono 14.591 (+764).
Il quadro che emerge dal monitoraggio non è migliore e segnala che il tasso di occupazione in intensiva è salito al 15,4%, mentre quello di area medica ha raggiunto il 21,6%. In questo contesto, ha avvertito il presidente Iss Silvio Brusaferro, «la probabilità superiore al 50% che in 4 settimane si raggiunga una saturazione pari al 30-40% delle aree mediche, se il trend si mantiene come quello attuale, è presente in molte regioni». La crescita dei casi, ha evidenziato, è «soprattutto nella fascia d'età 20-29 anni, ma cominciano ad essere coinvolte anche le fasce d'età più avanzate e questo è un elemento su cui occorre particolare precauzione. C'è stato invece un rallentamento della crescita della curva tra i 5 e 11 anni ma c'è comunque la necessità di ricoveri ospedalieri anche tra gli under19». Inoltre, il trend delle reinfezioni è «in aumento e ciò conferma il dato - rileva - che c'è un rischio di infezione elevato nelle persone che non effettuano il booster».
Pronto soccorso in sofferenza. La situazione negli ospedali allarma anche l’assessore regionale alla Sanità Mario Nieddu: «Nei pronto soccorso – ha detto – è sicuramente aumentata la sofferenza a causa del numero giornaliero di richieste legate alla maggiore virulenza di questa variante. La sintomatologia da Covid si somma al resto dei problemi che portano gli utenti a rivolgersi ai centri di prima emergenza e questo aumenta le sofferenze di questi giorni. D’altronde – ha concluso – il numero delle forze in campo non può essere aumentato. Cerchiamo di reggere grazie alla grande abnegazione del personale sanitario. Speriamo, a breve, in un’inversione di tendenza del virus. Con la scomparsa dell’Ats non cambia l ’organizzazione: la cabina di regia è sempre centralizzata nel Cor.Sa».
I dati nazionali. La corsa del virus continua, inarrestabile, un tutta Italia con un nuovo balzo dell'indice di trasmissibilità Rt, che sale a 1,43 da 1,18, mentre l'incidenza raggiunge un valore più che doppio rispetto a 7 giorni fa passando da 783 a 1669 casi per 100mila abitanti. Il quadro fotografato dal monitoraggio settimanale dell’Istituto superiore di sanità si complica e aumenta il carico sugli ospedali, mentre le Regioni in fascia gialla salgono a 15 con 4 nuovi ingressi: sono Toscana, Emilia Romagna, Abruzzo e Valle d'Aosta. Un'emergenza confermata anche dai numeri di ieri, che segnalano 108.304 nuovi positivi e 223 vittime. «L'aumento dei casi preoccupa, ma l'attenzione più grande dobbiamo metterla sui nostri ospedali, sull'occupazione dei posti letto in area medica e in terapia intensiva», ha detto il ministro della Salute, Speranza. I contagi, secondo i dati del bollettino giornaliero del ministero, sono calati rispetto ai 219.441 dell’altro ieri per effetto del diminuito numero di tamponi processati nella giornata di festività del 6 gennaio, mentre le vittime sono aumentate da 198 a 223 in 24 ore. Quanto alle ospedalizzazioni, sono 1.499 i pazienti in terapia intensiva, 32 in più in 24 ore, ed i ricoverati nei reparti ordinari sono 14.591 (+764).
Il quadro che emerge dal monitoraggio non è migliore e segnala che il tasso di occupazione in intensiva è salito al 15,4%, mentre quello di area medica ha raggiunto il 21,6%. In questo contesto, ha avvertito il presidente Iss Silvio Brusaferro, «la probabilità superiore al 50% che in 4 settimane si raggiunga una saturazione pari al 30-40% delle aree mediche, se il trend si mantiene come quello attuale, è presente in molte regioni». La crescita dei casi, ha evidenziato, è «soprattutto nella fascia d'età 20-29 anni, ma cominciano ad essere coinvolte anche le fasce d'età più avanzate e questo è un elemento su cui occorre particolare precauzione. C'è stato invece un rallentamento della crescita della curva tra i 5 e 11 anni ma c'è comunque la necessità di ricoveri ospedalieri anche tra gli under19». Inoltre, il trend delle reinfezioni è «in aumento e ciò conferma il dato - rileva - che c'è un rischio di infezione elevato nelle persone che non effettuano il booster».
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