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la paura del virus 

Peste suina, tre casi nel nord Italia Coldiretti: stop embargo per l’isola

Peste suina, tre casi nel nord Italia Coldiretti: stop embargo per l’isola

SASSARI. Dopo aver devastato la Sardegna per oltre 40 anni la peste suina africana aveva aggredito l’Europa continentale già da qualche anno facendo capolino nel nord est italiano e in particolare in...

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SASSARI. Dopo aver devastato la Sardegna per oltre 40 anni la peste suina africana aveva aggredito l’Europa continentale già da qualche anno facendo capolino nel nord est italiano e in particolare in Veneto, con qualche caso nel Lazio. Di questi giorni la notizia dei tre casi scoperti ai confini tra Piemonte e Liguria, che fanno rivivere anche in quelle aree ciò che l’isola ancora sopporta a causa delle misure di sicurezza che impongono vincoli sulla movimentazione.

E per quanto riguardi i casi scoperti tra le province di Alessandria (due a Ovada) e quella di Genova, è bene chiarire che si tratta di genotipo 2, più aggressivo verso i cinghiali e diverso dal genotipo 1 che ha colpito l’isola. Significa che la Sardegna non ha alcuna responsabilità su questi casi e ha fatto bene la sua parte, impedendo l’uscita del virus dai confini regionali, dove i casi sono ormai pochissimi e si chiede a gran voce la riapertura dell’export. Lo fa anche Coldiretti Sardegna secondo cui «è l’ulteriore dimostrazione che la Sardegna è un territorio sicuro e ormai ha preso le misure al virus, visto che da circa 4 anni non si è più aperto un focolaio e non ha mai (in 42 anni) esportato il genotipo oltre i propri confini mettendo a repentaglio gli allevamenti di altri territorio come invece avviene in questi giorni. «È un ulteriore certificato della nostra serietà e capacità di isolare la malattia» – afferma il presidente Battista Cualbu, che si appella al Governatore Christian Solinas «affinché scriva al ministro della Salute e all’Unione Europea per prendere definitivamente atto di questa realtà, sbloccando la possibilità di esportare le carni suini allevate in Sardegna».

«Accade mentre la Commissione europea sta finalizzando il rapporto della missione ispettiva tenuta in Sardegna a novembre – spiega Alberto Laddomada, principale esperto europeo della materia ed ex responsabile scientifico dell’unità di progetto che ha sconfitto il virus nell’isola – Per l’isola in teoria non c’è alcuna implicazione, ma fanno bene le associazioni di categoria a mettere pressione su Solinas (chiedendo la stessa cosa che io, Pigliaru&Co avevamo chiesto due mesi fa). Ora il rischio ancora maggiore è che i grandi progressi fatti in Sardegna passino in secondo piano rispetto all’emergenza nel nord Italia».

Coldiretti Sardegna chiede inoltre che dopo questo primo caso di peste suina in altre Regioni della Penisola si accerti “se si tratti di un caso isolato o se invece la diffusione sia fuori controllo” dice il direttore di Coldiretti Luca Saba. «Purtroppo – constata Cualbu – le maglie larghe adottate nel resto dell’Europa stanno permettendo io diffondersi della malattia mettendo a repentaglio anche gli allevamenti italiani, mentre la Sardegna subisce l’embargo da ormai 12 anni: dal novembre 2011 non si possono esportare né animali vivi né tanto meno carne fresca o a lunga stagionatura provenienti dagli allevamenti iper sicuri che pure seguono ogni forma di bio sicurezza». Nel frattempo l’Efsa, l'autorità europea per sicurezza alimentare, esclude che per ora l’Italia possa rientrare nella “zona di preoccupazione”. (a.palmas)

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