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Sanità, gli stipendi dei manager sardi: 1,7 milioni lordi all’anno

di Umberto Aime
Sanità, gli stipendi dei manager sardi: 1,7 milioni lordi all’anno

E' il totale di quanto costerà l’ingaggio dei tredici direttori generali delle Aziende dopo la riforma della giunta Solinas. In palio c’è anche un premio di produzione complessivo di oltre 350mila euro

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CAGLIARI. Il ritorno delle Asl è appena scattato, a fine anno la Giunta ha nominato i direttori generali, ma quanto costerà alle casse della Regione? Una stima non c’è ancora, sarà comunque pesante, ma è anche vero che quando si parla di sanità i soldi pesano meno. Qualità ed efficienza, si sa, devono e dovranno essere gli unici, veri obiettivi. Però, sin da ora, è possibile calcolare quanto peserà l’ingaggio dei tredici manager: 1.750.758,34 euro lordi ogni anno e in tutto. È molto di più, quasi il triplo, rispetto agli stipendi pagato a chi – fino al 31 dicembre – guidava l’Azienda unica regionale, soppressa, e i vertici delle confermate Areus, Brotzu e delle Aziende universitarie di Cagliari e Sassari.

Ma il centrodestra ha deciso di riportare la gestione della sanità nei territori e, con la proliferazione delle Asl, il costo s’è moltiplicato. Poi ciascun nuovo direttore generale avrà anche diritto a un premio di produzione del 20 per cento, calcolato sullo stipendio base, se raggiungerà i traguardi previsti dal contratto: ad esempio abbattere le liste d’attesa e alzare gli standard dei servizi sanitari. Alla fin dei conti – se tutti i manager dovessero essere promossi – la Regione dovrà sborsare in tutto un bonus di 350.157,75 euro. C’è dell’altro: ciascun manager dovrà presto nominare un direttore sanitario e un direttore amministrativo. Sono ventisei in tutto e ogni componente dello staff avrà uno stipendio pari all’80 per cento di quello del capo. L’oscillazione sarà: 123mila-92mila euro lordi a testa.

I criteri. La nuova rete sanitaria è stata divisa in quattro fasce: elevata, alta, moderata e medio/bassa complessità. A ogni Azienda sono stati poi assegnati anche altri parametri: numero di pazienti assistiti, posti letto pubblici e privati, dipendenti e entrate medie in un anno. Proprio da questa tabella è scattato il calcolo dello stipendio per ciascun direttore generale.

Prima fascia. Il tetto massimo – 154.937,07 euro lordi l’anno, 11mila al mese, compresa la tredicesima – è stato assegnato ai manager dell’Asl di Sassari (Flavio Sensi), Cagliari (Marcello Tidore) e della neonata Ares (Annamaria Tomasella), perché le Aziende che gestiranno sono a elevata complessità. Se, alla fine dell’anno, dovessero raggiungere gli obiettivi previsti, il loro compenso crescerà fino a 185.924,40 grazie al premio di produzione.

Seconda fascia. Per questi cinque manager, che amministreranno strutture di alta complessità, lo stipendio annuale sarà di 139.433,36 euro lordi (oltre 167mila con il bonus): Marcello Acciaro (Asl Gallura), Paolo Cannas (Nuoro), Angelo Maria Serusi (Oristano), Agnese Foddis (Brotzu-Arnas) e Antonio Spano (Azienda universitaria di Sassari).

Terza fascia. Sono state inserite le Aziende di moderata complessità e quindi a Chiara Seatzu (Aou Cagliari) e Giuliana Campus (Sulcis) è stato riconosciuto un stipendio annuo lordo di 123.949,66 euro, più un premio che dovrebbe sfiorare i 25mila.

Quarta fascia. Gli stipendi più bassi – dai 116mila ai 108mila l’anno lordi, più 23 mila di bonus – andranno ai manager delle aziende a media/bassa complessità: Luigi Cugia (Asl Ogliastra), Giorgio Carboni (Medio Campidano) e Simonetta Bettelini, confermata alla guida dell’Areus, l’Azienda che gestisce le emergenze-urgenze.
 

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