Test per uno studente su tre Positivo il due per cento
di Roberto Petretto
Oggi la riapertura delle scuole: confortano i primi risultati dello screening
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SASSARI. Un terzo della popolazione scolastica della Sardegna è stato sottoposto a test in due giorni. E appena il 2 per cento delle persone testate è risultato positivo. Numeri che fanno guardare alla riapertura delle scuole, prevista per oggi, con un certo ottimismo. «Un primo dato, ancora parziale, indica 67.979 test antigenici eseguiti su altrettanti studenti - spiega una nota della Regione -: 17.969 nell'Asl di Cagliari, 9.504 nell'Asl Gallura, 1.945 Asl Medio Campidano, 8.958 Asl Nuoro, 1.187 Asl Ogliastra, 6.585 Asl Oristano, 16.264 Asl Sassari, 5.567 Asl Sulcis».
Il numero dei positivi rilevati dal test antigenico si assesta, con i dati di ieri, attorno al 2%. «I soggetti positivi sono stati presi in carico dai Sisp (Servizi di igiene e sanità pubblica) per l'esecuzione del test molecolare che confermerà o meno le infezioni rilevate. Lo screening proseguirà anche in seguito alla ripresa dell'attività didattica in programma per oggi.
Non dappertutto la situazione è confortante: a Bosa il sindaco ha disposto didattica a distanza per una settimana, a Cabras, il sindaco Andrea Abis è stato categorico: «l'aumento vertiginoso dei contagi delle ultime ore rischia di portarci a una situazione fuori controllo». Per questo ha disposto la chiusura di tutte le scuole sino a sabato 15. Anche a Macomer scuole chiuse sino al 15, con screening da ripetere a breve. A Nuoro la risposta all’ordinanza del presidente Solinas non è stata massiccia: non c’è stato un assalto ai tamponi, forse anche a causa della giornata fredda. Oggi potrebbe esserci una ripresa, con lo screening dedicato agli studenti delle superiori. Il sindaco Andrea Soddu ha disposto che le scuole cittadine la didattica a distanza fino al completamento dell’attività di screening. «Gli istituti potranno riprendere l’attività didattica in presenza una volta terminato lo screening della propria popolazione studentesca». L’ordinanza, quindi, non riguarda le scuole che hanno effettuato i test tra sabato e domenica.
In questa situazione, come potrà essere il ritorno a scuola previsto per oggi? «Bisognerebbe avere la sfera di cristallo - dice Francesco Feliziani, direttore dell’ufficio scolastico regionale -. Però mi aspetto una giornata regolare. Non ho avuto comunicazioni da parte della Regione circa la necessità di adottare disposizioni diverse da quelle normali già previste».
Alcuni sindaci stanno prolungano la chiusura delle scuole: «Sta succedendo in tutta Italia. - prosegue Feliziani -. Se in determinati territori ci sono situazioni particolari, mi sembra sensato che si adottino decisioni speciali. Mi sembrerebbe strano se, in assenza di situazioni particolari, si andasse in controtendenza rispetto alla linea generale. Do per scontato che i sindaci che adottano provvedimenti di chiusura lo facciano innanzitutto perché ne hanno il potere ma soprattutto lo facciano a ragion veduta».
L’organico degli insegnanti subirà conseguenze dall’entrata in vigore delle nuove norme? «No, il settore scuola aveva già obbligo vaccinale, quindi non cambia nulla. La percentuale di personale non vaccinato in Sardegna era piuttosto alta, ma siamo ancora in una situazione transitoria. Infatti, a partire dal 15 dicembre, c’erano 20 giorni di tempo per prenotare la vaccinazione. In realtà il termine cominciava a decorrere dal momento in cui l’interessato riceveva la comunicazione. La scadenza è caduta con le vacanze in corso e quindi solo a partire dalla riapertura della scuola si potrà avere una situazione chiara su chi si è messo in regola e chi no e eventualmente adottare provvedimenti di sospensione».
Si naviga a vista, pronti a correggere la rotta se dovessere sorgere ostacoli imprevisti. Le indicazioni arrivate dalla campagna di screening per ora aiutano a mantenere il timone dritto: «Le capacità organizzative e logistiche maturate in occasione della campagna di screening “Sardi e sicuri” ci hanno consentito di approntare in brevissimo tempo un monitoraggio su vasta scala su un'ampia parte della popolazione studentesca - dice il presidente della Regione, Christian Solinas -. È stata un'operazione non facile, ma grazie alla collaborazione di tutti gli attori in campo, a partire dai sindaci, gli operatori sanitari e i volontari, siamo riusciti anche in questa impresa. Con la loro adesione i nostri giovani e le loro famiglie hanno dato ancora una volta un segnale di grande responsabilità, confermando quanto già registrato nella campagna vaccinale che ci vede tra le regioni con il maggior numero di vaccinati nelle fasce d'età più basse».
«È stato fatto un grande sforzo per realizzare un'attività di screening così vasta in breve tempo – aggiunge l'assessore regionale della Sanità, Mario Nieddu – ma è stato uno sforzo necessario. I dati sui contagi rilevati ci dicono che è possibile riprendere l'attività in presenza, senza escludere il ricorso alla didattica a distanza in tutti quei casi mirati giustificati da un quadro epidemiologico più grave. Ovviamente occorre mantenere la massima prudenza e il rispetto di tutte le misure anti-contagio adottate finora. La situazione continuerà a essere monitorata e soprattutto continueremo con forza nella campagna di vaccinazione, che resta la nostra arma più forte contro un virus che rappresenta ancora una minaccia».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Il numero dei positivi rilevati dal test antigenico si assesta, con i dati di ieri, attorno al 2%. «I soggetti positivi sono stati presi in carico dai Sisp (Servizi di igiene e sanità pubblica) per l'esecuzione del test molecolare che confermerà o meno le infezioni rilevate. Lo screening proseguirà anche in seguito alla ripresa dell'attività didattica in programma per oggi.
Non dappertutto la situazione è confortante: a Bosa il sindaco ha disposto didattica a distanza per una settimana, a Cabras, il sindaco Andrea Abis è stato categorico: «l'aumento vertiginoso dei contagi delle ultime ore rischia di portarci a una situazione fuori controllo». Per questo ha disposto la chiusura di tutte le scuole sino a sabato 15. Anche a Macomer scuole chiuse sino al 15, con screening da ripetere a breve. A Nuoro la risposta all’ordinanza del presidente Solinas non è stata massiccia: non c’è stato un assalto ai tamponi, forse anche a causa della giornata fredda. Oggi potrebbe esserci una ripresa, con lo screening dedicato agli studenti delle superiori. Il sindaco Andrea Soddu ha disposto che le scuole cittadine la didattica a distanza fino al completamento dell’attività di screening. «Gli istituti potranno riprendere l’attività didattica in presenza una volta terminato lo screening della propria popolazione studentesca». L’ordinanza, quindi, non riguarda le scuole che hanno effettuato i test tra sabato e domenica.
In questa situazione, come potrà essere il ritorno a scuola previsto per oggi? «Bisognerebbe avere la sfera di cristallo - dice Francesco Feliziani, direttore dell’ufficio scolastico regionale -. Però mi aspetto una giornata regolare. Non ho avuto comunicazioni da parte della Regione circa la necessità di adottare disposizioni diverse da quelle normali già previste».
Alcuni sindaci stanno prolungano la chiusura delle scuole: «Sta succedendo in tutta Italia. - prosegue Feliziani -. Se in determinati territori ci sono situazioni particolari, mi sembra sensato che si adottino decisioni speciali. Mi sembrerebbe strano se, in assenza di situazioni particolari, si andasse in controtendenza rispetto alla linea generale. Do per scontato che i sindaci che adottano provvedimenti di chiusura lo facciano innanzitutto perché ne hanno il potere ma soprattutto lo facciano a ragion veduta».
L’organico degli insegnanti subirà conseguenze dall’entrata in vigore delle nuove norme? «No, il settore scuola aveva già obbligo vaccinale, quindi non cambia nulla. La percentuale di personale non vaccinato in Sardegna era piuttosto alta, ma siamo ancora in una situazione transitoria. Infatti, a partire dal 15 dicembre, c’erano 20 giorni di tempo per prenotare la vaccinazione. In realtà il termine cominciava a decorrere dal momento in cui l’interessato riceveva la comunicazione. La scadenza è caduta con le vacanze in corso e quindi solo a partire dalla riapertura della scuola si potrà avere una situazione chiara su chi si è messo in regola e chi no e eventualmente adottare provvedimenti di sospensione».
Si naviga a vista, pronti a correggere la rotta se dovessere sorgere ostacoli imprevisti. Le indicazioni arrivate dalla campagna di screening per ora aiutano a mantenere il timone dritto: «Le capacità organizzative e logistiche maturate in occasione della campagna di screening “Sardi e sicuri” ci hanno consentito di approntare in brevissimo tempo un monitoraggio su vasta scala su un'ampia parte della popolazione studentesca - dice il presidente della Regione, Christian Solinas -. È stata un'operazione non facile, ma grazie alla collaborazione di tutti gli attori in campo, a partire dai sindaci, gli operatori sanitari e i volontari, siamo riusciti anche in questa impresa. Con la loro adesione i nostri giovani e le loro famiglie hanno dato ancora una volta un segnale di grande responsabilità, confermando quanto già registrato nella campagna vaccinale che ci vede tra le regioni con il maggior numero di vaccinati nelle fasce d'età più basse».
«È stato fatto un grande sforzo per realizzare un'attività di screening così vasta in breve tempo – aggiunge l'assessore regionale della Sanità, Mario Nieddu – ma è stato uno sforzo necessario. I dati sui contagi rilevati ci dicono che è possibile riprendere l'attività in presenza, senza escludere il ricorso alla didattica a distanza in tutti quei casi mirati giustificati da un quadro epidemiologico più grave. Ovviamente occorre mantenere la massima prudenza e il rispetto di tutte le misure anti-contagio adottate finora. La situazione continuerà a essere monitorata e soprattutto continueremo con forza nella campagna di vaccinazione, che resta la nostra arma più forte contro un virus che rappresenta ancora una minaccia».
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