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Centrodestra spaccato Al voto senza accordo

Centrodestra spaccato Al voto senza accordo

Solinas continua mediare sulla scelta dei grandi elettori per il Quirinale I Centristi ancora contro l’asse Lega-Psd’Az. L’opposizione ha scelto Ganau

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CAGLIARI. Oggi il Consiglio regionale deve scegliere i tre delegati sardi per l’elezione del presidente della Repubblica. «Vedrete, sarà una passeggiata», hanno annunciato gli ottimisti del centrodestra. Perché dalle loro parti sono convinti che, seppure all’ultimo momento, la ribellione dei centristi contro l’asse Lega-Psd’Az finirà per rientrare. Macché, hanno replicato i pessimisti: «Nel segreto dell’urna, si consumerà più di una resa dei conti», per una maggioranza che ancora non ha scelto i suoi due candidati. Nonostante voci insistenti diano per sicura (o quasi) l’elezione di chi per prassi dovrebbe essere eletto: Christian Solinas e Michele Pais, cioè i presidenti della Regione e del Consiglio. Chissà se finirà davvero così. Per ora l’unica certezza è nelle ultime righe di un comunicato dell’Ufficio stampa del Palazzo: «Dalla conferenza di tutti i capigruppo – si legge – è emerso che i partiti non hanno raggiunto alcun accordo e quindi sarà voto libero». Per la verità i gruppi di opposizione – Pd, M5s, Leu e Progressisti – una loro sintesi l’hanno trovata: in blocco voteranno un solo nome. Potrebbe essere quello di Gianfranco Ganau, capogruppo del Partito democratico, che dovrebbe aver già garantito un pacchetto di partenza intorno alle 21 preferenze, al lordo delle assenze annunciate per quarantena o positività al Covid.

Maggioranza spaccata. Alla vigilia del voto il centrodestra s’è incontrato più volte, ma sempre con lo stesso esito: fumata nera. Perché i centristi, guidati da Giorgio Oppi dell’Udc, hanno ribadito: «La prassi non c’interessa. I nostri 13 voti potrebbero essere dirottati altrove». Perché – è questo il motivo della loro ribellione – non vogliono che due dei tre grandi elettori sardi finiscano nello stesso gruppo in Parlamento, mentre così accadrebbe con l’elezione dei sardo-leghisti Solinas e Pais. Però, nel frattempo, gli stessi centristi un loro candidato non l’hanno proposto, o meglio c’è stata solo qualche timida autocandidatura. Di contro il resto della maggioranza avrebbe replicato durante uno di questi concitati confronti: «Fate quello che volete. Intanto noi abbiamo i numeri per eleggere chi vogliamo». Calcolatrice alla mano, dovrebbe essere proprio così visto che l’asse dei fedelissimi alla prassi avrebbe dalla sua ben 26 voti per mettere al sicuro Solinas e Pais. A partire dagli 11 del Psd’Az fino ai 5 del Gruppo misto, passando per i 7 della Lega e forse anche i 3 di Fdi. Quindi, all’interno della maggioranza, non dovrebbe esserci partita, ma anche in questo caso a pesare potrebbero essere invece le assenze giustificate dalle quarantene Covid. Per ribaltare questi numeri, salvo rappacificazioni dell’ultim’ora, l’Intergruppo centrista avrebbe a disposizione una sola possibilità: giocare di sponda con alcuni partiti dell’opposizione, ma per ora all’orizzonte non sembrano esserci accordi trasversali e sotto banco. Anzi, tutti i gruppi di minoranza li hanno esclusi a priori: «Voteremo solo il nostro candidato e lasceremo in bianco la seconda preferenza».

Ultima mediazione. A tentare di rimettere assieme i cocci del centrodestra sarà, come sempre accade, il governatore Christian Solinas? È possibile. Prima del voto, annunciato per le 11, in Consiglio regionale ha convocato un vertice della coalizione, aperto ai segretari regionali di Lega, Psd’Az, Fi, Udc-Cambiamo, Riformatori, Fdi e Misto. Alla presenza di Solinas ci sarà la conta decisiva prima dell’ingresso in Aula. «Vedrete, andrà tutto bene. Non ci saranno scossoni», è stata l’ultima promessa sussurrata dagli ottimisti del centrodestra. (ua)

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