La Nuova Sardegna

Effetto green pass sulle prime dosi: 3500 in un giorno

di Claudio Zoccheddu
Effetto green pass sulle prime dosi: 3500 in un giorno

Record di somministrazioni dopo i nuovi decreti del Governo Ma nell’isola sono 400mila le persone ancora non vaccinate

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SASSARI. L’effetto dei decreti del Governo, e dell’istituzione del green pass rafforzato, si è materializzato sotto forma delle 3500 prime dosi somministrate lunedì nell’isola ai ritardatari vaccinali. Un record arrivato dopo una serie di rilevazioni al rialzo nel conto delle prime volte. L’accelerazione della somministrazione delle prime dosi è iniziata subito dopo Natale, con 1.291 dosi inoculate il 27 dicembre e con una media giornaliera di più di mille vaccinazioni, ad eccezione dei giorni di festa dove tuttavia merita una menzione l’unica dose inoculata a Capodanno. E anche quella era una prima dose. Poi, dal 7, il numero delle somministrazioni è aumentato: 2.219 il 7, 2.345 l’8, 2.196 il 9 e 1962 il 10.

Le percentuali. Nonostante l’evidente crollo delle convinzioni no-vax, la popolazione sarda non vaccinata resta numerosa. Escludendo le 3.500 somministrate ieri e non ancora contabilizzate nei rendiconti nazionali, dai grafici del ministero della Salute si evince che il 15,2 per cento dei sardi ha scelto di non vaccinarsi o, in alcuni casi, non ha potuto. Si tratta di circa 400mila persone che per il momento si sono tenute alla larga dagli hub cittadini o dai centri comunali. Oltre al rischio di lasciare campo libero al virus, per gli under 50 la vita si complicherà notevolmente e dovrà continuare a procedere tampone dopo tampone. Nonostante il super green pass regoli gran parte delle attività, in alcuni casi sarà ancora sufficiente il green pass “base”, quello che si può ottenere con un semplice tampone, purché sia negativo. Dal 20 gennaio scatta l’obbligo per i lavoratori e clienti dei servizi alla persona, come estetisti e parrucchieri. Da febbraio il green pass base sarà obbligatorio per i lavoratori e i clienti di servizi commerciali e finanziari, come le banche, e per lavoratori e clienti di negozi e centri commerciali. Obbligo di certificazione base anche per lavoratori e utenti di uffici pubblici, Comuni, Province, Regioni ma anche per Poste, Inps e Inail.

Terze dosi a rilento. Il record di somministrazioni ai ritardatari potrebbe aver complicato l’accessibilità alle terze dosi. L’isola, infatti, è penultima nel conto delle somministrazioni con il 39,4 per cento della platea potenziale che ha ricevuto la dose booster. Solo la Sicilia ha fatto peggio, (33 per cento), mentre la media nazionale si attesta al 43,88 per cento e le regioni più virtuose (Valle d’Aosta, Lazio e Puglia) viaggiano a vele spiegate verso il 50 per cento delle terze dosi. La fascia di età più “resistente” si conferma quella tra i 20 e i 39 anni, con appena il 20 per cento della platea che ha ricevuto la terza dose. Tra i sardi di età compresa tra i 30 e i 39 anni, invece, si concentra la percentuale più alta di no-vax, 16,20 per cento, seguita a strettissimo giro di posta dai colleghi più anziani, quelli tra i 40 e i 49 anni, dove i no-vax sono il 15,39 per cento. In numeri assoluti, sono più di 67mila i sardi di età compresa tra i 30 e i 49 anni a non aver ancora ricevuto alcuna dose di vaccino.

Dosi pediatriche. Prosegue anche la vaccinazione dei bambini di età compresa tra i 5 e gli 11 anni: complessivamente finora sono state somministrate oltre 15mila dosi pediatriche su una platea di circa 83mila bambini. Per i più grandi, invece, da giovedì 13 gennaio, a partire da mezzogiorno, tutti gli over12 potranno prenotare la somministrazione della terza dose nei centri di vaccinazione attraverso la piattaforma di Poste Italiane.

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