La Nuova Sardegna

dopo il processo a oristano 

I silos fuorilegge della Simec Un funzionario in tribunale

di Mauro Lissia
I silos fuorilegge della Simec Un funzionario in tribunale

CAGLIARI. Il tentativo di sanare una gigantesca violazione paesaggistica commessa dalla Simec spa di Alberto Cellino nella fascia dei trecento metri sullo stagno di Santa Giusta è costato il rinvio a...

2 MINUTI DI LETTURA





CAGLIARI. Il tentativo di sanare una gigantesca violazione paesaggistica commessa dalla Simec spa di Alberto Cellino nella fascia dei trecento metri sullo stagno di Santa Giusta è costato il rinvio a giudizio al funzionario della sovrintendenza alle Belle arti e paesaggio di Cagliari e Oristano Paolo Giovanni Margaritella (52 anni) di Oristano, che deve rispondere di abuso d’ufficio davanti al tribunale presieduto da Simone Naspoli. Per la stessa vicenda e con la stessa accusa il gup di Cagliari ha condannato il collega funzionario Stefano Montinari (53 anni) di Genova, che ha ricorso in appello.

La vicenda risale al periodo tra agosto 2014 e aprile 2015: la Simec, che lavora il grano per produrre pasta e farine, costruisce senza autorizzazione quattro silos per complessivi 20 mila metri cubi e una trincea per lo stoccaggio a ridosso dello stagno di Santa Giusta, in un’area vincolata in base al piano paesaggistico. Soltanto a posteriori i vertici aziendali chiedono il nullaosta, che norme alla mano non poteva essere concesso in alcun caso. Gli accertamenti della polizia giudiziaria portano il responsabile della Simec al giudizio del tribunale di Oristano, che il 28 novembre 2016 lo condanna a due mesi di arresto e a un’ammenda di 35 mila euro. La sentenza viene confermata dalla Corte d’Appello il 26 febbraio di due anni dopo. Ma è qui, al giudizio-bis, che nasce un altro caso, quando i difensori di Cellino portano in aula un parere vincolante postumo firmato dai due funzionari ministeriali, i quali scrivono («arbitrariamente» secondo l’imputazione) che i grandi silos della Simec erano paesaggisticamente compatibili. Il documento non cambia le sorti del procedimento ma ne apre un altro, perché la Procura generale rileva un’ipotesi di abuso d’ufficio e trasmette gli atti alla Procura della Repubblica. Le indagini disposte dal pm Enrico Lussu conducono alla conferma dell’accusa, la scelta del rito divide poi le strade giudiziarie di Montinari e Margaritella. Condannato il primo in abbreviato, il secondo è da ieri al giudizio del tribunale collegiale - difeso dagli avvocati Stefano Porcu e Mauro Barberio - che ieri mattina ha sentito l’ispettore autore delle indagini sui silos. Per i due funzionari le due enormi strutture, come le definisce il pm Lussu nel capo d’imputazione, non erano che «volumi tecnici» e quindi la loro costruzione non violerebbe le norme paesaggistiche. Una valutazione che non ha salvato dalla condanna il responsabile della Simec e neppure Montinari. Il processo aperto ieri però ha poco a che fare con gli aspetti paesaggistici della vicenda, quanto con la possibilità che Margaritella, responsabile della pratica istruttoria per il nullaosta, abbia voluto favorire illegalmente la società oristanese sorvolando su una violazione palese.

Il dibattimento andrà avanti il 5 aprile.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative