Pecorino romano
Produzione autoctona: anche le associazioni al fianco del Consorzio
SASSARI. Confagricoltura e Copagri stanno con il Consorzio del Pecorino romano Dop. «I sette anni di riconversione degli allevamenti decisi dall’assemblea dei soci del Consorzio del Pecorino romano...
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SASSARI. Confagricoltura e Copagri stanno con il Consorzio del Pecorino romano Dop. «I sette anni di riconversione degli allevamenti decisi dall’assemblea dei soci del Consorzio del Pecorino romano Dop con le nuove regole del disciplinare di produzione sono una buona mediazione rispetto alle esigenze degli allevatori, dei trasformatori e dei consumatori – dice il presidente di Confagricoltura, Paolo Mele –. Sono state definite le razze ovine storiche e autoctone degli areali di produzione del Romano e ora è bene che si avvii lo screening sulle razze». Anche Copagri ha preso atto della scelta dwl Consorzio che ha deliberato di proporre una modifica del disciplinare per stabilire che potrà essere trasformato in pecorino romano solo il latte proveniente dalle razze autoctone. Tuttavia, Copagri, crede non si possa imporre la riconversione degli allevamenti con la sostituzione per tornare alle razze autoctone. Questi allevatori, in accordo con le industrie di trasformazione, hanno la possibilità di indirizzare il latte, verso produzioni diverse dal romano che si quantificano oggi in circa 180mila quintali. Pertanto non è necessaria una deroga di sette anni durante i quali poter utilizzare latte proveniente da razze non autoctone.
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