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il delitto di serramanna 

Uccise la moglie con 57 coltellate Il pm chiede 24 anni di carcere

Uccise la moglie con 57 coltellate Il pm chiede 24 anni di carcere

CAGLIARI. Ha ucciso la moglie con 57 coltellate, dopo ha provato a togliersi la vita con la stessa lama usata per il delitto. Più avanti si è pentito, ha chiesto perdono alla famiglia e ha risarcito...

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CAGLIARI. Ha ucciso la moglie con 57 coltellate, dopo ha provato a togliersi la vita con la stessa lama usata per il delitto. Più avanti si è pentito, ha chiesto perdono alla famiglia e ha risarcito il figlio trentunenne. Messi insieme i dati salienti di questa vicenda tragica e sanguinosa, il pm Nicola Giua Marassi ha chiesto ieri mattina alla Corte d’Assise presieduta da Giovanni Massidda la condanna di Giovanni Murtas (59 anni), falegname di Serramanna, difeso dall’avvocata Herika Dessì, a ventiquattr’anni di reclusione, comprese nel calcolo le attenuanti generiche riferite alle condotte successive all’assassinio, fra cui il risarcimento.

Il fatto al centro del processo resta quello ricostruito dagli inquirenti nelle ore successive di quel 5 maggio 2020, quando Murtas decise di chiudere nel peggiore dei modi il suo rapporto con la moglie Marisa Pireddu (51 anni) massacrandola al culmine di una lite esplosa nell’appartamento coniugale. Un omicidio brutale, che nulla potrebbe spiegare.

Il delitto era avvenuto verso le 18.30 in un'abitazione al numero 42 di via Turati, a Serramanna. Dopo una lite violenta, Giovanni Murtas - all'epoca disoccupato come la moglie - aveva afferrato un coltello artigianale, uno stiletto costruito da lui stesso, e si era scagliato contro la moglie colpendola ripetutamente in diverse parti del corpo. Sul cadavere della donna il medico legale riscontrò anche i segni di un tentativo disperato di salvarsi dalla furia omicida del marito, proteggendosi con le mani. L'imputato aveva poi provato ad uccidersi con un fendente al torace usando la stessa lama, ma era stato soccorso dai carabinieri e portato all'ospedale Brotzu. Dopo un periodo di cure, Murtas era stato condotto al carcere di Uta ad attendere un processo dagli esiti scontati.

Il 3 marzo, concluse le arringhe della difesa e delle parti civili, è prevista la sentenza.

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