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Accerchiati dal virus ma calano i ricoveri Altri 3 morti nell’isola

Accerchiati dal virus ma calano i ricoveri Altri 3 morti nell’isola

Sono 1549 i nuovi casi, positività a 7,8%. Burcei in lockdown Nieddu: bene lo schema dei conteggi dell’Emilia Romagna 

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SASSARI. Sardegna presa d’assalto dal virus con numeri dei contagi in crescita rispetto al bollettino giornaliero precedente, tre morti contro i quattro dei giorni prima, ma anche un calo dei ricoveri che strappa un mezzo sorriso. Ma una situazione così non si era mai vissuta nemmeno nel peggior periodo delle prime ondate pandemiche, ciascuno di noi conosce più di una persona che ha dovuto rinchiudersi in casa perché scoperta positiva, l’impressione di accerchiamento è reale anche se per fortuna la vaccinazione diffusa sta contenendo gli effetti sulla salute di chi è colpito e sta limitando la possibilità di aumentare a dismisura il numero dei contagi. In alcune località la situazione è particolarmente preoccupante: a Burcei il sindaco Simone Monni ha disposto un mini lockdown sino al 24 gennaio, visto che la situazione epidemiologica «presenta le condizioni di un rapido peggioramento con la probabilità di un ulteriore incremento della diffusione del virus».

Ma non va molto meglio altrove. Ieri in Sardegna sono stati 1.549 i casi confermati di positività al virus Sars-Cov2 Covid (1.296 24 ore prima) sulla base di 19.867 tamponi processati in totale, fra molecolari e antigenici. Il tasso di positività è cresciuto al 7,8%. La buona notizia è che i pazienti nei reparti di terapia intensiva sono scesi di due unità (26), mentre quelli in area medica di quattro (227); Sono invece ben 765 in più i sardi costretti in isolamento domiciliare, facendo salire il totale a 18.934. Significa oltre un residente su cento. Le tre nuove vittime del Covid sono un uomo di 79 anni e una donna di 83 della Città metropolitana di Cagliari, e una donna di 81 anni dell’Oristanese.

Nel frattempo prosegue la querelle Stato-Regioni, con queste ultime che contestano le modalità di computo dei casi che farebbe apparire la situazione della pressione sugli ospedali più grave di quanto non sia effettivamente, conteggiando tra i ricoveri in area medica Covid anche i pazienti che risultano positivi in altri reparti. La Regione Sardegna conferma di non aver ricevuto alcuna circolare dal ministero della Salute sulla volontà di modificare questo modus operandi, in assessorato della Sanità è arrivata solo una bozza della proposta dell'Emilia Romagna che l'assessore Mario Nieddu ha dichiarato di condividere: «Mi pare del tutto ragionevole – dice – cioè, se capita di fratturarsi e di finire in ortopedia, quindi si risulta positivi al tampone cui vengono periodicamente sottoposti i ricoverati, ma si resta nello stesso reparto, è sacrosanto che quel posto non sia computato come posto letto Covid». Non commenta lo strappo annunciato dalla Lombardia che si porta già avanti sul sistema del conteggio, ma l'esponente della Giunta sottolinea di voler «insistere sulla battaglia per rendere i tamponi antigenici diagnostici al fine di alleggerire i sistemi di prevenzione, considerato che gestire i tamponi molecolari per questa mole di contagi non è possibile». (a.palmas)

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