La Nuova Sardegna

Anche l’appuntamento al bar comincia a pesare di più

di Antonello Palmas
Anche l’appuntamento al bar comincia a pesare di più

C’è chi ha già ritoccato il prezzo di caffè e paste e spiega il motivo in un avviso Altri hanno paura di perdere clienti: «Ma adeguare il listino sarà inevitabile»

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SASSARI. C’è persino chi quasi si scusa: “Si informa la gentile clientela che a causa dell’aumento delle materie prime, dal 1° gennaio 2022 in questo bar il prezzo della caffetteria subirà un aumento di 10 centesimi”. È il cartello affisso sul bancone del Bar tabacchi 2Effe di via Luna e Sole ed è l’emblema di una situazione diffusa: l’aumento dei costi di gestione costringe al caro-caffè e al caro-paste. E anche chi resiste ci sta pensando seriamente. Ma non lo fa volentieri. «Da 11 anni eravamo fermi a 1 euro – spiega la titolare Piera Fara – paradossalmente anche qualche cliente ci diceva che era giunto il momento... Così siamo saliti a 1,10 (mentre molti altri sono già su 1,20 o anche 1,30) con le paste a 1,20. Ora temiamo l’aumento legato all’energia, ma qui vengono molte famiglie e non possiamo scaricare tutto sui clienti. Che per fortuna non sono diminuiti». Tra quelli che decidono di non penalizzare il pubblico c’è Daniele Dau (Bar Moon &Sun, nella stessa via): «Non ci penso proprio, in un momento come questo. Sì, è vero che sono saliti i prezzi delle merci, il latte e la birra ad esempio sono a +10%, le paste ci costano 5 centesimi in più: ora le paghiamo 0,70 e le rivendiamo a 1 euro con un ricavo risicato, ma a un prezzo maggiore non ce le comprerebbero. Sia le paste che il caffè li lasciamo a 1 euro».

Anche Gavina Deaddis (Bar 7° Pino di via Napoli) non ritocca la tazzina, «mentre la pasta già da prima era a 1,20, perché la pasticceria che ci serve aveva a sua volta alzato i prezzi. Questa è una zona particolare, con una popolazione anziana, e non vogliamo incidere, ma è chiaro che ormai non ci stiamo più: sono aumentati latte, zucchero, caffè. E dobbiamo ancora vedere le prossime bollette che si preannunciano molto più alte. Tutto ciò mentre la gente è terrorizzata dal virus, ci sono ore in cui non si vede nessuno. Faccio questo lavoro da 50 anni ma non ho mai visto qualcosa del genere». «La bolletta elettrica è aumentata del 55% – si lamenta Francesco Mundula del Duca Bar di via Duca degli Abruzzi – sono passato da 700 euro a quasi a 1400. Ma ci sono rincari alti anche per le imposte comunali, i contributi dei dipendenti, il pane, la pasta (facciamo ristorazione). Il caffè però no, ancora non lo abbiamo aumentato, anche se sicuramente saremo costretti, nonostante l’attuale calo della clientela a causa del Covid».

«I costi dei trasporti hanno ripercussioni su tutte le filiere – spiega Giuseppe Manicone (Bar Mike di via IV Novembre) – a partire dalle materie prime sino alla trasformazione e alla vendita al cliente. Per la pasticceria ad esempio, c’è una lievitazione dei costi del 10%, ma nonostante ciò non è il momento di aumentare, anche se dovremmo: il malumore nel nostro settore è alto. La pandemia sta già creando tanti problemi ai clienti, costringendoli a seguire tante misure, che anche per noi hanno un costo. Ma pensiamo prima a loro».

Predda Niedda è una delle aree in cui i prezzi sono più alti: caffè e paste a 1,20 «ma già da un anno e mezzo – spiega Domenica Casedda (Òbus, strada 2) – in linea con tutti gli esercenti della zona. Ma dobbiamo valutare se sia il caso di mettere mano al listino: l’aumento dei costi è un fatto reale, il problema esiste».

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