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Il Marino può raddoppiare ma mancano i camici bianchi

di Luigi Soriga
Il Marino può raddoppiare ma mancano i camici bianchi

Il secondo piano dell’ospedale di Alghero pronto ad ospitare i primi pazienti L’Aou è alla ricerca di medici e infermieri per attivare altri 50 posti letto Covid

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SASSARI. Il secondo piano dell’ospedale Marino è quasi pronto, e potrebbe entrare in funzione da subito. Uno spazio strategico per ospitare altri 50 pazienti covid a bassa intensità, quelli ormai stabilizzati, il cui quadro clinico non è destinato a precipitare. Quindi, tra i 45 letti già attivi e i nuovi, la struttura algherese diventerebbe un riferimento essenziale per l’hub di Sassari e per le altre strutture del Nord Sardegna. Tuttavia, nonostante la logistica sia risolta, e il responsabile qualità e rischio clinico e la responsabile prevenzione protezione scrivano nella loro relazione che il secondo piano del Marino in fase di allestimento avrebbe tutti i requisiti per essere utilizzato come reparto covid (con gli opportuni accorgimenti), ecco a bloccare l’apertura è la mancanza di un altro requisito fondamentale: non c’è ancora il personale sufficiente.

Per gestire circa 50 pazienti servirebbero 18 medici, ma il reparto potrebbe macinare anche con soli 15. Il fatto è che l’Aou, anche raschiando il barile e attingendo ad ogni risorsa, al momento riesce a metterne in campo 10. Non bastano per garantire uno standard di assistenza accettabile. In più dovrebbero essere affiancati da 15 infermieri (1 ogni tre pazienti), e anche su questo versante da parte dell’Aou c’è grandissima difficoltà nel reclutamento, perché gli infermieri sono diventati una “specie” rarissima. Ciò che invece non manca sono gli oss.

Il Marino solo da decina di giorni è passato alla gestione Aou, perché prima faceva parte dell’Asl. Quest’ultima, di fronte a uno stallo così penalizzante sul fronte dell’emergenza pandemica, potrebbe mettere a disposizione una parte degli infermieri (44 per la precisione) contrattualizzati covid, che invece continuano a lavorare in reparti ordinari. Ecco, la nuova ala del Marino, attrezzata di tutto punto, con stanze dotate di bagno e antibagno, telecamere per monitorare i pazienti, gas medicali, percorsi sporco pulito, sarebbe la collocazione più pertinente per questi infermieri assunti specificatamente per l’emergenza covid. Il Marino a pieno regime risolverebbe tanti problemi nella difficile sistemazione dei pazienti. L’hub di Sassari, con la recrudescenza dei contagi, è assolutamente sotto pressione. Basta dare un’occhiata al monitor del pronto soccorso, alle 21 di ieri con 11 ore di attesa per i codici verdi, per capire quando sia complicato gestire gli accessi. Molti malati che arrivano per incidenti o altre patologie, fanno un tampone e risultano positivi. Se il quadro clinico covid non desta preoccupazioni, hanno molte probabilità di finire ad Alghero, considerando che nell’Aou di Sassari i letti sono tutti occupati. Così come i pazienti stabilizzati in Malattie infettive o Pneumocovid, insomma nei reparti subintensivi, dovrebbero prolungare la degenza nell’area a bassa intensità del Marino, che rappresenta un tassello essenziale in questo gioco di incastri dei malati a seconda della gravità. Il ritardo nell’apertura del secondo piano, sta rendendo tutto più complicato.

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