La Nuova Sardegna

Si va verso la zona gialla ma senza conseguenze

di Roberto Petretto
Si va verso la zona gialla ma senza conseguenze

Più posti letto occupati. Casi ogni 100mila abitanti: a Sassari l’incidenza più bassa

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SASSARI. Da mesi non si parlava più di zona gialla in Sardegna: l’aumento dei contagi e, soprattutto, l’aumento dei ricoveri, ha provocato un peggioramento di tutti gli indici di allarme. Da tempo avevamo sforato il livello di guardia sia per il numero di contagi ogni 100mila abitanti sia per l’occupazione delle terapie intensive. Da ieri siamo al limite anche nell’unico parametro che ci teneva in bianco: quello dell’occupazione dei reparti di area medica. Con gli ultimi incrementi nei ricoveri l’isola ha raggiunto il limite del 15 per cento fissato come soglia di allarme. Nelle terapie intensive è stato raggiunto il 14 per cento della disponibilità totale di posti letto. Quindi si è ben oltre il limite fissato al 10 per cento. Per non parlare del numero dei casi che veleggia ampiamente e da tempo oltre la soglia dei 50 ogni 100mila abitanti. Se da qui a venerdì la situazione dei ricoveri in area medica dovesse peggiorare ancora, la Sardegna potrebbe tornare in zona gialla a cui aveva detto addio il 30 maggio dello scorso anno. Da allora l’isola sempre riuscita a restare “bianca”. Ma le regole attuali potrebbero cambiare anche perchè la classificazione per colori in molti casi ha perso di significato.

Il bollettino. Contagi stabili, ricoveri in leggero aumento in area medica, stazionari in terapia intensiva. E soprattutto altre sei vittime: è la sintesi del bollettino di ieri. Tra i morti un 54enne del Sud Sardegna vaccinato con due dosi, affetto da altre patologie. Poi ci sono altri due uomini di 67 e 93 anni, come il primo residenti nella provincia del Sud Sardegna, poi un uomo di 78 anni residente nella provincia di Oristano e due uomini di 82 e 95 anni residenti nella provincia di Sassari. In Sardegna sono oltre 21mila le persone in isolamento domiciliare (+445 rispetto al giorno prima) mentre i nuovi casi nelle ultime 24 ore sono stati 1.007 (in calo di 310). Gli oltre mille casi sono stati riscontrati sulla base di 7.765 tamponi con un tasso di positività che scende dal 13,1% al 12,9%. Resta stabile il numero dei ricoverati nei reparti di terapia intensiva (28) ma cresce ancora (+2) quello dei pazienti in area medica che ora sono 238. Dato che, come detto all’inizio, ci porta al limite della zona gialla. Si tratterebbe comunque di un cambio di classificazione che non avrebbe ripercussioni pratiche sui cittadini.

Cosa comporta la zona gialla. Gli ultimi decreti hanno annullato di fatto le vecchie differenze fra zona bianca e zona gialla. In entrambe la mascherina è obbligatoria all'aperto, ma non ci sono limitazioni agli spostamenti e tutte le attività restano aperte. Valgono in generale le regole sul certificato verde e su quello rafforzato.

Province, meglio Sassari. L’andamento del contagio varia da provincia a Provincia. Dei 1.007 casi di ieri 167 si riferiscono all’area metropolitana di Cagliari, 125 alla provincia di Sassari, 250 a quella di Nuoro, 66 alla provincia di Oristano e 399 al Sud Sardegna. Ma se si guarda in una prospettiva temporale più ampia si vede che nell’arco di una settimana la situazione più tranquilla è a Sassari e Cagliari dove rispettivamente i contagi ogni 100mila abitanti sono 405 (di gran lunga la situazione migliore, a conferma dell’analisi del Cnr secondo cui sarebbe stato raggiunto il picco) e 464. Nella fascia centrale dell’isola l’incidenza è praticamente doppia: 824 casi per 100mila abitanti a Oristano, 893 a Nuoro.

Pressione sugli ospedali. Il dato complessivo fornito da Agenas sull’occupazione dei posti letto viene confermato nel dettaglio dalle informazioni che arrivano dai singoli ospedali. A Cagliari al Binaghi si è già oltre il numero di posti letto disponibili, con 88 ricoverati per 81 posti. Al Santissima Trinità 93 pazienti ricoverati con 104 posti disponibili. A livello totale, quindi, nei due presidi ospedalieri Covid di Cagliari il livello di occupazione è al 98 per cento. In sofferenza è soprattutto l’Osservazione breve intensiva Covid del Binaghi: i posti letto sarebbero teoricamente 10, ma si fornisce assistenza a ben 20 pazienti.

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