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Cecilia Marogna sfrattata per morosità

Cecilia Marogna sfrattata per morosità

Coinvolta nell’inchiesta sui soldi del Vaticano, non pagava l’affitto da diversi mesi

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CAGLIARI. I beni di lusso che – secondo le accuse – avrebbe acquistato con i soldi della Segreteria di Stato vaticana sembrano ormai solo un ricordo. Cecilia Marogna, la manager cagliaritana imputata nel processo che riprenderà il prossimo 25 gennaio in Vaticano sulla gestione dei fondi della Santa Sede, è stata sfrattata per morosità dall’appartamento nel quartiere di San Benedetto, a Cagliari, preso in affitto da un docente universitario. Il suo avvocato, Riccardo Sindoca, ha subito lanciato un appello, rivolto soprattutto alla carità della Chiesa, perché le si trovi una sistemazione. «Dove è finita la carità cristiana? Mi rivolgo alle autorità ecclesiastiche in primis e non solo, alle autorità civili tutte... una madre e sua figlia sono finite in mezzo alla strada, ma noi ci batteremo ad oltranza contro questa ennesima, disumana situazione». Cecilia Marogna, secondo quanto si è appreso, non pagava da diverso tempo il canone di locazione, probabilmente, come sostiene il suo avvocato, a causa dell'inchiesta che l'ha coinvolta insieme al cardinale Angelo Becciu, ex sostituto della Segreteria di Stato vaticana. Al momento dell’intervento dell’ufficiale giudiziario Cecilia Marogna era sola in casa e ha lasciato subito l’appartamento. «Stritolata – scrive il suo avvocato – in un processo da milioni di euro per speculazioni e business della Segreteria di Stato, ora Cecilia Marogna è senza casa. Ma di certo – prosegue – non ha mai maneggiato conti della Santa Sede, eppure è lei e la piccina che stanno pagando lo scotto più grosso ed indicibile in questa follia assurda».

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