La Nuova Sardegna

Olbia in tilt, decine di classi in quarantena

di Dario Budroni
Olbia in tilt, decine di classi in quarantena

In caso di un positivo i compagni devono fare il tampone ma la Assl non riesce garantirlo per tempo

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OLBIA. Non è solo il tracciamento dei positivi a essere sfuggito di mano. A Olbia ormai non si riesce più a tenere il conto neanche delle classi finite in quarantena. È il caos totale. E a lanciare il grido d’allarme è direttamente Sabrina Serra, vicesindaca e assessora alla Pubblica istruzione. Il succo del suo discorso è questo: «Applicare l’ultimo protocollo è praticamente impossibile. I dirigenti scolastici non riescono più a fronteggiare la situazione. Le norme attuali sono una utopia, non tengono conto della realtà». Di conseguenza, sono decine e decine le classi al momento in quarantena e quindi costrette alla Dad. Un discorso che riguarda asili, materne, elementari, medie e superiori. Per esempio: se in una classe della primaria viene riscontrato un caso di positività, tutti gli altri alunni devono sottoporsi a tampone. Ma il problema è che possono passare anche diversi giorni prima che intervenga una equipe della Assl. Di conseguenza i dirigenti scolastici, che non possono prendersi la responsabilità di far scoppiare un eventuale focolaio, molto spesso preferiscono mandare direttamente tutta la classe a casa. «I dirigenti devono affrontare l’ennesimo cambio di protocolli e indicazioni – spiega Sabrina Serra –. E la Asl, per via della carenza di personale, non riesce a intervenire con la sua squadra in maniera tempestiva. In base alla situazione di oggi, ci vorrebbe una squadra per ogni scuola. Questo protocollo nazionale è stato fatto senza tenere conto del personale che non c’è. Per quanto riguarda il nostro territorio, la Asl non interviene solo a Olbia ma anche nei Comuni del circondario. È un lavoro immane. Per questo ringrazio sia il personale sanitario che i dirigenti scolastici, stanno svolgendo tutti un lavoro impossibile». Difficile anche chiedere alle famiglie di sottoporre i propri figli ai tamponi in maniera autonoma. «Non tutte le famiglie possono permettersi tutti questi test» continua la vicesindaca di Olbia. La situazione, dunque, è esplosiva. Sono tantissimi gli studenti positivi. Stesso discorso per i docenti e il resto del personale scolastico. Il risultato è questo: una miriade di classi in quarantena e plessi scolastici quasi del tutto in Dad. «Bisogna mettere mano al protocollo e renderlo più snello, più applicabile – aggiunge Sabrina Serra –. Altrimenti qui si rischia davvero di bloccare tutto. Anche perché se un bambino va in quarantena significa che anche uno dei due genitori si deve fermare e non andare a lavorare. Secondo me, bisogna cominciare a concentrarsi meno sugli asintomatici e più su chi sta male, bisogna cominciare a convivere realmente con il virus. Anche perché la variante Omicron è ormai ovunque, quasi in ogni casa. Le famiglie sono sempre più esasperate e i dirigenti scolastici sono allo stremo. Bisogna intervenire».

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