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Supplenze, c’è chi ricorre ai laureandi

Supplenze, c’è chi ricorre ai laureandi

Con contagi in crescita e tanti no vax problemi specie nelle discipline scientifiche

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SASSARI. L’esigenza, ovunque, è quella di non lasciare le classi scoperte. Il 15 dicembre per tutto il personale della scuola, è scattato l’obbligo vaccinale. Con 50mila docenti bloccati perché non immunizzati (anche se la stima era precedente all’introduzione dell’obbligo di green pass rafforzato: nel frattempo almeno 10mila si sono messi in regola), con contagi mai così numerosi, ecco che garantire la presenza di un insegnante in classe diventa sempre più problematico. «Nell’isola non ci sono state segnalate criticità estreme – dice il direttore dell’ufficio scolastico regionale, Francesco Feliziani – ma certo c’è più difficoltà rispetto agli anni passati, anche se alla fine le persone che assumano l’incarico si trovano». In questa situazione molti istituti attingono alla cosiddetta “messa a disposizione”, una autocandidatura prevista dalla normativa scolastica italiana che consente di accedere a ruoli di supplenza, strumento già utilizzato, ma che ora sta offrendo più possibilità sia a chi vuole accedere a supplenze (e guadagnare punteggi) sia alle scuole che possono così cercare di fare fronte all’emergenza. I dirigenti possono anche chiamare a svolgere incarichi di supplenza dei laureandi, il loro utilizzo è regolamentato per gli insegnanti delle elementari, ma viene di fatto esteso anche alle superiori. «Anche in Sardegna l’opportunità è stata sfruttata – conferma il presidente dell’associazione presidi, Massimo De Pau – e pure io ne ho un docente laureando. In generale ci sono sempre più difficoltà a trovare supplenti, specie alle superiori in matematica, fisica e informatica. In informatica pochi concorrono, e in pochi passano l’esame».

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