Gestiva le baby squillo: stroncato da una overdose
di Stefania Puorro
Eduard Mihai, 20 anni, è morto in un hotel a Firenze: era con la complice 18enne
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OLBIA. Un malore improvviso. Poi la morte. In un hotel di Firenze. La sua vita si sarebbe spezzata per un’overdose di cocaina, ma non c’è ancora la certezza.
Eduard Mihai, di origine romena, aveva 20 anni e viveva a Olbia. Poche ore prima che il suo cuore si fermasse era uscito dal carcere, insieme alla sua compagna diciottenne. Erano entrambi in cella dallo scorso mese di ottobre ed erano stati arrestati dalla sezione anticrimine del commissariato di Olbia per favoreggiamento, sfruttamento e induzione alla prostituzione anche nei confronti di minori. Oltre che di detenzione al fine di spaccio di sostanze stupefacenti. Accuse molto pesanti. Perché avevano organizzato un giro di squillo nel quale erano riusciti a trascinare anche due studentesse olbiesi di 17 anni. Appena gli investigatori olbiesi erano riusciti a raccogliere elementi e prove schiaccianti, era scattato l’arresto nel capoluogo toscano. Era lì che i due fidanzati, tre mesi fa, avevano organizzato un’altra serie di incontri con nuovi clienti.
I domiciliari. L’avvocato della coppia Eros Masuri (del foro di Cagliari), che adesso continuerà a difendere la ragazza, aveva chiesto per i suoi assistiti i domiciliari e gli erano stati concessi lunedì (17 gennaio). Quello stesso giorno i due ragazzi (così come stabilito nel provvedimento del giudice) dovevano raggiungere il rispettivo domicilio “a proprie spese e con i propri mezzi”. Avrebbero dovuto prendere la nave la stessa sera per sbarcare a Olbia il martedì mattina ma la coppia (anche questo è un particolare da confermare) avrebbe cambiato programma.
Sarebbero andati un po’ in giro e poi si sarebbero fermati in un albergo dove il giovane è morto poco dopo. La sua fidanzata - che ha immediatamente dato l’allarme - è stata sentita dalle forze dell’ordine fiorentine e il giorno successivo, nel rispetto del provvedimento del giudice, è tornata in Sardegna. Ma non si è fermata a Olbia: ha raggiunto la casa della sua famiglia, a Pozzomaggiore, dove ha la residenza e dove rimarrà ai domiciliari per continuare la custodia cautelare. L’avvocato Eros Masuri, in questa fase delicata, si limita a dire che «le cause della morte del giovane non sono state accertate e prima di avanzare ipotesi bisogna attendere i risultati dell’autopsia». Ma non si escluderebbe che sia avvenuta per una overdose di cocaina iniettata in vena. Su Facebook, in poco tempo, si è comunque diffusa la notizia della morte di Eduard Mihai. Poi il suo profilo è stato cancellato.
Le indagini. Le indagini erano scattate nell’aprile dello scorso anno ed erano partite da un annuncio su un sito di incontri piccanti. Un messaggio esplicito che era stato arricchito dalle foto hard della coppia finita poi in cella. Le richieste degli aspiranti clienti erano arrivate a raffica e così era cominciata sui social la ricerca di ragazzine minorenni da introdurre nell’”attività”. Con il passare del tempo, la squadra anticrimine guidata dal commissario Lino Collu e coordinata dal vice questore Fabio Scanu ha scoperto tutto sugli incontri a luci rosse. La giovane coppia pubblicava prima gli annunci su internet, poi fissava gli incontri con i clienti e li accoglieva soprattutto in diversi B&B della città all’insaputa dei titolari. A volte si faceva sesso in un appartamento, altre volte ancora il servizio veniva fornito a domicilio. Ma il titolare di un B&B si è insospettito e ha avvertito la polizia. Così è cominciata una delicata e lunga attività investigativa e a quel punto è stato accertato che negli incontri di sesso erano state coinvolte le minorenni e che gli stessi appuntamenti venivano fissati anche più volte al giorno (si è arrivati sino a dieci), o due-tre volte la settimana. Alle ragazzine andavano pochi spiccioli, il grosso dei soldi lo intascava la coppia che gestiva il giro. Un giro che si è allargato in diverse città della Sardegna ed è arrivato persino in altre zone d’Italia.
L’arresto. A ottobre Eduard Mihai e la sua fidanzata-complice sono stati arrestati dalla polizia di Olbia a Firenze su ordinanza di custodia cautelare del gip del tribunale di Cagliari Roberto Cau richiesta dal pm Gilberto Ganassi. Da quel momento sono sempre stati in carcere sino a quattro giorni fa, quando sono stati accordati loro i domiciliari. Poche ore dopo il giovane è morto.
Eduard Mihai, di origine romena, aveva 20 anni e viveva a Olbia. Poche ore prima che il suo cuore si fermasse era uscito dal carcere, insieme alla sua compagna diciottenne. Erano entrambi in cella dallo scorso mese di ottobre ed erano stati arrestati dalla sezione anticrimine del commissariato di Olbia per favoreggiamento, sfruttamento e induzione alla prostituzione anche nei confronti di minori. Oltre che di detenzione al fine di spaccio di sostanze stupefacenti. Accuse molto pesanti. Perché avevano organizzato un giro di squillo nel quale erano riusciti a trascinare anche due studentesse olbiesi di 17 anni. Appena gli investigatori olbiesi erano riusciti a raccogliere elementi e prove schiaccianti, era scattato l’arresto nel capoluogo toscano. Era lì che i due fidanzati, tre mesi fa, avevano organizzato un’altra serie di incontri con nuovi clienti.
I domiciliari. L’avvocato della coppia Eros Masuri (del foro di Cagliari), che adesso continuerà a difendere la ragazza, aveva chiesto per i suoi assistiti i domiciliari e gli erano stati concessi lunedì (17 gennaio). Quello stesso giorno i due ragazzi (così come stabilito nel provvedimento del giudice) dovevano raggiungere il rispettivo domicilio “a proprie spese e con i propri mezzi”. Avrebbero dovuto prendere la nave la stessa sera per sbarcare a Olbia il martedì mattina ma la coppia (anche questo è un particolare da confermare) avrebbe cambiato programma.
Sarebbero andati un po’ in giro e poi si sarebbero fermati in un albergo dove il giovane è morto poco dopo. La sua fidanzata - che ha immediatamente dato l’allarme - è stata sentita dalle forze dell’ordine fiorentine e il giorno successivo, nel rispetto del provvedimento del giudice, è tornata in Sardegna. Ma non si è fermata a Olbia: ha raggiunto la casa della sua famiglia, a Pozzomaggiore, dove ha la residenza e dove rimarrà ai domiciliari per continuare la custodia cautelare. L’avvocato Eros Masuri, in questa fase delicata, si limita a dire che «le cause della morte del giovane non sono state accertate e prima di avanzare ipotesi bisogna attendere i risultati dell’autopsia». Ma non si escluderebbe che sia avvenuta per una overdose di cocaina iniettata in vena. Su Facebook, in poco tempo, si è comunque diffusa la notizia della morte di Eduard Mihai. Poi il suo profilo è stato cancellato.
Le indagini. Le indagini erano scattate nell’aprile dello scorso anno ed erano partite da un annuncio su un sito di incontri piccanti. Un messaggio esplicito che era stato arricchito dalle foto hard della coppia finita poi in cella. Le richieste degli aspiranti clienti erano arrivate a raffica e così era cominciata sui social la ricerca di ragazzine minorenni da introdurre nell’”attività”. Con il passare del tempo, la squadra anticrimine guidata dal commissario Lino Collu e coordinata dal vice questore Fabio Scanu ha scoperto tutto sugli incontri a luci rosse. La giovane coppia pubblicava prima gli annunci su internet, poi fissava gli incontri con i clienti e li accoglieva soprattutto in diversi B&B della città all’insaputa dei titolari. A volte si faceva sesso in un appartamento, altre volte ancora il servizio veniva fornito a domicilio. Ma il titolare di un B&B si è insospettito e ha avvertito la polizia. Così è cominciata una delicata e lunga attività investigativa e a quel punto è stato accertato che negli incontri di sesso erano state coinvolte le minorenni e che gli stessi appuntamenti venivano fissati anche più volte al giorno (si è arrivati sino a dieci), o due-tre volte la settimana. Alle ragazzine andavano pochi spiccioli, il grosso dei soldi lo intascava la coppia che gestiva il giro. Un giro che si è allargato in diverse città della Sardegna ed è arrivato persino in altre zone d’Italia.
L’arresto. A ottobre Eduard Mihai e la sua fidanzata-complice sono stati arrestati dalla polizia di Olbia a Firenze su ordinanza di custodia cautelare del gip del tribunale di Cagliari Roberto Cau richiesta dal pm Gilberto Ganassi. Da quel momento sono sempre stati in carcere sino a quattro giorni fa, quando sono stati accordati loro i domiciliari. Poche ore dopo il giovane è morto.
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