Un ragazzo ribelle e la bellissima viennese

Alle radici dell’impresa la voglia di affrancarsi dall’azienda paterna e una grande storia d’amore

SASSARI. Giorgio Sisini veniva da una dinastia dell’aristocrazia terriera, con radici a Sorso e Sennori, possidenti capaci però di vedere lontano. Giorgio, nato a Sassari il 21 marzo 1901, è il primogenito su cui si basano le speranze del padre Francesco, ingegnere, commerciante di macchine agricole e industriali. Ma presto Giorgio interpreta il ruolo del giovane spensierato e dai larghi mezzi. Un dandy che gira per Cagliari a bordo di un trattore con un cameriere in livrea al fianco. Il padre tenta di “raddrizzarlo” mandandolo a lavorare come operaio nella Magneti-Marelli. Dopo questa esperienza, nel 1924 Giorgio si affretterà a laurearsi in ingegneria elettronica a Liegi e comincerà a lavorare nell’azienda paterna. Naturalmente la posizione di “spalla” gli sta stretta, e nel 1930 decide di trasferirsi a Milano, e qui che Giorgio incontra la bellissima ragazza viennese Idell Breitenfeld (Ida), che presto sposerà e che amerà per tutta la vita.

La disapprovazione del padre Francesco è totale e ne consegue l’immediata chiusura dei “rubinetti” dei finanziamenti. A questo punto Giorgio è un giovane che deve partire da zero, è in questa atmosfera da bohème che nasce l’idea di un giornale di enigmistica come quelli che hanno un enorme successo in Austria. Saranno le due stanze prese in affitto dalla giovane coppia nel 1932 a diventare la prima redazione del giornale. Fondamentale il finanziamento segreto che Giorgio riceve dalla sorella Gigina che, di nascosto dal padre, gli manda i soldi ricevuti per Natale. Ma questi non bastano. Per questo Giorgio decide di impegnare un prezioso portasigarette d’oro e vendere alcune delle proprietà in Sardegna e riuscire a realizzare il sogno. Il 23 gennaio del 1932 “La Settimana Enigmistica” arriva in edicola. È un avvenimento rivoluzionario e assolutamente inedito per l’editoria italiana e un successo che va oltre ogni aspettativa. Talmente copiato che le cause per gli “innumerevoli tentativi di imitazione” faranno scuola nella giurisprudenza. Una vittoria di idee e coraggio che non può non piacere al padre Francesco che riallaccia i rapporti con Giorgio e Ida senza nascondere l’orgoglio per la genialità dei due ragazzi. Durante gli ultimi anni del fascismo, Giorgio si farà coinvolgere in un progetto per la produzione di film a colori. Altre imprese nasceranno all’indomani della Liberazione, come l’Airone: la prima compagnia aerea italiana, nata in Sardegna. E Giorgio vi prenderà parte. La sua attività diverrà, col passare del tempo, sempre più ampia e i suoi interessi editoriali lo porteranno anche a dar vita a un’azienda cartaria, a un moderno stabilimento rotocalcografico e a una casa editrice.

Nella tempesta delle varie crisi economiche e sociali, a uscirne indenne sarà sempre La Settimana Enigmistica. Già nel 1929 la crisi industriale e il crollo delle borse si farà sentire fino in Sardegna, estendendosi dalle campagne all’industria. Una crisi che durerà diversi anni coinvolgendo anche l’azienda di Francesco Sisini. È la dimostrazione di come anche la “roccia” si possa trasformare in “sabbia”, come disse l’industriale. In quegli stessi anni, la nascita della “Settimana Enigmistica” dimostrò quanto le nuove idee siano l’unica salvezza quando un vecchio mondo scompare. Per saperne di più è indispensabile leggere: “Sisini, imprenditori di Sardegna” di Giuseppe Zichi (Edizioni Fiesta, 367 pagine, 28 euro). (p.cu.)

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