Capelli dovrà a pagare 80 mila euro
L’ex parlamentare condannato dalla Corte dei Conti per l’uso dei fondi regionali
2 MINUTI DI LETTURA
CAGLIARI. Dopo la condanna a due anni e quattro mesi incassata lo scorso 2 dicembre davanti al tribunale ordinario perché colpevole di peculato per l’uso improprio dei fondi destinati all’attività dei gruppi politici regionali, arriva per l’ex parlamentare e consigliere regionale nuorese Roberto Capelli anche la sanzione erariale: con una sentenza emessa lo scorso 13 gennaio la Corte del Conti gli ha imposto di versare a favore della Regione 80mila e 500 euro più gli interessi e la rivalutazione monetaria, una cifra elevata ma inferiore ai 129 mila euro contestati dalla Procura ordinaria. I giudici contabili - il presidente del collegio è Donata Cabras, il relatore Lucia D’Ambrosio - hanno infatti osservato che una parte della «colpa grave» accertata nel giudizio e di conseguenza del danno erariale va attribuita agli organi di controllo del consiglio regionale nel corso degli anni, mentre il 30 per cento della somma va scontato per il concorso di «altri soggetti non convenuti in giudizio». Un’altra quota della cifra spesa illegalmente (14.500 euro) per i giudici va detratta perché Capelli l’ha restituita alla Regione il 18 novembre 2021.
I fatti al centro del giudizio erariale risalgono alla tredicesima legislatura regionale (2004-2009) quando Capelli, che faceva parte del gruppo Udc, riceve 129 mila e 500 euro in assegni bancari. È denaro che l’onorevole nuorese ha speso ma non ha giustificato, malgrado la sua difesa sia stata categorica: nessuna uscita per scopi privati, ma solo per attività politica legata al gruppo di appartenenza. Una tesi, ancorata a riferimenti concreti (affitti, collaboratori, varie missioni, un televisore poi donato al Consiglio, una pagina dell’Unione Sarda) che non ha convinto i giudici penali e neppure quelli contabili: «Rimane incontestabilmente acclarato - scrive la Corte dei Conti nella sentenza - che Capelli non ha fornito alcun elemento concreto e dettagliato sull’effettiva riconducibilità delle spese sostenute e poi rimborsate alle esigenze funzionali del gruppo consiliare». Un compito, quello di giustificare le spese, che per i giudici spettava al consigliere, spese che avrebbero dovuto essere legate «alle funzioni istituzionali del gruppo», un legame necessario che non è stato dimostrato neppure nel giudizio erariale. Per questo, respinti i numerosi argomenti difensivi proposti nel giudizio dall’avvocato Giulio Steri, la Corte dei Conti ha condannato l’ex parlamentare nuorese a pagare 80 mila e 500 euro, con la facoltà di ricorrere in secondo grado. (m.l)
I fatti al centro del giudizio erariale risalgono alla tredicesima legislatura regionale (2004-2009) quando Capelli, che faceva parte del gruppo Udc, riceve 129 mila e 500 euro in assegni bancari. È denaro che l’onorevole nuorese ha speso ma non ha giustificato, malgrado la sua difesa sia stata categorica: nessuna uscita per scopi privati, ma solo per attività politica legata al gruppo di appartenenza. Una tesi, ancorata a riferimenti concreti (affitti, collaboratori, varie missioni, un televisore poi donato al Consiglio, una pagina dell’Unione Sarda) che non ha convinto i giudici penali e neppure quelli contabili: «Rimane incontestabilmente acclarato - scrive la Corte dei Conti nella sentenza - che Capelli non ha fornito alcun elemento concreto e dettagliato sull’effettiva riconducibilità delle spese sostenute e poi rimborsate alle esigenze funzionali del gruppo consiliare». Un compito, quello di giustificare le spese, che per i giudici spettava al consigliere, spese che avrebbero dovuto essere legate «alle funzioni istituzionali del gruppo», un legame necessario che non è stato dimostrato neppure nel giudizio erariale. Per questo, respinti i numerosi argomenti difensivi proposti nel giudizio dall’avvocato Giulio Steri, la Corte dei Conti ha condannato l’ex parlamentare nuorese a pagare 80 mila e 500 euro, con la facoltà di ricorrere in secondo grado. (m.l)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
