Infermieri e medici, denuncia contro gli insulti
di Luigi Soriga
La Procura chiamata a occuparsi di un post offensivo pubblicato sui social e poi rimosso
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SASSARI. Il Natale si avvicina e una infermiera aveva postato nel gruppo Facebook Segnala a Sassari una sua foto, tutta bardata, con in mano un foglio che diceva: «Fateci un regalo... Vaccinatevi!!! Noi siamo abbastanza stanchi. Buon Natale 2021».
Se durante la prima ondata i medici e gli infermieri erano chiamati eroi, da un anno a questa parte i sanitari sono nel mirino dei no vax, e accade spesso che la categoria venga denigrata e insultata pesantemente. La reazione a quel post sui social, fa capire cosa possa produrre l’ignoranza e la disinformazione. Una donna scrive questo: «Mi auguro che questa che ha fatto il post non sia una infermiera che lavori nel reparto degli infettivi di Sassari, perché posso dire che trattano i pazienti come cani, li accusano e li prendono a voci, li lasciano abbandonati in un letto senza campanello per poter chiamare, mettono il pannolone a tutti lasciati in un letto, arrivano dopo ore se tutto va bene, in più pazienti con altri problemi che fanno altre terapie per loro patologie non rispettano gli orari dei farmaci. Voi infermieri non siete dei santi, siete degli animali, e non è vero che non ce la fate più perché non fate un emerito c..., visto che non può controllarvi nessuno. Ma ve la farò pagare saporita, perché vi denuncio, diventerò il vostro incubo e persecuzione». I gestori del gruppo Segnala Sassari si dissociano immediatamente dal contenuto diffamatorio, e dopo un po’ il post viene rimosso. Ma lo leggono in molti, compresi i medici di malattie infettive, l’infermiera autrice delle raccomandazioni natalizie, e i vertici dell’Aou. La pagina viene screenshottata e il materiale viene inoltrato alla polizia postale. Lo stesso fa l’Ordine degli infermieri: «Non siamo disposti a tollerare in nessun modo insulti gratuiti e privi di fondamento alla categoria e alla professione», dice il presidente Gianluca Chelo. La settimana scorsa è stato presentato un esposto alla Procura della Repubblica. «Gli infermieri - spiega Chelo - da ormai due anni sono allo stremo delle forze ma non hanno mai smesso di fornire professionalità e tutela alla cittadinanza, spesso in condizioni assistenziali complicate. Ad esser stata pubblicamente denigrata è stata l’intera professione ed in particolare i colleghi che operano nel reparto infettivi Covid, uno dei luoghi maggiormente esposti alla delicata situazione. Non accettiamo più di stare in silenzio davanti a situazioni di questo tipo».
Ancora più violento l’attacco dei giorni scorsi rivolto al personale i Ostetricia e Ginecologia di Sassari, finiti in un tritacarne mediatico per la vicenda dell’aborto della ragazza non visitata al pronto soccorso. L’equipe non solo è stata insultata pesantemente e i medici definiti assassini, ma alcuni di loro hanno anche ricevuto minacce di morte.
Se durante la prima ondata i medici e gli infermieri erano chiamati eroi, da un anno a questa parte i sanitari sono nel mirino dei no vax, e accade spesso che la categoria venga denigrata e insultata pesantemente. La reazione a quel post sui social, fa capire cosa possa produrre l’ignoranza e la disinformazione. Una donna scrive questo: «Mi auguro che questa che ha fatto il post non sia una infermiera che lavori nel reparto degli infettivi di Sassari, perché posso dire che trattano i pazienti come cani, li accusano e li prendono a voci, li lasciano abbandonati in un letto senza campanello per poter chiamare, mettono il pannolone a tutti lasciati in un letto, arrivano dopo ore se tutto va bene, in più pazienti con altri problemi che fanno altre terapie per loro patologie non rispettano gli orari dei farmaci. Voi infermieri non siete dei santi, siete degli animali, e non è vero che non ce la fate più perché non fate un emerito c..., visto che non può controllarvi nessuno. Ma ve la farò pagare saporita, perché vi denuncio, diventerò il vostro incubo e persecuzione». I gestori del gruppo Segnala Sassari si dissociano immediatamente dal contenuto diffamatorio, e dopo un po’ il post viene rimosso. Ma lo leggono in molti, compresi i medici di malattie infettive, l’infermiera autrice delle raccomandazioni natalizie, e i vertici dell’Aou. La pagina viene screenshottata e il materiale viene inoltrato alla polizia postale. Lo stesso fa l’Ordine degli infermieri: «Non siamo disposti a tollerare in nessun modo insulti gratuiti e privi di fondamento alla categoria e alla professione», dice il presidente Gianluca Chelo. La settimana scorsa è stato presentato un esposto alla Procura della Repubblica. «Gli infermieri - spiega Chelo - da ormai due anni sono allo stremo delle forze ma non hanno mai smesso di fornire professionalità e tutela alla cittadinanza, spesso in condizioni assistenziali complicate. Ad esser stata pubblicamente denigrata è stata l’intera professione ed in particolare i colleghi che operano nel reparto infettivi Covid, uno dei luoghi maggiormente esposti alla delicata situazione. Non accettiamo più di stare in silenzio davanti a situazioni di questo tipo».
Ancora più violento l’attacco dei giorni scorsi rivolto al personale i Ostetricia e Ginecologia di Sassari, finiti in un tritacarne mediatico per la vicenda dell’aborto della ragazza non visitata al pronto soccorso. L’equipe non solo è stata insultata pesantemente e i medici definiti assassini, ma alcuni di loro hanno anche ricevuto minacce di morte.
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