La ripresa parte dai viaggi
di Antonello Palmas
Cna: l’isola prima per crescita nel settore, ma livelli precovid ancora lontani
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SASSARI. «Nei prossimi anni le destinazioni in grado di proporre un’immagine più sicura, sostenibile e innovativa potranno aumentare la propria competitività turistica. Ma per cogliere questa sfida bisogna ripensare i modelli di offerta turistica utilizzando l’enorme quantità di risorse pubbliche in arrivo». E l’opinione di Luigi Tomasi e Francesco Porcu, rispettivamente presidente e segretario regionale della Cna sarda, associazione che ha realizzato un report su uno dei settori chiave dell’economia isolana. Un rapporto in chiaroscuro, perché se da un parte emerge che i flussi turistici sono in ripresa dopo la fase delle chiusure per la pandemia, è anche vero che siamo ancora lontani dai livelli pre-Covid. Ma in un orizzonte post-crisi sanitaria l’attrattività della Sardegna come meta turistica potrebbe consolidarsi.
Considerando complessivamente i flussi nazionali ed internazionali, nel 2021 le strutture ricettive sarde hanno ospitato il 4,1% delle presenze turistiche complessive italiane, contro un valore che nel 2019 non andava oltre il 3,8%: il turismo si pone dunque come principale motore della ripresa dell’economia regionale, con prospettive di ulteriore crescita sia sul fronte del turismo domestico, sia su quello del turismo internazionale.
Nel dossier si scopre che nel 2021 la Sardegna è stata la regione italiana con la ripresa turistica maggiore. Tra gennaio e settembre 2021 nelle strutture ricettive sarde si sono registrate 9,6 milioni di presenze (il 62,8% in più rispetto al 2020): una crescita pari al triplo di quella registrata al livello nazionale (+22,3%). Si stima che il contributo del settore turistico ricettivo sia di 2,1 punti percentuali, più della metà della crescita del Pil sardo atteso nel 2021 (+4,1%). Il volume dei flussi resta però inferiore ai livelli del 2019 del -32,2%. Significa che vi sono ampi margini per un’ulteriore risalita.
Nei primi nove mesi del 2021 il turismo domestico ha contato 1,85 milioni di presenze in più rispetto al 2020 (+41,2% contro il +14,2% nazionale). Anche i flussi stranieri hanno contato 1,85 milioni di presenze in più (+131,8% contro il +40,3% nazionale), ma rispetto ai livelli precrisi è il turismo nazionale ad aver recuperato in maniera più decisa: se nel 2019 la Sardegna intercettava il 3,8% del totale nazionale delle presenze domestiche, nel 2021 questa quota è passata al 4,3%. Le presenze straniere, nonostante l’eccezionale incremento, restano ancora pari a circa la metà rispetto ai livelli precrisi: 3,3 milioni contro i 7 milioni dello stesso periodo 2019. Nel 2021 le strutture ricettive sarde hanno ospitato il 4,1% delle presenze complessive italiane (nel 2019 non andava oltre il 3,8%).
«Il comparto turistico rappresenta senz’altro uno dei settori strategici per la ripartenza dell’economia della Sardegna», dicono Tomasi e Porcu, che parlano di «una grande opportunità per l’isola, chiamata a promuovere il giusto mix di turismo sicuro, meno congestionato, salubre e sostenibile. Le opportunità sono tante e passano dalla necessità di ripensare i modelli di offerta turistica, soprattutto nel medio-breve termine, alla spinta verso innovazione, infrastrutture migliori e funzionali e digitalizzazione, alimentata dall’enorme quantità di risorse pubbliche in arrivo. È una sfida che la Sardegna dovrà affrontare partendo da una visione di lungo termine chiara, integrata (infrastrutture e servizi) e di sistema».
Nonostante nel biennio pandemico il comparto sia stato fortemente penalizzato dalle restrizioni necessarie a contenere la diffusione dell’epidemia, la Sardegna è comunque la regione italiana che ha avuto una ripresa migliore: le ultime rilevazioni Istat relative ai primi 9 mesi del 2021 evidenziano infatti una dinamica dei flussi turistici in forte risalita. Il persistere di difficoltà ed incertezze nel raggiungere le destinazioni internazionali più rinomate ha indotto quote crescenti di vacanzieri nostrani a preferire destinazioni nazionali e, tra tutte le regioni italiane, la Sardegna sembra aver riscosso particolare successo. Considerando che quasi sempre una esperienza positiva di soggiorno induce il turista ad approfondire la conoscenza del territorio, è ragionevole immaginare che ciò possa contribuire a consolidare dinamiche di crescita anche negli anni a venire. E per gli stranieri c’è da aspettarsi una consistente ripresa in rapporto al progressivo allentamento delle restrizioni imposte ai viaggi internazionali. Da tenere presente che la crescente sensibilità sui temi della sicurezza sanitaria potrebbe rappresentare un fattore chiave per consolidare la capacità attrattiva sarda.
Considerando complessivamente i flussi nazionali ed internazionali, nel 2021 le strutture ricettive sarde hanno ospitato il 4,1% delle presenze turistiche complessive italiane, contro un valore che nel 2019 non andava oltre il 3,8%: il turismo si pone dunque come principale motore della ripresa dell’economia regionale, con prospettive di ulteriore crescita sia sul fronte del turismo domestico, sia su quello del turismo internazionale.
Nel dossier si scopre che nel 2021 la Sardegna è stata la regione italiana con la ripresa turistica maggiore. Tra gennaio e settembre 2021 nelle strutture ricettive sarde si sono registrate 9,6 milioni di presenze (il 62,8% in più rispetto al 2020): una crescita pari al triplo di quella registrata al livello nazionale (+22,3%). Si stima che il contributo del settore turistico ricettivo sia di 2,1 punti percentuali, più della metà della crescita del Pil sardo atteso nel 2021 (+4,1%). Il volume dei flussi resta però inferiore ai livelli del 2019 del -32,2%. Significa che vi sono ampi margini per un’ulteriore risalita.
Nei primi nove mesi del 2021 il turismo domestico ha contato 1,85 milioni di presenze in più rispetto al 2020 (+41,2% contro il +14,2% nazionale). Anche i flussi stranieri hanno contato 1,85 milioni di presenze in più (+131,8% contro il +40,3% nazionale), ma rispetto ai livelli precrisi è il turismo nazionale ad aver recuperato in maniera più decisa: se nel 2019 la Sardegna intercettava il 3,8% del totale nazionale delle presenze domestiche, nel 2021 questa quota è passata al 4,3%. Le presenze straniere, nonostante l’eccezionale incremento, restano ancora pari a circa la metà rispetto ai livelli precrisi: 3,3 milioni contro i 7 milioni dello stesso periodo 2019. Nel 2021 le strutture ricettive sarde hanno ospitato il 4,1% delle presenze complessive italiane (nel 2019 non andava oltre il 3,8%).
«Il comparto turistico rappresenta senz’altro uno dei settori strategici per la ripartenza dell’economia della Sardegna», dicono Tomasi e Porcu, che parlano di «una grande opportunità per l’isola, chiamata a promuovere il giusto mix di turismo sicuro, meno congestionato, salubre e sostenibile. Le opportunità sono tante e passano dalla necessità di ripensare i modelli di offerta turistica, soprattutto nel medio-breve termine, alla spinta verso innovazione, infrastrutture migliori e funzionali e digitalizzazione, alimentata dall’enorme quantità di risorse pubbliche in arrivo. È una sfida che la Sardegna dovrà affrontare partendo da una visione di lungo termine chiara, integrata (infrastrutture e servizi) e di sistema».
Nonostante nel biennio pandemico il comparto sia stato fortemente penalizzato dalle restrizioni necessarie a contenere la diffusione dell’epidemia, la Sardegna è comunque la regione italiana che ha avuto una ripresa migliore: le ultime rilevazioni Istat relative ai primi 9 mesi del 2021 evidenziano infatti una dinamica dei flussi turistici in forte risalita. Il persistere di difficoltà ed incertezze nel raggiungere le destinazioni internazionali più rinomate ha indotto quote crescenti di vacanzieri nostrani a preferire destinazioni nazionali e, tra tutte le regioni italiane, la Sardegna sembra aver riscosso particolare successo. Considerando che quasi sempre una esperienza positiva di soggiorno induce il turista ad approfondire la conoscenza del territorio, è ragionevole immaginare che ciò possa contribuire a consolidare dinamiche di crescita anche negli anni a venire. E per gli stranieri c’è da aspettarsi una consistente ripresa in rapporto al progressivo allentamento delle restrizioni imposte ai viaggi internazionali. Da tenere presente che la crescente sensibilità sui temi della sicurezza sanitaria potrebbe rappresentare un fattore chiave per consolidare la capacità attrattiva sarda.
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