Un giallo che non fa male Ma casi e morti aumentano
Gli indici peggiorano e l’isola è stata declassata, ma senza conseguenze
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SASSARI. Tanto scontata quanto inifluente: la decisione di riclassificare la Sardegna come zona gialla è arrivata come da previsione nella giornata di ieri. Dopo quasi otto mesi in zona bianca, l’isola scivola a causa dell’aumento di contagi e ricoveri, ma i cittadini non si accorgeranno del cambiamento. Non ci sono, infatti, sostanziali differenze pratiche tra zona bianca e zona gialla e questo è infatti uno degli argomenti principali a sostegno della tesi di chi chiede una revisione del criterio dei colori per la classificazione dei livelli di rischio nelle varie Regioni. Per la Sardegna nel declassamento in zona gialla ha inciso l’impennata dei ricoveri nell’ultima settimana. L’occupazione dei posti letto in area medica da parte di pazienti Covid ha infatti superato la soglia di saturazione del 15% negli ultimi due giorni, come certifica il sito istituzionale dell’Agenas (16% il 19 gennaio e 17% ieri). Il limite del 10% dei posti letto Covid in terapia intensiva era già stato superato dal 6 dicembre e ora si attesa sul 15%, quindi ben oltre il limite di guardia fissato al 10 per cento. Anche l’incidenza dei casi è da tempo sopra i 50 per 100mila abitanti.
Il bollettino. Quella di ieri è stata una giornata tragica per la Sardegna nella lotta al Covid: ben otto persone hanno peso la battaglia con la malattia. Le nuove vittime sono un uomo di 84 anni residente nella provincia di Sassari; un 88enne della provincia di Nuoro; 4 uomini e un donna, di 63, 79, 81, 95 e 68 anni, tutti residenti nella provincia del Sud Sardegna; un donna di 82 anni della provincia di Oristano. Oltre ai lutti, la giornata di ieri ha fatto registrare anche 1.610 nuovi casi individuati grazie a 23.578 tamponi. Ciò significa che il tasso di positività sale dal 5,6 al 6,8 per cento. Invariato il numero dei pazienti ricoverati nei reparti di terapia intensiva, in tutto 30, aumenta invece di 4 quello in area medica per un totale di 269 posti letto occupati da positivi. Sono infine 22.161 (+276) le persone in isolamento domiciliare.
I vaccini. La campagna vaccinale nell’isola procede a buon ritmo. La somministrazione della dose booster ha superato quota 700 mila sul totale di quasi 3,3 milioni di inoculazioni. Solo nella giornata di giovedì, su 17.556 dosi somministrate in totale, le terze dosi sono state 14.184, a cui si aggiungono 1.689 prime somministrazioni e 1683 richiami. In crescita anche le somministrazioni pediatriche che hanno superato le 29 mila dosi, di cui 23 mila prime somministrazioni. Per quanto riguarda gli approvvigionamenti, nella giornata di ieri sono state 52 mila dosi, di cui 18 mila pediatriche, mentre sono attese entro la fine del mese ulteriori 125 mila dosi di cui 6 mila pediatriche.
La Regione. «Sulle vaccinazioni la Sardegna sta mantenendo un andamento che richiama i livelli più alti registrati tra la primavera e l’estate dello scorso anno - ha detto il presidente Christian Solinas -. Stiamo mettendo in campo ogni strumento a nostra disposizione per contrastare il virus e rafforzare la copertura vaccinale della popolazione è, oggi più che mai, fondamentale».
«La campagna procede bene - ha aggiunto l’assessore regionale della Sanità, Mario Nieddu -. I dati ci dicono che in questa nuova fase segnata dalla diffusione delle varianti, il picco non è ancora stato raggiunto. La vaccinazione è importante: circa due terzi dei ricoveri è imputabile a persone non vaccinate. Nessun ricovero per Covid su cittadini che hanno ricevuto la dose booster, gli unici positivi rilevati negli ospedali sono asintomatici ricoverati per altre patologie».
Truzzu critico. Dura la presa di posizione del sindaco Truzzu sulle regole introdotte da Governo e Regioni: «Sono bersagliato da mail e messaggi di persone che chiedono lumi su come comportarsi, le regole sono cervellotiche e la vita di famiglie, scuole, uffici e imprese complicatissima. L’impatto del virus è nettamente cambiato, lo dicono i dati e gli esperti», dice il sindaco del capoluogo.
«I numeri in nostro possesso sono chiari - aggiunge Truzzu - nell’ondata estiva la percentuale dei ricoveri sui positivi era al 5%, oggi siamo all’uno per cento. Dobbiamo utilizzare criteri differenti perché la vita deve andare avanti. Le regole oggi presenti erano utili per affrontare l’impatto della variante Delta, ma - conclude il sindaco - sono impossibili e inutili per affrontare Omicron».
Una legge per l’artigianato. Un provvedimento quadro per disciplinare l’attività delle imprese dell’artigianato artistico che durante il periodo pandemico non hanno ricevuto alcun sostegno economico è stata sollecitata da tutte le forze di minoranza. La proposta di legge è stata depositata in Consiglio regionale e illustrata dal primo firmatario Francesco Agus (Progressisti). Le opposizioni sostengono la necessità di istituire un albo delle imprese dell’artigianato artistico, tipico e tradizionale, di politiche di incentivazione per favorire l’emersione del sommerso attraverso contributi previdenziali a chi è in regola. Per l’attuazione del provvedimento sono previsti dieci milioni per il 2022.
Il bollettino. Quella di ieri è stata una giornata tragica per la Sardegna nella lotta al Covid: ben otto persone hanno peso la battaglia con la malattia. Le nuove vittime sono un uomo di 84 anni residente nella provincia di Sassari; un 88enne della provincia di Nuoro; 4 uomini e un donna, di 63, 79, 81, 95 e 68 anni, tutti residenti nella provincia del Sud Sardegna; un donna di 82 anni della provincia di Oristano. Oltre ai lutti, la giornata di ieri ha fatto registrare anche 1.610 nuovi casi individuati grazie a 23.578 tamponi. Ciò significa che il tasso di positività sale dal 5,6 al 6,8 per cento. Invariato il numero dei pazienti ricoverati nei reparti di terapia intensiva, in tutto 30, aumenta invece di 4 quello in area medica per un totale di 269 posti letto occupati da positivi. Sono infine 22.161 (+276) le persone in isolamento domiciliare.
I vaccini. La campagna vaccinale nell’isola procede a buon ritmo. La somministrazione della dose booster ha superato quota 700 mila sul totale di quasi 3,3 milioni di inoculazioni. Solo nella giornata di giovedì, su 17.556 dosi somministrate in totale, le terze dosi sono state 14.184, a cui si aggiungono 1.689 prime somministrazioni e 1683 richiami. In crescita anche le somministrazioni pediatriche che hanno superato le 29 mila dosi, di cui 23 mila prime somministrazioni. Per quanto riguarda gli approvvigionamenti, nella giornata di ieri sono state 52 mila dosi, di cui 18 mila pediatriche, mentre sono attese entro la fine del mese ulteriori 125 mila dosi di cui 6 mila pediatriche.
La Regione. «Sulle vaccinazioni la Sardegna sta mantenendo un andamento che richiama i livelli più alti registrati tra la primavera e l’estate dello scorso anno - ha detto il presidente Christian Solinas -. Stiamo mettendo in campo ogni strumento a nostra disposizione per contrastare il virus e rafforzare la copertura vaccinale della popolazione è, oggi più che mai, fondamentale».
«La campagna procede bene - ha aggiunto l’assessore regionale della Sanità, Mario Nieddu -. I dati ci dicono che in questa nuova fase segnata dalla diffusione delle varianti, il picco non è ancora stato raggiunto. La vaccinazione è importante: circa due terzi dei ricoveri è imputabile a persone non vaccinate. Nessun ricovero per Covid su cittadini che hanno ricevuto la dose booster, gli unici positivi rilevati negli ospedali sono asintomatici ricoverati per altre patologie».
Truzzu critico. Dura la presa di posizione del sindaco Truzzu sulle regole introdotte da Governo e Regioni: «Sono bersagliato da mail e messaggi di persone che chiedono lumi su come comportarsi, le regole sono cervellotiche e la vita di famiglie, scuole, uffici e imprese complicatissima. L’impatto del virus è nettamente cambiato, lo dicono i dati e gli esperti», dice il sindaco del capoluogo.
«I numeri in nostro possesso sono chiari - aggiunge Truzzu - nell’ondata estiva la percentuale dei ricoveri sui positivi era al 5%, oggi siamo all’uno per cento. Dobbiamo utilizzare criteri differenti perché la vita deve andare avanti. Le regole oggi presenti erano utili per affrontare l’impatto della variante Delta, ma - conclude il sindaco - sono impossibili e inutili per affrontare Omicron».
Una legge per l’artigianato. Un provvedimento quadro per disciplinare l’attività delle imprese dell’artigianato artistico che durante il periodo pandemico non hanno ricevuto alcun sostegno economico è stata sollecitata da tutte le forze di minoranza. La proposta di legge è stata depositata in Consiglio regionale e illustrata dal primo firmatario Francesco Agus (Progressisti). Le opposizioni sostengono la necessità di istituire un albo delle imprese dell’artigianato artistico, tipico e tradizionale, di politiche di incentivazione per favorire l’emersione del sommerso attraverso contributi previdenziali a chi è in regola. Per l’attuazione del provvedimento sono previsti dieci milioni per il 2022.
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