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Forse arma modificata per non ricaricare

Forse arma modificata per non ricaricare

Utilizzati uno o due fucili da caccia calibro 12 automatici e cartucce a pallettoni

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OLIENA. Cominciano a esserci le prime certezze sull’omicidio di Tonino Corrias, l’allevatore 59enne ucciso giovedì mattina, a pochi passi da casa, nel centro di Oliena. La prima è relativa all’arma (o alle armi) utilizzata dall’assassino. Chi ha premuto il grilletto aveva un mano un fucile calibro 12. Si tratta di un’arma tra le più diffuse in commercio, utilizzata sia per la caccia alla piccola selvaggina sia per le battute al cinghiale. Il calibro è riferito al diametro interno della canna, che può essere lisca o rigata e variare (anche se di poco) di lunghezza. Un fucile calibro 12 può essere caricato con diversi tipi di cartucce a secondo dell’uso: a pallini, a pallettoni o, in qualche caso, a una sola palla.

Gli assassini di Tonino Corrias hanno utilizzato un’arma probabilmente modificata per poter sparare in successione fino a otto colpi senza dover ricaricare. Hanno utilizzato cartucce a pallettoni per avere la certezza di non sbagliare bersaglio e hanno scelto di colpire la loro vittima in un giorno di caccia in modo da potersi muovere senza destare troppi sospetti, anche se armati, nel pieno centro di Oliena. Una scelta che sembra confermare che nulla è stato lasciato al caso: nè il giorno, nè l’ora, nè il luogo dell’agguato. Corrias sapeva di essere nel mirino dei killer ma in paese si sentiva sicuro. Ed è entrato in macchina senza rendersi conto che i suoi assassini erano appostati a pochi metri ed erano pronti ad entrare in azione.

Chi ha colpito l’allevatore ha anche pensato alla via di fuga. Gli inquirenti stanno visionando le immagini riprese da diverse telecamere sistemate nella zona (tra le altre quelle del Comune, distante poche decine di metri da casa Corrias) ma dare un nome ai due fuggiaschi non sarà facile.

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