Madri, figli e fratelli spariti: la ricerca si fa sui social

Una pagina Facebook aiuta a ritrovare i propri cari, tante storie dall’isola

SASSARI. Bambini adottati che cercano la loro madre naturale e i loro fratelli. Gemelli separati alla nascita, qualcuno dato per morto e invece consegnato a un’altra famiglia. Fratellastri e sorellastre, mai riconosciuti dai genitori e spuntati per caso grazie a una fotografia ingiallita. Ancora: cugini e zii, amici d’infanzia, tate, madrine e padrini, ma anche persone conosciute per caso in circostanze particolari e di cui negli anni è rimasto un dolce ricordo e la voglia di riabbracciarle. È un condensato di speranza, amore e nostalgia la pagina Facebook “Ti Cerco, appelli di persone che cercano le loro origini e i propri cari”, un contenitore di storie, spesso molto dolorose, che cercano un lieto fine. Come l’abbraccio tra un padre e un figlio, separati all’improvviso e che grazie al tam tam sui social, alla condivisione degli appelli riescono a ritrovarsi.

Questo concentrato di umanità solidale nato nel 2016 per volontà di tre amiche, una delle quali sarde, vanta oggi più di 263mila follower: persone che fanno a gara per aiutarsi a vicenda, tirando fuori indizi, ricordi, foto in bianco e nero, nomi ed eventi indispensabili per rimettere insieme i pezzi di puzzle intricati. “In quella strada abitava tizio”, “a quell’indirizzo c’era un negozio di alimentari”, “la signora che cerchi aveva una sorella, si chiamava Maria” , in una catena di informazioni preziose per chiudere il cerchio e centrare l’obiettivo. Tra i tantissimi appelli, molti arrivano o partono dalla Sardegna: sopra alcuni compare la parola “chiuso” e significa che il lieto fine agognato è arrivato, molti di più invece quelli ancora aperti. Vuol dire che bisogna cercare, scavare, per riuscire a riannodare i fili di storie spezzate e regalare gioia a chi aspetta con il cuore in gola.


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