Evangelista, Marino e Scanu dall’addio al M5s ai nuovi gruppi
Hanno tutti preso direzioni diverse, ma il punto di partenza era lo stesso
ROMA. Hanno tutti preso direzioni diverse, ma il punto di partenza era lo stesso. Nelle ultime settimane sono tre i parlamentari sardi che hanno lasciato il Movimento 5 stelle. Tre che vanno ad aggiungersi a una lunga lista di defezioni: basta pensare che dei 16 iniziali oggi il Movimento conta appena 6 parlamentari sardi. E il loro debutto nei nuovi gruppi è avvenuto in concomitanza con uno dei momenti più importanti della vita parlamentare: l’elezione del presidente della Repubblica. Elvira Lucia Evangelista, avvocata nuorese, è fresca di approdo in Italia viva. Un passaggio, dai 5 stelle a Renzi, che ha suscitato non poche critiche nel Movimento. «Sono molto emozionata, sento molto la responsabilità di partecipare come grande elettore – dice la senatrice –. E sono contenta di essere dentro un gruppo. L’idea di andare da sola non mi piaceva. Proprio questo mi ha indotto a scegliere Italia viva. Quando sono uscita dai 5 stelle non ho mai fatto mistero che sarei andata in un altro partito. Mi ero data un perimetro, che è quello del centrosinistra. E ho scelto Italia viva, un gruppo in cui mi sto trovando benissimo. Renzi ci coinvolge a 360 gradi. Facciamo riunioni e incontri in cui parliamo tanto in cui ognuno può contribuire con suggerimenti».
Chi invece, per ora, non si è accasato con nessuno è Nardo Marino, giornalista olbiese, che ha lasciato i 5 stelle qualche giorno fa dopo la notizia dell’inchiesta in cui Beppe Grillo è indagato dalla procura di Milano per traffico di influenze illecite insieme a Vincenzo Onorato. «Sono sereno e abbastanza sollevato – racconta il deputato, nel cortile di Montecitorio –. Sono sempre più convinto di avere fatto la scelta giusta e mi fa piacere che molti colleghi con cui mi sono confrontato hanno capito». Sul presidente non si è allineato alla scheda bianca, ma «non dico il nome, il voto è segreto. Al di là di questo, esserci è una grande soddisfazione, lo sognavo da quando sono stato eletto». Sulle trattative tra i partiti si dice possibilista. «Giusto che trattino, io poi valuterò le carte in tavola».
Il suo addio ai 5 stelle risale alla fine del 2021, mentre l’arrivo di Lucia Scanu, deputata oristanese, in Coraggio Italia, la formazione di Toti e Brugnaro, risale a pochi giorni fa. «Nel M5s sono successe cose che sono sotto gli occhi di tutti, non si poteva più andare avanti. In Coraggio Italia – racconta – ho trovato quei valori che erano del primo Movimento, ovvero andare incontro alle esigenze dei cittadini». E anche sull’elezione del presidente Scanu sembra avere le idee chiare. «Ben venga cercare una intesa più ampia possibile, ma non baserei il voto sulla necessità di preservare l’azione di governo. È vero che l’Italia dovrà sapere usare i fondi del Pnrr, ma visto che il presidente resta in carica sette anni non possiamo basare la sua elezione solo su aspetti a breve termine. Io spero si trovi una personalità di spicco, con una grande rigidità morale e un forte senso di unità. Dovrà essere un presidente di tutti».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
