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Evangelista, Marino e Scanu dall’addio al M5s ai nuovi gruppi

Alessandro Pirina
Evangelista, Marino e Scanu dall’addio al M5s ai nuovi gruppi

Hanno tutti preso direzioni diverse, ma il punto di partenza era lo stesso

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ROMA. Hanno tutti preso direzioni diverse, ma il punto di partenza era lo stesso. Nelle ultime settimane sono tre i parlamentari sardi che hanno lasciato il Movimento 5 stelle. Tre che vanno ad aggiungersi a una lunga lista di defezioni: basta pensare che dei 16 iniziali oggi il Movimento conta appena 6 parlamentari sardi. E il loro debutto nei nuovi gruppi è avvenuto in concomitanza con uno dei momenti più importanti della vita parlamentare: l’elezione del presidente della Repubblica. Elvira Lucia Evangelista, avvocata nuorese, è fresca di approdo in Italia viva. Un passaggio, dai 5 stelle a Renzi, che ha suscitato non poche critiche nel Movimento. «Sono molto emozionata, sento molto la responsabilità di partecipare come grande elettore – dice la senatrice –. E sono contenta di essere dentro un gruppo. L’idea di andare da sola non mi piaceva. Proprio questo mi ha indotto a scegliere Italia viva. Quando sono uscita dai 5 stelle non ho mai fatto mistero che sarei andata in un altro partito. Mi ero data un perimetro, che è quello del centrosinistra. E ho scelto Italia viva, un gruppo in cui mi sto trovando benissimo. Renzi ci coinvolge a 360 gradi. Facciamo riunioni e incontri in cui parliamo tanto in cui ognuno può contribuire con suggerimenti».

Chi invece, per ora, non si è accasato con nessuno è Nardo Marino, giornalista olbiese, che ha lasciato i 5 stelle qualche giorno fa dopo la notizia dell’inchiesta in cui Beppe Grillo è indagato dalla procura di Milano per traffico di influenze illecite insieme a Vincenzo Onorato. «Sono sereno e abbastanza sollevato – racconta il deputato, nel cortile di Montecitorio –. Sono sempre più convinto di avere fatto la scelta giusta e mi fa piacere che molti colleghi con cui mi sono confrontato hanno capito». Sul presidente non si è allineato alla scheda bianca, ma «non dico il nome, il voto è segreto. Al di là di questo, esserci è una grande soddisfazione, lo sognavo da quando sono stato eletto». Sulle trattative tra i partiti si dice possibilista. «Giusto che trattino, io poi valuterò le carte in tavola».

Il suo addio ai 5 stelle risale alla fine del 2021, mentre l’arrivo di Lucia Scanu, deputata oristanese, in Coraggio Italia, la formazione di Toti e Brugnaro, risale a pochi giorni fa. «Nel M5s sono successe cose che sono sotto gli occhi di tutti, non si poteva più andare avanti. In Coraggio Italia – racconta – ho trovato quei valori che erano del primo Movimento, ovvero andare incontro alle esigenze dei cittadini». E anche sull’elezione del presidente Scanu sembra avere le idee chiare. «Ben venga cercare una intesa più ampia possibile, ma non baserei il voto sulla necessità di preservare l’azione di governo. È vero che l’Italia dovrà sapere usare i fondi del Pnrr, ma visto che il presidente resta in carica sette anni non possiamo basare la sua elezione solo su aspetti a breve termine. Io spero si trovi una personalità di spicco, con una grande rigidità morale e un forte senso di unità. Dovrà essere un presidente di tutti».
 

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