La Nuova Sardegna

Hascisc e coca dalla Spagna Dodici arresti nell’isola

di Luciano Onnis
Hascisc e coca dalla Spagna Dodici arresti nell’isola

Smantellata un’organizzazione internazionale che aveva il cervello in Piemonte Stupefacenti nascosti in camion cisterna per il vino e nei contrappesi di una gru

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CAGLIARI. La droga, tanta e di varie tipologie, arrivava in Piemonte e poi in Sardegna proveniente dalla Spagna, nascosta nella cisterna di camion adibiti al trasporto del vino oppure nel contrappeso in cemento armato di una gru destinata a un inesistente cantiere nell’isola. Ieri mattina all’alba, i carabinieri hanno chiuso il cerchio delle indagini con 19 provvedimenti cautelari in carcere: sedici (otto in Sardegna, di cui sette a Cagliari e uno a Oristano e sette in Piemonte), indagati per associazione per delinquere finalizzato al traffico di sostanze stupefacenti; gli altri quattro arresti sono avvenuti durante le perquisizioni di ieri mattina a Cagliari nella flagranza di reato per detenzione ai fini di spaccio.

In Sardegna arrivavano a cadenza bimestrale, in un modo o nell’altro, circa 800 chili di stupefacente, prevalentemente hascisc, cocaina ed eroina. Un commercio ultramilionario che andava avanti dal 2016 e che è stato definitivamente individuato e smantellato. Ci sono voluti cinque anni di indagini da parte dei carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale di Cagliari per venire a capo del complesso traffico di droga gestito da una organizzazione criminale che si era specializzata nel far viaggiare e vendere ingenti quantitativi di stupefacente tra Spagna, Piemonte e Sardegna, con ramificazioni in Lombardia, Lazio e Abruzzo. I carabinieri del nucleo investigativo del capoluogo sardo – come spiegato dal colonnello Cesario Totaro, dal tenente colonnello Michele Tamponi e dal maggiore Nicola Pilia – hanno cominciato a interessarsi di questo traffico partendo da una segnalazione arrivata dall’aeroporto di Bogotà, in Colombia, dove erano stati eseguiti alcuni arresti per droga; fra i fermati un cagliaritano, risultato poi solo assuntore. Ma tanto è bastato agli investigatori per andare a mettere il naso su quello che sembrava fin da subito poter avere risvolti interessanti. È partita così l’operazione “El Dorado” che ha portato infine agli arresti di ieri.

L’organizzazione – è stato precisato – aveva i vertici nel capoluogo piemontese dove operavano tre broker che importavano la droga dalla Spagna: 8 quintali ogni due mesi, che viaggiava poi con gli stessi mezzi alla volta della Sardegna. Destinatari Pier Paolo Serci (34 anni, quartiere Sant’Elia, vecchia conoscenza delle forze di polizia), Fabrizio Serra (51, di Quartu) e Alberto Partolino (38, Pirri). I tre poi si avvalevano di pusher (qualcuno anche minorenne) per la vendita al dettaglio. Ieri mattina sono stati arrestati anche cinque spacciatori.

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