La “prima” dei sardi tra selfie e strategie
di Alessandro Pirina
In 27 votano in aula, Cappellacci positivo costretto al drive in
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INVIATO A ROMA. Dal punto di vista politico il pathos è ai minimi termini. Già dal giorno prima sanno che non dovranno neanche prendere in mano la matita per scrivere il nome. Da destra a sinistra, passando per renziani e 5 stelle, quasi tutti sono per le scheda bianca, anche se in sottofondo da destra a sinistra, passando per renziani e 5 stelle, si sussurra che giovedì il premier Mario Draghi potrebbe traslocare da Palazzo Chigi al Quirinale. Ma per quanto l’esito del primo scrutinio sia scontato già prima che inizi, per i grandi elettori la giornata è di quelle da raccontare, di quelle che capitano una volta nella vita, ancora di più per un Parlamento che fra un anno perderà 230 deputati e 115 senatori. E dunque per tutti i grandi elettori è «una enorme responsabilità, un onore essere qui, un privilegio partecipare all’elezione del presidente della Repubblica». Alle 14 il Transatlantico inizia a popolarsi. I primi a votare sono i senatori a vita. Liliana Segre è la più coccolata, anche i parlamentari voglio una foto ricordo con lei. E poi Renzo Piano, Elena Cattaneo, Mario Monti. Parte poi la chiama dei senatori. Il primo dei sardi è Giuseppe Luigi Cucca, Italia viva, vicinissimo al leader Matteo Renzi. Non si sbilancia, ma è convinto che entro 48 ore la situazione potrebbe sbloccarsi. Cucca vota tra i primi, ma resterà tutta la sera a Montecitorio, un continuo confronto con colleghi di centrosinistra e centrodestra. Della truppa sarda poi tocca a Carlo Doria, Psd’Az. «Bene la scheda bianca – dice –. Questo è un momento in cui bisogna capire come si comportano le forze in campo. Come all’inizio di una partita bisogna studiare le strategie». Con lui c’è Emilio Floris, senatore di Forza Italia, alla terza esperienza da grande elettore. «Ma è sempre una grande emozione – sottolinea – Ogni elezione ha una storia a sé, soprattutto quando c’è una difficoltà a individuare un candidato. E comunque – aggiunge – mi dispiace che non sia passato Berlusconi». Poco distante ecco Ettore Licheri, ex capogruppo del M5s. Si fa un selfie di gruppo sotto lo sguardo divertito di Paola Taverna, poi va a votare. «Credo che il nome uscirà alla terza per poi arrivare alla quinta votazione. E lo dico io che sono pessimista». Tutti i big senatori sono arrivati a Montecitorio: Bonino, Renzi, Salvini. C’è anche Bossi. Tra i sardi è il turno di Gianni Marilotti, ex M5s, ora Pd. «La scheda bianca è la scelta migliore per evitare di mandare qualsiasi nome allo sbaraglio. Bisogna raggiungere l’obiettivo di una elezione con la massima condivisione. È un momento difficile, è come se fossimo alle porte di una guerra».
Dopo i senatori tocca ai deputati. A uno a uno rispondono alla chiamata di Fico e Casellati. Arrivano tutti i big. Alcuni votano e scappano: vedi Letta, Franceschini, Meloni, Salvini. Altri si trattengono: Renzi, Di Maio, Giorgetti, Lotti. Dei sardi manca solo Ugo Cappellacci. Il deputato di Forza Italia ha il Covid e voterà nel drive in trasportato su un mezzo sanitario. Il primo è Luciano Cadeddu, M5s. È emozionato. «So che ci saranno altri scrutini, ma la prima è la prima». Cadeddu, il deputato-pastore voluto da Di Maio, è uno dei pochi superstiti dei 5 stelle. «Eravamo in 16 e siamo rimasti in 6. Credo che a tutti sia passato per la testa di lasciare, per un motivo o per un altro. Io però sono rimasto». Ma questa volta non segue le indicazioni e non vota scheda bianca. «Ho scelto uno che stimo». Ma nomi non ne fa. Gli si avvicina Mara Lapia, ex M5s, oggi capogruppo del Centro democratico. Ridono, scherzano, si abbracciano. Dopo i deputati tocca ai delegati regionali. Gianfranco Ganau, capogruppo del Pd, arriva in anticipo. Si intrattiene con Pietro Pittalis, deputato di Forza Italia. Ganau era già stato grande elettore 7 anni fa da presidente del Consiglio regionale. «Ma c’era tutt’altra atmosfera», dice riferendosi alle modalità di voto in epoca Covid. Il governatore Christian Solinas si presenta all’imbrunire insieme al presidente del Consiglio, Michele Pais. «Si avverte per intero la responsabilità di esprimere un voto importante in nome dei cittadini sardi – dice Solinas –. Il presidente della Repubblica è il più importante presidio democratico». Anche lui voterà scheda bianca. E oggi alle 15 tutti si preparano a recitare lo stesso copione di ieri.
Dopo i senatori tocca ai deputati. A uno a uno rispondono alla chiamata di Fico e Casellati. Arrivano tutti i big. Alcuni votano e scappano: vedi Letta, Franceschini, Meloni, Salvini. Altri si trattengono: Renzi, Di Maio, Giorgetti, Lotti. Dei sardi manca solo Ugo Cappellacci. Il deputato di Forza Italia ha il Covid e voterà nel drive in trasportato su un mezzo sanitario. Il primo è Luciano Cadeddu, M5s. È emozionato. «So che ci saranno altri scrutini, ma la prima è la prima». Cadeddu, il deputato-pastore voluto da Di Maio, è uno dei pochi superstiti dei 5 stelle. «Eravamo in 16 e siamo rimasti in 6. Credo che a tutti sia passato per la testa di lasciare, per un motivo o per un altro. Io però sono rimasto». Ma questa volta non segue le indicazioni e non vota scheda bianca. «Ho scelto uno che stimo». Ma nomi non ne fa. Gli si avvicina Mara Lapia, ex M5s, oggi capogruppo del Centro democratico. Ridono, scherzano, si abbracciano. Dopo i deputati tocca ai delegati regionali. Gianfranco Ganau, capogruppo del Pd, arriva in anticipo. Si intrattiene con Pietro Pittalis, deputato di Forza Italia. Ganau era già stato grande elettore 7 anni fa da presidente del Consiglio regionale. «Ma c’era tutt’altra atmosfera», dice riferendosi alle modalità di voto in epoca Covid. Il governatore Christian Solinas si presenta all’imbrunire insieme al presidente del Consiglio, Michele Pais. «Si avverte per intero la responsabilità di esprimere un voto importante in nome dei cittadini sardi – dice Solinas –. Il presidente della Repubblica è il più importante presidio democratico». Anche lui voterà scheda bianca. E oggi alle 15 tutti si preparano a recitare lo stesso copione di ieri.
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