i conflitti stato-regione: 20 volte con pigliaru
Per ora 13 leggi impugnate Con Cappellacci furono 26
CAGLIARI. Leale collaborazione sempre, ma quando non c’è – secondo il Governo – qualunque legge regionale va impugnata per presunta incostituzionalità. Anche la Manovra di bilancio, o Omnibus che dir...
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CAGLIARI. Leale collaborazione sempre, ma quando non c’è – secondo il Governo – qualunque legge regionale va impugnata per presunta incostituzionalità. Anche la Manovra di bilancio, o Omnibus che dir si voglia, è stata bocciata da Palazzo Chigi per questo motivo. Per la tredicesima volta, nella XVI legislatura, il ministero per gli Affari regionali ha ritenuto che «ci sia stato un eccesso di competenze», o meglio che «siano stati superati i confini previsti dalla Costituzione nei rapporti fra gli organi dello Stato», e quindi nei fatti «la Regione abbia travalicato i principi di ragionevolezza e imparzialità delle amministrazioni pubbliche».
Il riepilogo. L’Omnibus è la tredicesima legge impugnata fra le 83 approvate dall’inizio della legislatura, cominciata nel 2019. Le prime due mette in discussione sono state altrettante variazioni di bilancio, con all’interno e diversi interventi sul sistema sanitario prima della riforma del 2020. È nel secondo di questi ricorsi che la Regione ha strappato per ora l’ unica vittoria contro il Governo, con la decisione della Consulta di dichiarare inammissibile la richiesta di abrogare un finanziamento a favore delle associazioni impegnate nell’emergenza-urgenza. Da quel momento in poi, è uscita sempre malconcia dal confronto con i ministeri. Sull’urbanistica, ad esempio, ha perso la battaglia sull’«Interpretazione autentica del Piano paesaggistico», ed è in attesa che i giudici si pronuncino sull’ultimo Piano casa, tra l’altro in parte già bocciato per l’ennesima proroga fino al 2023. La tutela del paesaggio, come ormai s’è capito, è diventato il vero terreno di scontro fra la Sardegna e i governi Conte 1, Conte 2 e Draghi. Su questo tema la Consulta ha ribadito sempre lo stesso concetto: «Con decisioni unilaterali, la Regione è ripetutamente venuta meno al principio della leale collaborazione». Anche se, in un’occasione, è stata invece la Regione a ricorrere dopo il no delle Soprintendenze al via libera ai progetti edilizi presentati secondo il Piano casa. Poi sono arrivate le condanne per le concessioni demaniali allungate oltre l’estate e lo smaltimento delle alghe. Non è andata meglio nell’organizzazione del personale, due sentenze sfavorevoli, e sulla sanità, con il secco no alla nomina di commissari non iscritti all’albo dei manager. È, invece, ancora in attesa di giudizio il ricorso contro le resuscitate Province regionali,.
Recente passato. Anche nelle precedenti legislature Palazzo Chigi, qualunque fosse la maggioranza, è stato intransigente con la Regione. La giunta Cappellacci (2009-2014, centrodestra) è stata chiamata in causa 26 volte, con ancora l’urbanistica fra i primi motivi dei vari ricorsi. La giunta Pigliaru (2014-2019, centrosinistra) ha dovuto difendersi in 20 occasioni e in particolare sui trasferimenti finanziari dallo Stato alla Regione. Caso poi chiuso, nel 2019 e l’anno scorso, con il doppio accordo sulle entrate firmato dalla giunta Solinas. (ua)
Il riepilogo. L’Omnibus è la tredicesima legge impugnata fra le 83 approvate dall’inizio della legislatura, cominciata nel 2019. Le prime due mette in discussione sono state altrettante variazioni di bilancio, con all’interno e diversi interventi sul sistema sanitario prima della riforma del 2020. È nel secondo di questi ricorsi che la Regione ha strappato per ora l’ unica vittoria contro il Governo, con la decisione della Consulta di dichiarare inammissibile la richiesta di abrogare un finanziamento a favore delle associazioni impegnate nell’emergenza-urgenza. Da quel momento in poi, è uscita sempre malconcia dal confronto con i ministeri. Sull’urbanistica, ad esempio, ha perso la battaglia sull’«Interpretazione autentica del Piano paesaggistico», ed è in attesa che i giudici si pronuncino sull’ultimo Piano casa, tra l’altro in parte già bocciato per l’ennesima proroga fino al 2023. La tutela del paesaggio, come ormai s’è capito, è diventato il vero terreno di scontro fra la Sardegna e i governi Conte 1, Conte 2 e Draghi. Su questo tema la Consulta ha ribadito sempre lo stesso concetto: «Con decisioni unilaterali, la Regione è ripetutamente venuta meno al principio della leale collaborazione». Anche se, in un’occasione, è stata invece la Regione a ricorrere dopo il no delle Soprintendenze al via libera ai progetti edilizi presentati secondo il Piano casa. Poi sono arrivate le condanne per le concessioni demaniali allungate oltre l’estate e lo smaltimento delle alghe. Non è andata meglio nell’organizzazione del personale, due sentenze sfavorevoli, e sulla sanità, con il secco no alla nomina di commissari non iscritti all’albo dei manager. È, invece, ancora in attesa di giudizio il ricorso contro le resuscitate Province regionali,.
Recente passato. Anche nelle precedenti legislature Palazzo Chigi, qualunque fosse la maggioranza, è stato intransigente con la Regione. La giunta Cappellacci (2009-2014, centrodestra) è stata chiamata in causa 26 volte, con ancora l’urbanistica fra i primi motivi dei vari ricorsi. La giunta Pigliaru (2014-2019, centrosinistra) ha dovuto difendersi in 20 occasioni e in particolare sui trasferimenti finanziari dallo Stato alla Regione. Caso poi chiuso, nel 2019 e l’anno scorso, con il doppio accordo sulle entrate firmato dalla giunta Solinas. (ua)
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