La Nuova Sardegna

Cappellacci: «Orgoglioso del record»

Nella sua legislatura furono impugnate 26 leggi: «Ho difeso i diritti dei sardi»

2 MINUTI DI LETTURA





CAGLIARI. Ventisei volte nell’aula della Corte costituzionale, ma oggi come ieri «rivendico con orgoglio quel braccio di ferro con lo Stato centrale per difendere i diritti dei sardi». È questo il tenore della replica dell’ex governatore Ugo Cappellacci, ora deputato di Forza Italia, alla notizia che la sua Giunta (2009-2014) detiene il record delle leggi impugnate dal Governo nelle ultime tre legislature del Consiglio regionale. «Abbiamo sempre accettato la sfida, anzi l’abbiamo provocata – prosegue – e in diverse occasioni abbiamo soprattutto vinto in nome della Sardegna». E infatti – aggiunge – «basterebbe citare due delle tante sentenze della Consulta, per sintetizzare il senso di quelle battaglie». La prima risale al 2012, dopo il ricorso di Palazzo Chigi contro la legge regionale sulle maggiori entrate. «Vincemmo noi – sottolinea Cappellacci – e dopo quella decisione, inviammo l’ufficiale giudiziario a Palazzo Chigi, costringendo il premier Monti a riconoscere alla Sardegna il primo miliardo di maggiori trasferimenti da parte dello Stato». La seconda sentenza favorevole l’anno successivo. «Allora riuscimmo a mettere in discussione il sistema-Tirrenia – ribadisce l’ex governatore – e infatti i giudici stabilirono che la Sardegna non poteva più essere esclusa dalle decisioni sulla continuità territoriale marittima. Ma purtroppo, mesi dopo, fu la giunta Pigliaru a calarsi vergognosamente le braghe e a firmare un’intesa sfavorevole per la Sardegna sui collegamenti via mare. Allo stesso tempo fu sempre il centrosinistra a ritirare tutti gli altri ricorsi da noi promossi sulla Vertenza entrate dopo aver siglato un accordo-patacca col governo Renzi». Cappellacci poi ricorda di aver portato alla vittoria la Regione nello scontro con Palazzo Chigi sull’aumento delle accise sull’energia elettrica, deciso in maniera unilaterale dal ministero per l’economia. Oppure, in materia urbanistica, ottenendo «il pieno riconoscimento delle competenze della Regione sul Piano casa, sull’edilizia e sulla tutela paesistico-ambientale». Anche in altre occasioni – prosegue Cappellacci – ancora la Corte costituzionale ha dichiarato «inammissibili i ricorsi presentati a suo tempo dal Governo contro la nostra proroga delle concessioni demaniali e sulla nostra competenza legislativa primaria in materia di caccia e pesca». Per concludere, l’ex governatore, è «dunque evidente che, in quegli anni, io e la mia Giunta ci siamo sempre battuti per difendere su più fronti i diritti dei sardi e soprattutto l’Autonomia della Sardegna».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il raid

Undici furgoni a fuoco nella notte: attentato contro un’azienda logistica del sud Sardegna – Le indagini

Le nostre iniziative