Guido De Martini: «I 7 voti? Un piccolo risarcimento»
Il leghista senza green pass bloccato nell’isola. Roberto Calderoli lo gela: un medico no vax è una bestemmia
ROMA. Sette voti, ma non il suo. Guido De Martini, deputato cagliaritano della Lega, ha incassato 7 preferenze (quante Berlusconi) nel primo scrutinio di lunedì. Ma lui non ha potuto votare. E non potrà farlo neanche nelle successive sedute. Lui, medico, non ha il green pass e non può prendere un traghetto o un aereo per raggiungere Roma. «Mi hanno impedito di votare, ma ho provato l’emozione di essere votato – dice il deputato raggiunto telefonicamente –. Io ho il green pass da tampone con cui è permesso votare alla Camera, dove può votare anche chi è positivo. Ma io non posso raggiungere la penisola: una discriminazione che riguarda solo noi sardi. La Sicilia ha fatto un’ordinanza e permette di attraversare lo Stretto con il tampone. Da noi zero deroghe». De Martini non ha il green pass, ma non svela il perché. «Potrei essere non vaccinato, non avere il booster o essere esentato. Non è quello il problema. In questo momento il mio voto negato è solo la punta di un iceberg: sono tantissimi i sardi nella stessa situazione». Sui voti presi De Martini dice di non sapere «niente in via ufficiale». Di certo, non l’ha avuto dall’ex ministro leghista Roberto Calderoli, immunodepresso che sta portando avanti una crociata anti no vax. Tanto che liquida il caso De Martini in poche parole. «Un medico non vaccinato è una bestemmia».
Ma De Martini non è l’unico sardo avere preso voti per il Quirinale. Lunedì uno a testa sono andati a Giorgio Fresu, consigliere comunale di Posada, e Giovanni Chessa, forse l’assessore regionale al Turismo. Ieri, invece, 8 preferenze per Luigi Manconi, votato da Europa Verde e Sinistra italiana.
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