i sindacati
«Il piano di Bnl destinato a impoverire la Sardegna»
SASSARI. La ristrutturazione della Bnl impoverisce la Sardegna e potrebbe avere effetti a cascata su altre vertenze di istituti bancari. È quanto sostengono i segretari regionali del settore credito...
2 MINUTI DI LETTURA
SASSARI. La ristrutturazione della Bnl impoverisce la Sardegna e potrebbe avere effetti a cascata su altre vertenze di istituti bancari. È quanto sostengono i segretari regionali del settore credito di Fabi, First-Cisl, Fisac-Cgil, Uilca-Uil, Unisin in occasione del secondo sciopero nazionale di tutti i dipendenti della Bnl. «Tra i 300 lavoratori in Sardegna c’è stata un’adesione altissima – dicono – coinvolte tutte e 23 le agenzie, nonostante alcune manovre scorrette adottate dall’azienda per ridimensionarne la percezione e depotenziarne l’esito». La protesta è su scala nazionale, ma le segreterie regionali della Sardegna hanno voluto focalizzare l’attenzione dei politici e dei cittadini sardi sugli effetti che potrebbe avere per l’isola la profonda ristrutturazione in corso: «Contiene alcune novità che, se passassero, sarebbero prestissimo dominio di tutte le aziende di credito e ciò consisterebbe in un enorme danno per la nostra terra – spiegano –. Con profonde gomitate procedurali la Bnl sta procedendo da un lato alla dismissione di interi comparti e lavoratori e dall’altro alla chiusura di un’alta percentuale di agenzie operative (circa il 10%). Tutto ciò in violazione delle previsioni contrattuali e in un contesto in cui l’azienda ha risultati di tutto rispetto, con utili che la pongono al vertice di tutto il settore credito. Se il progetto della Bnl dovesse concludersi come lo intende l’azienda, in Sardegna avremmo altre agenzie bancarie chiuse e la perdita contestuale di preziosissimi presidi e posti di lavoro».
E secondo i sindacati «il peggio sarebbe l’effetto domino. Anche le altre banche, vedendo che certe manovre spericolate sono concesse, adotterebbero immediatamente tale modello che consiste nell’abbandono dei territori meridionali o dispersi e il trasferimento dei lavoratori su aziende che sono in realtà dei binari morti». Con queste prospettive «è importante che i politici sardi facciano sentire la loro voce. Le aziende di credito sono spesso l’ultimo baluardo di presenza istituzionale in tantissime zone dell’isola e la presenza delle agenzie è capace di muovere un indotto che è utile per sostenere l’economia locale. Inoltre, la difesa dei posti di lavoro bancari è difesa di una buona occupazione che si vorrebbe riservare anche ai nostri giovani. Anche i politici degli enti locali sono stati invitati a mobilitarsi in questa battaglia perché proprio le loro comunità rischiano di soffrire gli effetti attuali e futuri di manovre come quella della Bnl».
E secondo i sindacati «il peggio sarebbe l’effetto domino. Anche le altre banche, vedendo che certe manovre spericolate sono concesse, adotterebbero immediatamente tale modello che consiste nell’abbandono dei territori meridionali o dispersi e il trasferimento dei lavoratori su aziende che sono in realtà dei binari morti». Con queste prospettive «è importante che i politici sardi facciano sentire la loro voce. Le aziende di credito sono spesso l’ultimo baluardo di presenza istituzionale in tantissime zone dell’isola e la presenza delle agenzie è capace di muovere un indotto che è utile per sostenere l’economia locale. Inoltre, la difesa dei posti di lavoro bancari è difesa di una buona occupazione che si vorrebbe riservare anche ai nostri giovani. Anche i politici degli enti locali sono stati invitati a mobilitarsi in questa battaglia perché proprio le loro comunità rischiano di soffrire gli effetti attuali e futuri di manovre come quella della Bnl».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
