La Nuova Sardegna

Il telescopio lanciato il 21 dicembre aiuterà gli studi sulla materia oscura e sui buchi neri e svelerà come nasce una nuova stella 

La missione di James Webb: scoprire i segreti dello spazio

di Maddalena Aprea*
La missione di James Webb: scoprire i segreti dello spazio

Vorrei condividere con voi la mia grande passione per una delle più importanti branche della scienza: l’astronomia.Vi parlerò di astronomia raccontandovi uno degli eventi più importanti di quest’anno,...

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Vorrei condividere con voi la mia grande passione per una delle più importanti branche della scienza: l’astronomia.Vi parlerò di astronomia raccontandovi uno degli eventi più importanti di quest’anno, ovvero il lancio del telescopio spaziale “James Webb” avvenuto il 25 dicembre 2021 dallo spazioporto di Arianespacea Kourou, nella Guiana Francese e il suo obbiettivo, cioé l’ingresso in orbita intorno al punto L2 (di Lagrange). Il James Webb space telescope, nominato per omaggiare il secondo amministratore della Nasa che guidò le missioni Apollo, rappresenta il successore deltelescopio Hubble, lanciato in orbita il 24 aprile 1990 e attivo per tre decenni. Il James Webb, rispetto all’Hubble, è stato progettato per poter osservare oggetti più distanti e poter analizzare i raggi infrarossi, non osservabili dal telescopio Hubble. In questo modo, il James Webb aiuterà la ricerca scientifica a studiare con più facilità l’universo e le sue origini ed esaminerà ogni fase della storia cosmica: dal big bang alla formazione del nostro sistema solare. Più precisamente, il nuovo telescopio a raggi infrarossi approfondirà gli studi teorici sulla natura e la densità della materia e dell’energia oscura, le quali compongono il 95% dell’universo, sulla teoria della reionizzazione, ovvero il processo avvenuto in tutto il cosmo per cui l’idrogeno neutro presente si sarebbe trasformato in idrogeno ionizzato e avrebbe permesso la fine degli anni bui dell’universo con la nascita delle prime galassie luminos. Ancora, consentirà di indagare sulla presenza di buchi neri all’interno delle galassie, sarà in grado di osservare i cosiddetti cluster, ossia i superammassi stellari, di penetrare le varie nubi di polvere nei dischi proto-stellari, nubi di gas e polveri orbitanti attorno alle nuove stelle in formazione e studiare così le fasi che caratterizzano la nascita di una stella e di un pianeta . Infine, stimare le masse degli esopianeti (pianeti extrasolari) e studiarne le differenti atmosfere. Il James Webb, dunque, potrebbe rispondere ai tanti quesiti che ogni giorno l’uomo si pone e che, fino ad ora, non hanno mai avuto risposta nella realtà ma solo nella finzione, come la possibilità della presenza di via extraterrestre. Il nuovo telescopio spaziale, con diametrodi 6 metri, è composto da due sezioni fondamentali, lo specchio e il corpo della sonda. Lo specchio, costituito da 18 specchi minori esagoni di berillio rivestiti d’oro, raccoglie ed esamina i fotoni primordiali mentre il corpo della sonda è composto da pannelli solari per la ricarica delle batterie, da un’antenna per le comunicazioni e propulsori per orientare il telescopio. A 26 giorni dalla partenza, il telescopio lanciato dal razzo Ariane dovrebbe arrivare a destinazione. Io non posso che augurare buona fortuna all’imponente James Webb e sperare che la sua ricerca ci possa portare verso l’infinito e oltre.

*Maddalena frequenta il Liceo Canopoleno a Sassari

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