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Martedì la Finanziaria: balleranno 9,5 miliardi

Martedì la Finanziaria: balleranno 9,5 miliardi

Nel pomeriggio comincerà il dibattito in Consiglio. La mattina ci sarà il confronto con gli enti locali

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CAGLIARI. È ufficiale: la Finanziaria 2022, vale 9,5 miliardi, entrerà in Aula martedì pomeriggio, che tra l’altro non sarà un giorno qualunque: è una delle due sedute obbligatorie previste dallo Statuto. Tant’è che la mattina ci sarà il confronto col Consiglio delle autonomie locali proprio sullo stato dei rapporti fra la Regione e i Comuni.

Emendamenti in ballo. Il recente terremoto scatenato dagli emendamenti presentati in commissione bilancio è stato messo da parte, per evitare contraccolpi nella maggioranza di centrodestra. Ad esempio la proposta sul ritorno dei consigli d’amministrazione nei 14 enti e agenzie controllati dalla Regione, oppure altre che avrebbero permesso di mettere a regime la contestata legge sul super staff per il governatore e gli assessori. Eppure il pericolo non è scongiurato. Il Psd’Az, che giorni fa aveva firmato gran parte degli emendamenti criticati, potrebbe ripresentarli durante la discussione generale. Il rischio c’è tutto e all’improvviso potrebbe rimettere in crisi la maggioranza di centrodestra, o comunque scatenerebbe di sicuro uno nuovo scontro in campo aperto con le opposizioni di centrosinistra e i Cinque stelle. Come andrà a finire lo si capirà subito dopo martedì pomeriggio. A parlare per primi saranno Stefano Schirru, Psd’Az, relatore di maggioranza e presidente della commissione bilancio, e Cesare Moriconi, Pd, relatore di minoranza e vicepresidente della stessa commissione. Poi sarà volta di Giuseppe Fasolino, assessore al bilancio, che parlerà a nome della Giunta.

Uniche certezze. Di sicuro sarà approvato all’unanimità l’emendamento sull’aumento degli stipendi per i sindaci. Sarà discusso quello presentato da Antonello Peru, Udc-Cambiamo, che dalla commissione è stato ritenuto il più completo fra quelli presentati dagli altri partiti di maggioranza e opposizione. Di fatto l’indennità sarà adeguata alle tabelle nazionali, approvate dal Parlamento, ma devono essere licenziate anche dal Consiglio regionale visto che la Regione ha competenza primaria proprio sugli enti locali. Un’altra certezza è che il confronto sarà acceso sulla sanità, ha un costo intorno ai 4 miliardi, sugli interventi a favore delle imprese in crisi per la pandemia, ma soprattutto sul pacchetto anti-spopolamento nei Comuni sotto i 3mila abitanti, dai bonus bebè a quelli per l’acquisto della prima casa. Su questo punto le opposizioni hanno già annunciato che non sono d’accordo sul testo presentato dalla Giunta.

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