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Sulle concessioni demaniali l’ultimo appello

CAGLIARI. La Sardegna non può rimanere schiacciata dalla sentenza del Consiglio di Stato che bloccato il rinnovo delle concessioni balneari a partire dal 2024. È stato questo il tenore della...

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CAGLIARI. La Sardegna non può rimanere schiacciata dalla sentenza del Consiglio di Stato che bloccato il rinnovo delle concessioni balneari a partire dal 2024. È stato questo il tenore della richiesta avanzata dalle associazioni e dai sindacati degli oltre mille concessionari sardi nell’aula della commissione attività produttive del Consiglio regionale. In estrema sintesi la loro richiesta è stata: «Occorre tener conto delle specificità della Sardegna. Da noi – hanno rimarcato – gli stabilimenti balneari sono gestiti da imprese a conduzione familiare. Lo spazio occupato è molto limitato: solo il 20 per cento delle coste». A quel punto i titolari degli stabilimenti hanno sollecitato un’azione politica della Regione nei confronti del Governo nazionale, perché a sua volta apra un tavolo di Confronto con la Commissione Europea. Sempre secondo le associazioni e i sindacati, la sentenza del Consiglio di Stato che ha annullato il rinnovo delle concessioni si basa infatti sul principio della libera concorrenza, vero e proprio mantra della legislazione europea. Ma non per gli operatori: «A Roma e a Bruxelles dobbiamo presentarci con un pacchetto di controproposte». Su questo punto la commissione, presieduta da Piero Maieli del Psd’Az, ha assunto l’impegno di coinvolgere la Giunta e studiare possibili soluzioni legislative. Uno spiraglio potrebbe aprirsi con l’approvazione della proposta di legge sull’insularità in discussione alla Camera e al Senato.

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